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	<title>EdA Comunicazione</title>
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		<title>Chat GPT può renderti completamente autonomo?</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/blog/che-cos-e-chat-gpt-come-usarla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 16:21:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[chat gpt]]></category>
		<category><![CDATA[content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, l&#8217;intelligenza artificiale ha fatto passi da gigante nel campo della produzione di contenuti scritti. Un esempio di questa rivoluzione è rappresentato da Chat GPT, un sistema di generazione di testi avanzati, che sembra promettere di mettere a disposizione anche di persone non skillate la possibilità di scrivere contenuti di elevato valore. Una...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, l&#8217;intelligenza artificiale ha fatto passi da gigante nel campo della produzione di contenuti scritti. Un esempio di questa rivoluzione è rappresentato da Chat GPT, un sistema di generazione di testi avanzati, che sembra promettere di mettere a disposizione anche di persone non skillate la possibilità di scrivere contenuti di elevato valore.<br />
Una riflessione che sta nascendo sul tema è: Chat GPT può rendere un imprenditore o un professionista completamente autonomo nella creazione di contenuti social o di testi per il proprio sito web?</p>
<p>In questo articolo, esploreremo le potenzialità e le sfide legate all&#8217;uso di Chat GPT, chiarendo che cos&#8217;è chat GPT e svelando come questo strumento possa essere certamente un prezioso alleato, ma anche mettendo in evidenza l&#8217;importanza dell&#8217;elemento umano nella sua implementazione.</p>
<h2><strong>Che cos&#8217;è Chat GPT</strong></h2>
<p>Chat GPT è un sistema di intelligenza artificiale (IA) che sfrutta il machine learning per generare testi e risposte nel linguaggio naturale.<br />
È in grado di comprendere e rispondere in maniera coerente a una vasta gamma di domande e comandi, funzionalità che lo rende una risorsa potente per la creazione di contenuti scritti.<br />
Un aspetto sul quale va però posto l’accento è che Chat GPT non è un &#8220;pensatore&#8221; autonomo: è programmato per dare output a partire dalle informazioni, input, fornite attraverso prompt o comandi.</p>
<h3><strong>L&#8217;elemento umano</strong></h3>
<p>Ti anticipiamo subito la nostra visione: ad oggi, nessuna intelligenza artificiale è in grado di sostituire completamente l’essere umano. Neanche Chat GPT.<br />
Insomma, non ci sentiamo obsoleti nel nostro lavoro di esperti in comunicazione!<br />
Uno degli aspetti chiave per un uso efficace di Chat GPT è, infatti, la scrittura dei prompt, dove entra in gioco in tutta la sua importanza l&#8217;elemento umano: la capacità di creare un contesto di riferimento ricco di particolari strategici e di formulare prompt accurati e pertinenti è basilare per ottenere risultati di qualità. Un imprenditore che voglia sfruttare al meglio le potenzialità di Chat GPT dovrebbe essere un anche un professionista esperto in materia di comunicazione per poterlo fare o appoggiarsi a collaboratori interni skillati.</p>
<p>La strategia di base che un professionista della comunicazione segue nella produzione di contenuti consiste nell&#8217;identificare il pubblico di riferimento, stabilendo gli obiettivi e pianificando il messaggio da trasmettere, sui differenti canali.<br />
Questo processo richiede una profonda conoscenza delle dinamiche comunicative e delle esigenze del pubblico.<br />
Chat GPT può essere un valido aiuto nella fase di scrittura effettiva dei testi, ma tutta la fase preliminare di analisi, prodotto di un pensiero critico ed analitico, non può essere demandata a questo strumento, se non, anche in questo caso, sotto guida attenta e precisa di un esperto.</p>
<h3><strong>Ora che sai che cos&#8217;è Chat GPT ricorda: il segreto è sempre l’equilibrio!</strong></h3>
<p>Chat GPT è un&#8217;innovazione straordinaria che ha il potenziale per semplificare notevolmente la creazione di contenuti scritti.<br />
Tuttavia, è fondamentale riconoscere che, per ottenere risultati di alta qualità, l&#8217;elemento umano rimane irrinunciabile. La competenza nella scrittura dei prompt e una solida strategia di comunicazione sono indispensabili per sfruttare al massimo le potenzialità di questa tecnologia.<br />
Insomma, Chat GPT è uno strumento potente, ma nelle mani di chi sa come renderlo efficace, conducendolo nella direzione giusta.</p>
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		<title>Strategie di Digital Marketing per E-Commerce: le più performanti</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/blog/strategie-di-digital-marketing-per-ecommerce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 09:05:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Siti e E-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing per e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mercato digitale è in continua crescita e gli e-commerce sono diventati sempre più popolari. Per avere successo in questo ambiente competitivo online, è fondamentale adottare strategie di digital marketing efficaci. Se continui a leggere, scoprirai alcuni consigli: quelle che, a nostro parere, solo le attività di maggiore importanza che devi affiancare al &#8220;semplice&#8221; avere...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Il mercato digitale è in continua crescita e gli e-commerce sono diventati sempre più popolari. Per avere successo in questo ambiente competitivo online, è fondamentale adottare strategie di digital marketing efficaci.<br />
Se continui a leggere, scoprirai alcuni consigli: quelle che, a nostro parere, solo le attività di maggiore importanza che devi affiancare al &#8220;semplice&#8221; avere un sito ecommerce.</p>
<h2 class="p1">Gli 8 pilastri sui quali fondare strategie di digital marketing per e-commerce efficaci</h2>
<ol>
<li>
<h3>Ricerca delle parole chiave</h3>
<p>La ricerca delle parole chiave è il fondamento dell&#8217;<strong>ottimizzazione SEO</strong> per il tuo e-commerce. Utilizza strumenti come Google Keyword Planner per identificare le parole chiave <strong>rilevanti per il tuo settore e prodotti</strong>. Incorpora queste parole chiave nei titoli, nelle descrizioni dei prodotti e nei contenuti del tuo sito web per migliorare la tua classificazione sui motori di ricerca.</li>
<li>
<h3>Contenuto di qualità</h3>
<p>Creare contenuti di alta qualità è essenziale per il successo delle tue strategie di digital marketing per  e-commerce. Offri <strong>informazioni utili e interessanti</strong> attraverso <strong>post di blog, guide, recensioni e video</strong>. Questo non solo fornirà valore ai tuoi visitatori, ma ti aiuterà anche a posizionarti come un&#8217;autorità nel tuo settore. Assicurati di ottimizzare i tuoi contenuti con parole chiave pertinenti per migliorare la visibilità sui motori di ricerca.</li>
<li>
<h3>Ottimizzazione delle pagine del sito web</h3>
<p>Ottimizza le pagine del tuo sito web per garantire una <strong>migliore esperienza utente e favorire l&#8217;indicizzazione</strong> dei motori di ricerca. Utilizza titoli accattivanti e pertinenti, meta descrizioni coinvolgenti e URL leggibili. Assicurati che il tuo sito web sia <strong>veloce, mobile-friendly e facile da navigare</strong>. Ottimizza anche le immagini utilizzando tag alt e riducendo le dimensioni dei file per migliorare i tempi di caricamento.</li>
<li>
<h3>Link building</h3>
<p>Il link building è una strategia fondamentale per migliorare <strong>l&#8217;autorità del tuo sito web e la sua visibilità sui motori di ricerca</strong>. Cerca opportunità per <strong>ottenere backlink di qualità da siti web rilevanti e affidabili</strong>. Puoi ottenere backlink attraverso la creazione di contenuti di valore che altre persone desiderano condividere, partecipando a guest blogging, collaborando con influencer o utilizzando strategie di pubbliche relazioni online.</li>
<li>
<h3>Social media marketing</h3>
<p>Le piattaforme dei social media offrono un&#8217;enorme opportunità di <strong>promuovere il tuo e-commerce</strong> e raggiungere il tuo <strong>pubblico di riferimento</strong>. Identifica i canali social più rilevanti per il tuo settore e crea una presenza solida su di essi. Condividi <strong>contenuti interessanti, coinvolgenti e visivamente accattivanti</strong>, interagisci con i tuoi follower e partecipa alle conversazioni. Utilizza il <strong>social media advertising</strong> per ampliare ulteriormente la tua portata e aumentare il traffico verso il tuo sito web.</li>
<li>
<h3>Email marketing</h3>
<p>L&#8217;email marketing rimane uno dei metodi più efficaci per coinvolgere i tuoi clienti e promuovere i tuoi prodotti. Costruisci una <strong>lista di contatti di alta qualità</strong> raccogliendo le email dei visitatori interessati al tuo e-commerce. Invia regolarmente <strong>newsletter informative, promozioni esclusive e contenuti personalizzati</strong>. Assicurati che le tue email siano ben progettate, coinvolgenti e ottimizzate per i dispositivi mobili. Utilizza strumenti di automazione dell&#8217;email marketing per semplificare il processo di invio e migliorare la tua efficienza.</li>
<li>
<h3>Recensioni dei clienti</h3>
<p>Le recensioni dei clienti hanno un <strong>impatto significativo sulle decisioni di acquisto degli utenti online</strong>. Incoraggia a trovare i tuoi clienti soddisfatti a lasciare recensioni positive <strong>sul tuo sito web, sui social media o su piattaforme di recensioni come Trustpilot</strong>. Rispondi prontamente alle recensioni, sia positive che negative, dimostrando la tua attenzione al cliente e il desiderio di migliorare continuamente. Le recensioni positive contribuiranno a costruire la fiducia dei potenziali clienti nel tuo e-commerce.</li>
<li>
<h3>Ottimizzazione per dispositivi mobile</h3>
<p>Nell&#8217;era del <strong>mobile-first</strong>, è essenziale assicurarsi che il tuo sito web e le tue pagine di prodotto siano ottimizzate per dispositivi mobili. La maggior parte delle persone utilizza i loro smartphone per navigare e fare acquisti online. Pertanto, è fondamentale che il tuo sito si carichi rapidamente e che l&#8217;esperienza utente sia ottimale su dispositivi mobili.</li>
</ol>
<p>Credi che applicare tutte queste strategie di digital marketing per e-commerce sia complesso?<br />
In realtà, lo percepisci in questo modo perché non è il tuo lavoro. Ma il nostro. E siamo qui, per aiutarti!</p>
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		<title>Come nasce un naming?</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/blog/come-scegliere-il-nome-di-un-brand/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 07:26:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[naming]]></category>
		<category><![CDATA[nome di brand]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scegliere il nome di un brand &#8211; o di un prodotto o di un servizio &#8211; non è un semplice esercizio creativo. Sarebbe bello se lo fosse, perché significherebbe che il copywriter al quale viene affidato questo arduo compito, potrebbe impugnare la penna come fosse la Spada nella Roccia e farne il suo strumento per...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Scegliere il nome di un brand &#8211; o di un prodotto o di un servizio &#8211; non è un semplice esercizio creativo.<br />
Sarebbe bello se lo fosse, perché significherebbe che il copywriter al quale viene affidato questo arduo compito, potrebbe impugnare la penna come fosse la Spada nella Roccia e farne il suo strumento per creare un mondo migliore.<br />
Fuor di metafora, se la creatività fosse l&#8217;unico limite, il percorso sarebbe oggettivamente più semplice. Allo stesso tempo però, rischierebbe di diventare un puro esercizio stilistico, che nulla aggiungere al prodotto, al servizio, all&#8217;azienda.</p>
<p>E invece, la scelta del nome di un brand &#8211; naming in gergo tecnico &#8211; finisce per influenzare in maniera importante le chance che un prodotto, un servizio, un&#8217;azienda hanno di posizionarsi rispetto ai competitors nella mente e nella &#8220;classifica acquisti&#8221; del target di riferimento.</p>
<h3>Le operazioni preliminari</h3>
<p>Quando viene commissionato un naming, l&#8217;agenzia o il professionista deve svolgere alcuni fondamentali compiti analitici, che rappresentano il sostrato sul quale poi sarà possibile poggiare il processo creativo.</p>
<ol>
<li>Analisi del contesto, che riguarderà i punti di forza e di debolezza, gli elementi caratterizzanti, i dettagli unicità che definiscono l&#8217;azienda, il prodotto, il servizio.</li>
<li>Analisi dei competitors, per capire in quale nicchia ci si può posizionare per rubare una o più fette di mercato ed essere considerati in qualche modo più appetibili, per comprendere eventuali errori nei quali i concorrenti sono incorsi e non ripeterli, per rubare il buono che è stato fatto e trasformarlo, plasmandolo sulla base dei valori dell&#8217;azienda, del prodotto o del servizio.</li>
<li>Analisi della buyer persona, cioè del o dei target di persone alle quali vogliamo piaccia la nostra azienda, il nostro prodotto, il nostro servizio, tanto da convincerli a diventare nostri clienti; va capito quali sono le loro paure ed i loro desideri, quali le loro aspettative, come possiamo sorprenderli, quale linguaggio va utilizzato e così via.</li>
</ol>
<p>A conclusione di queste tre fasi preliminari, avremo un quadro di riferimento sufficientemente chiaro che ci permetterà di entrare nel vivo: iniziare pensare come scegliere il nome di un brand, prodotto o servizio.</p>
<h3>I punti ciechi</h3>
<p>Ci siamo quasi, ma non possiamo ancora entrare nel momento delle idee.<br />
Prima dobbiamo porre dei paletti, che renderanno tutto molto, molto più complicato.<br />
Dobbiamo infatti sapere che:</p>
<ul>
<li>se al brand &#8211; o prodotto o servizio &#8211; andrà associato un dominio (www.naming.it/com/shop, etc) dovremo controllare attraverso alcuni portali specializzati che la nostra idea non sia già stata sviluppata da altri; se il dominio è già occupato, dovremmo scartare il nome del brand che avevamo immaginato</li>
<li>se siamo un&#8217;azienda che ha un business locale, se nelle vicinanze c&#8217;è un&#8217;azienda che opera nel nostro stesso settore e che ha il nostro stesso nome, dobbiamo farci venire in mente qualcos&#8217;altro; più complesso ancora, se il nostro mercato di riferimento è nazionale o locale</li>
</ul>
<p>Insomma, dobbiamo fare il possibile per far sì che la caratteristica di originalità sia rispettata.</p>
<h2>Il processo creativo che conduce a scegliere il nome di un brand</h2>
<p>Ok è arrivato il momento: via libera alla creatività!<br />
Si ma&#8230;da dove si inizia?</p>
<p>Un primo nodo da sciogliere riguarda la lingua: italiano o inglese?<br />
Dare una risposta non è semplice; certo è che se vogliamo posizionarci a livello internazionale, un naming angolofono potrebbe essere la scelta più saggia. Anche se, direte, l&#8217;italiano ha un&#8217;accezione talmente alta in tutto il mondo che, se siamo nel settore luxury, potrebbe rappresentare un plus! Vero anche questo. Ed è per questo che torniamo al punto di partenza: grazie alla nostra analisi preliminare sapremo la strada da percorrere.</p>
<p>Volendo essere coerenti con il criterio di originalità, immaginare sintagmi di fantasia, attraverso crasi e simili, può aiutare moltissimo a liberarsi dalle maglie dell&#8217;ovvio. In questo caso, va fatta attenzione a non spingere troppo sull&#8217;acceleratore, arrivando a forme sgraziate, che non producono sensazioni positive e, di conseguenza, non colgono l&#8217;attenzione del nostro target.</p>
<p>Altro segreto, può essere quello di ragionare su aspetti storici legati al settore di operatività dell&#8217;azienda oppure alla tipologia di prodotto o servizio che si va a proporre.</p>
<p>E poi&#8230;ci vuole una buona dose di sensibilità ed empatia per entrare in contatto sia con l&#8217;imprenditore che con il pubblico al quale si vuole mirare.</p>
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		<item>
		<title>TikTok Marketing: investimento o bolla?</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/blog/tiktok-marketing-investimento-o-bolla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2023 09:24:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I social sono ormai il luogo dove molto accade. Sono capaci di orientare in maniera profonda l&#8217;opinione dell&#8217;utente su un brand, avvicinandolo o allontanandolo dall&#8217;acquisto. Il Social Marketing deve essere un punto focale del Piano di Comunicazione che si costruisce per un&#8217;azienda e, in questo senso, oggi più che mai ha senso chiedersi: inserire una...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I social sono ormai il luogo dove molto accade. Sono capaci di orientare in maniera profonda l&#8217;opinione dell&#8217;utente su un brand, avvicinandolo o allontanandolo dall&#8217;acquisto.<br />
Il Social Marketing deve essere un punto focale del Piano di Comunicazione che si costruisce per un&#8217;azienda e, in questo senso, oggi più che mai ha senso chiedersi: inserire una voce &#8220;TikTok Marketing&#8221;, ha senso?</p>
<p>Se ti aspetti di trovare una risposta definitiva, ti consigliamo di non proseguire nella lettura. Dovremmo poter analizzare il tuo brand, il tuo target di riferimento, il settore, gli obiettivi e molto altro.<br />
Se però vuoi approfondire il concetto e provare a trarre conclusioni razionali, allora sì, questo è l&#8217;articolo giusto.</p>
<h3>Che cosa ci dicono i dati</h3>
<p>La prima cosa da fare, e non solo in questo riflessione sul TikTok Marketing, è la data analysis: i numeri non hanno opinioni, raccontano fatti.<br />
Il report <a href="https://wearesocial.com/it/blog/2022/01/digital-2022-i-dati-globali/">Digital 2022</a> pubblicato da We Are Social in collaborazione con Hootsuite pone a confronto, tra le cose, i dati relativi ai vari canali social e ci dice che nel 2022 TikTok è stato il social nel quale le persone hanno speso più tempo su base mensile, 19.6 ore come Facebook, comparate con le 18.6 di Whatsapp e le 11.6 di Instagram.<br />
Il blog di <a href="https://blog.hootsuite.com/it/trend-dei-social-media/">HootSuite</a>, altro mostro sacro nel settore analisi social, pone TikTok al primo posto della crescita di interesse su Google Trends, con un aumento dell&#8217;1,125% dal 2020.<br />
Kantar, leader mondiale nel data management e marketing consulting, ha pubblicato un report dedicato all&#8217;Ad Equity che confronta il gradimento degli annunci advertising nei vari social: TikTok guadagna la prima posizione.</p>
<p>Potremmo continuare a snocciolare dati, entrando anche in metriche più tecniche, ma il quadro è già chiaro: il potenziale di TikTok per pubblico, attenzione, propensione all&#8217;interazione con l&#8217;adv è davvero elevato.</p>
<h2>Come capire se investire nel TikTok Marketing?</h2>
<p>Il fatto che TikTok sia un ecosistema social molto interessante, non vuol dire però automaticamente che sia adatto a promuovere il tuo business aziendale.<br />
Ci sono alcuni aspetti che vanno valutati, per evitare di &#8220;esserci tanto per&#8221;, togliendo così budget a strumenti &#8211; digitali e non &#8211; che potrebbero essere più centrati per un determinato tipo di brand.</p>
<p>Prima di rivolgerti ad un consulente marketing o a un&#8217;agenzia di comunicazione &#8211; saresti nel posto giusto, volendo! &#8211; ci sono alcuni punti che puoi già approfondire in prima persona: in fine dei conti, sei la persona che sa maggiormente della tua azienda!</p>
<ul>
<li>Il tuo target è presente su TikTok?</li>
</ul>
<p>Fare TikTok Marketing se il tuo target di riferimento è la Generazione Z &#8211; i nati tra il 1997 ed il 2012 &#8211; è quasi obbligatorio. Sono infatti loro i principali frequentatori di questa piattaforma, con un elevato engagement e un&#8217;enorme attenzione nei confronti dei contenuti pubblicati dagli influencer.<br />
Fermarsi però solo a considerare l&#8217;età sarebbe troppo semplice; prendi in considerazione anche interessi, gusti ed abitudini.</p>
<ul>
<li>L&#8217;audience di TikTok è sensibile al tuo settore operativo?</li>
</ul>
<p>I social media sono per loro natura trasversali. Ma è comunque possibile tracciare alcune linee che definiscono i contorni di ogni spazio digitale. TikTok è sicuramente più adatto ad aziende che propongono prodotti e servizi diretti al b2c, meno a chi vuole raggiungere altre aziende o professionisti di settore.</p>
<ul>
<li>Sei disposto ad investire in advertising?</li>
</ul>
<p>Partendo dal presupposto che una strategia di Social Media Marketing non dovrebbe mai prescindere da una strategia di Digital Advertising &#8211; che possibilmente comprenda anche Google Ads -, questo è ancora più vero per il TikTok Marketing.<br />
È una piattaforma costosa, nella quale per ottenere visibilità sono necessarie campagne ed è bene anche costruire una rete di influencer che facciano da cassa di risonanza per i contenuti del tuo brand.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché ti serve un Piano Editoriale</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/blog/perche-ti-serve-un-piano-editoriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2023 17:02:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[calendario editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[piano editoriale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.edacomunicazione.it/?p=6828</guid>

					<description><![CDATA[<p>Siamo noi i primi a dirlo, basandoci su ricerche internazionali: la pubblicazione organica dei contenuti sui social raggiunge in media il 3-5% della fan base totale. Allora perché spendere tempo, danaro ed energie nella costruzione di un PED? In altre parole: a cosa serve un Piano Editoriale? É  una domanda lecita, che i non addetti...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo noi i primi a dirlo, basandoci su <a href="https://blog.hootsuite.com/organic-reach-declining/">ricerche internazionali</a>: la pubblicazione organica dei contenuti sui social raggiunge in media il 3-5% della fan base totale. Allora <strong>perché spendere tempo, danaro ed energie nella costruzione di un PED?</strong> In altre parole: a cosa serve un Piano Editoriale?</p>
<p>É  una domanda lecita, che i non addetti ai lavori hanno tutto il diritto di porsi, proprio spinti dai dati che noi stessi mettiamo a disposizione.<br />
E sta a noi spiegare perché, proprio per questo e per tanti altri motivi, avere u<strong>na chiara e programmatica linea editoriale</strong> può <strong>salvarli dal baratro dell&#8217;inettitudine social</strong>.</p>
<h3>Che cos&#8217;è un Piano Editoriale</h3>
<p>Il piano editoriale è il primo strumento che si realizza dopo aver stilato una Content Strategy. <strong>Contiene le linee essenziali</strong> del</p>
<ul>
<li>cosa</li>
<li>come</li>
<li>quando</li>
<li>perché</li>
<li>dove</li>
</ul>
<p>Un po&#8217; come le, ormai sepolte sotto la polvere, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Regola_delle_5_W">5W del giornalismo</a>.<br />
Inoltre, in questo documento strategico si prendono in considerazione <strong>il tone di voce e l&#8217;identità visuale</strong> dei vari contenuti che dovranno essere prodotti che, a loro volta, vengono desunti dall&#8217;analisi del target che si vuole andare a colpire e del linguaggio che, in un determinato contesto social, utilizza/preferisce.</p>
<p>Ulteriore aspetto che concorre alla creazione del piano editoriale è la <strong>definizione</strong> dell&#8217;obiettivo, anzi, <strong>degli obiettivi legati ad ogni singolo contenuto pubblicato</strong> &#8211; visualizzazioni, condivisioni, commenti, like, click e così via &#8211; <strong>e più in generale al brand</strong> &#8211; b. awareness, b. positioning, acquisto, b. advocacy.</p>
<p>Se volessimo dare una risposta pratica quindi alla domanda &#8220;a cosa serve un piano editoriale?&#8221; diremmo a compilare correttamente una serie di caselle strategiche, per <strong>arrivare alla creazione di un contenuto efficace ed efficiente</strong>.</p>
<h4>La differenza tra Piano Editoriale e Calendario Editoriale</h4>
<p>Altro aspetto che ci aiuta a capire a cosa serve un Piano Editoriale è chiarire la differenza con il Calendario Editoriale.<br />
<strong>Il Piano è uno strumento strategico</strong> che definisce le line guida per la creazione di un contenuto efficace ed efficiente.<br />
<strong>Il Calendario editoriale è uno strumento operativo</strong> composto tenendo conto della strategia definita e contiene testi ed immagini che si andranno poi a pubblicare nelle date indicate al suo interno.</p>
<h2>A cosa serve un Piano Editoriale</h2>
<p>Dopo aver tolto un po&#8217; di nebbia, siamo ora pronti a rispondere alla domanda dalla quale siamo partiti.<br />
Se così poche persone visualizzano i nostri contenuti organici, perché darsi così tanta pena per la realizzazione di quello che, a tutti gli effetti, è un documento strategico? Perché non pubblicare random, nella consapevolezza che &#8220;tanto nessuno vedrà&#8221; e concentrarsi semmai su una strategia di advertising che spinga solo alcuni contenuti?</p>
<p><span>Utilizziamo 3 termini per rispondere a questa domanda</span></p>
<ol>
<li><span><strong>Coerenza</strong><br />
Gli utenti social sono sempre più attenti e, nella maggior parte dei casi, anche consapevoli. Nel momento in cui vengono attratti da una sponsorizzata &#8211; di un brand che non conoscono o del quale hanno vagamente sentito parlare &#8211; la prima cosa che fanno è indagare. Visitano il sito, visualizzano gli account social, vanno alla ricerca di recensioni.<br />
Se tutto ciò che trovano non è coerente con il contenuto sponsorizzato, la valenza dell&#8217;investimento fatto dall&#8217;azienda nell&#8217;advertising diventa pari a zero.</span></li>
<li><span><strong>Fiducia</strong><br />
Strettamente collegato al punto precedente, la customer journey di un utente può partire da punti diversi del percorso &#8211; sappiamo infatti che la sponsorizzata social intercetta bisogni latenti e quindi non ancora consapevoli &#8211; ma conduce allo stesso punto: solo se si sarà conquistata la fiducia della persona si otterrà la conversione che sia il contatto, la condivisione della propria email, l&#8217;acquisto. Atterrare su una pagina che sembra una vecchia città fantasma, non è certo ciò che stimola la creazione di un legame di fiducia.</span></li>
<li><span><strong>Creatività</strong><br />
</span><span>I budget pubblicitari sono una vera spina nel fianco &#8211; per le aziende e per chi come noi fa advertising. Per ottenere un discreto successo, si deve essere disposti ad allargare i cordoni della borsa ed anche a poterlo fare.<br />
Con investimenti centellinati, la concorrenza per la &#8220;poca&#8221; copertura organica è sempre più in aumento e, dunque, per assicurarsi la maggiore visibilità possibile è necessario pubblicare contenuti di valore.</span><span><br />
</span></li>
</ol>
<p>Il Piano Editoriale è utile alla soddisfazione di questi tre aspetti chiave, base sulla quale una strategia di advertising deve necessariamente poggiare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Come creare un reel performante? Istruzioni per l&#8217;uso!</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/blog/come-creare-un-reel-per-instagram/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2022 08:29:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[come creare reel]]></category>
		<category><![CDATA[content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[reel]]></category>
		<category><![CDATA[reel instagram]]></category>
		<category><![CDATA[strategia reel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stare al passo con gli strumenti che il digital mette a disposizione non è semplice. A volte immediato non lo è per noi ..capiamo quindi la confusione che possano generare nei non addetti ai lavori! Chiedersi &#8220;come creare un reel che faccia schizzare le mie visualizzazioni?&#8221; è qualcosa che indubbiamente è capitato a molti, dopo...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Stare al passo con gli strumenti che il digital mette a disposizione non è semplice. A volte immediato non lo è per noi ..capiamo quindi la confusione che possano generare nei non addetti ai lavori!<br />
Chiedersi &#8220;<strong>come creare un reel che faccia schizzare le mie visualizzazioni?</strong>&#8221; è qualcosa che indubbiamente è capitato a molti, dopo che Instagram ha iniziato a spingere in maniera molto forte il <strong>nuovo formato nativo</strong>.</p>
<p>E continua ad essere un interrogativo molto sensato, dato che <strong>l</strong><strong>a bolla iniziale non si è ancora sgonfiata</strong>, anzi.</p>
<p>Proviamo allora a capire meglio insieme questo strumento, nelle sue <strong>potenzialità e</strong> nei suoi <strong>trabocchetti</strong>.</p>
<h3>Non è ancora tempo di miracoli</h3>
<p>Partiamo dal maggiore dei trabocchetti: <strong>creare un reel che renda virale il tuo account in 5 minuti è impossibile</strong>.<br />
E bisogna fare molta attenzione a queste false speranze.<br />
Dietro a dei <strong>risultati a medio/lungo periodo</strong> c&#8217;è sempre una <strong>strategia multicanale</strong>, che si base su</p>
<ul>
<li>elementi differenzianti della <strong>brand identity</strong></li>
<li>analisi del <strong>target di pubblico</strong> che vogliamo attrarre</li>
<li>programmazione e realizzazione di <strong>contenuti di effettivo valore</strong> percepito</li>
</ul>
<p>Sia chiaro: può capitare che al primo reel condiviso le visualizzazioni schizzino e gli account che ti seguono aumentino vertiginosamente.<br />
<strong>Instagram vuole che tu continui a sfruttare il formato nativo</strong> e quindi, alle tue prime pubblicazioni, presterà attenzione a prescindere dalla loro qualità e le proporrà a potenziali utenti in target.<br />
Ma <strong>questo booster iniziale si esaurirà nel tempo di un battito di ciglia</strong> senza una visione strategica a monte e potresti notare un contingente calo di follower, delusi magari dalle successive pubblicazioni del tuo account.</p>
<h2>Vuoi capire come creare reel coinvolgenti? Studia l&#8217;algoritmo!</h2>
<p>E quì, la situazione già si complica. Inevitabilmente oseremo dire.<br />
Saprai infatti che, a decidere se proporre il tuo reel tra quelli consigliati, è <strong>l&#8217;algoritmo di Instagram</strong> che valuta ogni contenuto in base a tutta una<strong> serie di parametri</strong>.<br />
Conoscendoli, possiamo condividere con te alcune <strong>istruzioni per l&#8217;uso</strong>, partendo dalle più semplici:</p>
<ul>
<li>utilizza <strong>contenuti verticali</strong>; perché è vero che anche i video in orizzontale possono essere adattati al formato, ma già questo è un dettaglio che può penalizzarti, perché in contrasto con le linee guida consigliate dallo stesso Instagram</li>
<li>fai moltissima attenzione alla <strong>qualità del video</strong> che carichi; se è sgranato o in bassa, le immagini si vedranno male e&#8230;tu proporresti qualcosa di &#8220;brutto&#8221; ai tuoi amici?</li>
<li>seleziona <strong>musiche o audio direttamente dalla libreria di Instagram</strong>; importare video con musiche già caricate ti penalizzerà</li>
<li><strong>evita</strong> di pubblicare <strong>contenuti condivisi da altre app</strong>, soprattutto se con filigrana ben visibile; l&#8217;algoritmo è un tipo piuttosto geloso!</li>
<li>dai <strong>movimento</strong> al contenuto; testi con transizioni, effetti particolari, filtri sono dettagli che attirano l&#8217;attenzione e che sono valutati positivamente perché spezzano la routine e dunque catturano anche sguardi frettolosi</li>
<li>non limitarti a seguire i<strong> trend</strong>, ma <strong>cerca di crearne</strong>; la creatività è un aspetto particolarmente caro al nostro amico/nemico algoritmo e da sempre l&#8217;originalità viene premiata come elemento che può piacere al pubblico e che dunque va promosso</li>
</ul>
<p>Seguire questi consigli rappresenta sicuramente un&#8217;ottima base per ottenere visibilità. Ma <strong>devi essere costante</strong> e mantenere <strong>sempre alto lo standard</strong> delle tue pubblicazioni.</p>
<p>Se vuoi approfondire e capire come potremmo insieme impostare una strategia di content marketing che preveda anche la pubblicazione di reel, noi ci siamo!</p>
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		<title>Non chiamarlo sito vetrina!</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/blog/non-chiamarlo-sito-vetrina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2022 13:29:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti e E-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[sito]]></category>
		<category><![CDATA[sito vetrina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le parole sono importanti. Per noi, che di comunicazione viviamo, e per te, potenziale cliente, che ti rivolgi a noi per migliorare la visibilità del tuo brand. Il termine &#8220;sito vetrina&#8221; è una contraddizione che va assolutamente spiegata. Perché il tuo sito non serve solo per metterti in mostra, ma deve necessariamente fare di più:...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/blog/non-chiamarlo-sito-vetrina/">Non chiamarlo sito vetrina!</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it">EdA Comunicazione</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le parole sono importanti.<br />
Per noi, che di comunicazione viviamo, e per te, potenziale cliente, che ti rivolgi a noi per <strong>migliorare la visibilità del tuo brand</strong>.<br />
Il termine &#8220;sito vetrina&#8221; è una contraddizione che va assolutamente spiegata. Perché <strong>il tuo sito non serve solo per metterti in mostra</strong>, ma deve necessariamente fare di più: guidare l&#8217;utente ed essere effettivamente uno strumento che nasconda una serie di azioni, utili se non all&#8217;immediato acquisto, almeno a farti accumulare informazioni, da convertire.</p>
<p>Cosa vuol dire? Te lo spieghiamo meglio nelle prossime righe!</p>
<h3>A cosa serve un sito internet?</h3>
<p>Partiamo da qui: perché dovresti avere un sito internet? O, se già ce l&#8217;hai, perché dovresti analizzarne le performance e capire come effettuare un upgrade?</p>
<p>Ad oggi, <strong>il 91% delle persone si collega al sito del brand</strong>, in qualsiasi settore, o direttamente &#8211; perché già conosce la marca, il servizio, il prodotto &#8211; per compiere l&#8217;azione di cui ha bisogno, oppure indirettamente, atterrandovi da social media, ricerche google, particolari aggregatori, per approfondire e cercare quel quid che possa convincerlo a legarsi al brand stesso.</p>
<p>Dunque, il sito ha un <strong>enorme potere di conversione</strong>. Che fa sfruttato.</p>
<p>Attraverso il sito internet</p>
<ul>
<li>racconti l&#8217;identità di marca</li>
<li>comunichi i tuoi valori</li>
<li>esponi prodotti/servizi</li>
<li>presenti la tua filosofia, il tuo team, i tuoi elementi differenzianti</li>
<li>mostri i tuoi lavori</li>
<li>condividi reference e recensioni</li>
<li>chiedi a chi entra in contatto con te di condividerti a sua volta informazioni</li>
</ul>
<p>Ed è proprio questo il passaggio più importante: <strong>mentre dai informazioni</strong>, attraverso la costruzione razionale di un sito internet,<strong> riesci ad ottenere dati</strong> su chi ti visita.</p>
<p>Anche dunque nel caso in cui il tuo non sia un ecommerce, ma il famoso &#8220;sito vetrina&#8221;, deve esserci a monte un&#8217;<strong>analisi strategica</strong> che faccia del tuo spazio online non semplicemente, appunto, una vetrina, ma un <strong>vero e proprio strumento di marketing</strong>.</p>
<h2>Come rendere un sito vetrina uno strumento di marketing</h2>
<p>Difficilmente ci sentirai usare questa parola. Sito vetrina è per noi un termine ingannevole.<br />
Semplicemente, possiamo chiamarlo sito, in contrapposizione ad un ecommerce, ad una landing page, ad un one page. Tutti termini differenti, che spesso, erroneamente, vengono utilizzati come sinonimi.</p>
<p>Ci sono alcuni accorgimenti che ci permettono di rendere uno sito non semplicemente un bigliettino da visita, ma un vero e proprio strumento di marketing.</p>
<p>Per prima cosa, <strong>la mappa del sito</strong> deve essere costruita in maniera tale da contenere <strong>richiami da una pagina all&#8217;altra</strong>: maggiore è il tempo che un utente passa all&#8217;interno della tela che hai costruito, maggiore sarà la possibilità che trovi quell&#8217;elemento capace di fidelizzarlo e farlo diventare non più un contatto, ma un cliente.<br />
Inoltre, se le persone trovano i contenuti che proponi interessanti, il motore di ricerca Google valuterà questa cosa in maniera positiva ed <strong>il posizionamento ne gioverà</strong>.</p>
<p>Secondo elemento fondamentale,<a href="https://www.edacomunicazione.it/blog/call-to-action-come-e-perche-scriverle/"><strong> le CTA (call to action)</strong></a>. Non sono importanti solo in un ecommerce, il classico &#8220;acquista ora&#8221;, ma anche in sito vetrina possono giocare il loro ruolo.<br />
Possono servirti per chiedere al contatto di scriverti per avere maggiori informazioni o di chiamarti. O invitarlo a seguirti sui canali social. Tutti tasselli che servono ad <strong>arricchire la mole di dat</strong>i che hai sulle persone che sono atterrate nel tuo sito vetrina. E che poi andranno usati per<strong> strategie di marketing e remarketing</strong>.</p>
<p>Terzo, l&#8217;<strong>iscrizione alla newsletter</strong>. Se riesci a convincerli a lasciarti il loro contatto, avrai fatto uno step di enorme valore. Puoi usare anche una &#8220;merce di scambio&#8221; come uno sconto o la condivisione di materiale interessante per l&#8217;utente. Ma avere il suo contatto significa <strong>poter iniziare una conversazione</strong>, la base per un legame fiduciario, antesignano dell&#8217;acquisto.</p>
<p>Infine, <strong>l&#8217;installazione dei codici di monitoraggio</strong>. Tutto ciò di cui abbiamo parlato fin&#8217;ora necessita di un sistema che incameri quante più informazioni possibili</p>
<ul>
<li>da dove proviene il contatto?</li>
<li>quali pagine ha visitato?</li>
<li>quanto tempo è rimasto su ogni pagina?</li>
</ul>
<p>e tante altre ancora che ti aiuteranno a capire <strong>che cosa interessa il tuo tuo target di riferimento e</strong>, dunque,<strong> come allinearti alle sue richieste</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Super Bowl, il miglior matrimonio tra pubblicità e sport</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/blog/spot-super-bowl-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2022 16:54:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[half time super bowl 2022]]></category>
		<category><![CDATA[spot super bowl 2022]]></category>
		<category><![CDATA[super bowl]]></category>
		<category><![CDATA[super bowl 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Super Bowl è l&#8217;evento per antonomasia dello sport negli USA e si sta avvicinando: domenica 13 febbraio ore 18.30, fuso americano. Ma la sua aura si estende ben oltre i confini dello Stato a stelle e strisce. Uno dei motivi è la proposta strabiliante dell&#8217;enterteinment extra sportivo. Pensa: uno spot Super Bowl 2022 ha...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Super Bowl è l&#8217;evento per antonomasia dello sport negli USA e si sta avvicinando: domenica 13 febbraio ore 18.30, fuso americano. Ma la sua aura si estende ben oltre i confini dello Stato a stelle e strisce. Uno dei motivi è la <strong>proposta strabiliante dell&#8217;enterteinment</strong> extra sportivo. Pensa: <strong>uno spot Super Bowl 2022 ha un costo pari a 5 milioni di $</strong>. E dura solamente 30 secondi.</p>
<p>Può davvero valere la pena compiere un investimento del genere &#8211; senza considerare il costo stesso dello spot tra regia, interpreti, location, produzione &#8211; per trenta giri di lancette? Se parliamo dell&#8217;half time del Super Bowl, sì. E ti spieghiamo perché.</p>
<h3>The Best Off&#8230;</h3>
<p>Prima di scendere in valutazioni tecniche, concediamoci per un attimo la possibilità di sognare, facendoci trasportare in universi paralleli da <strong>vere perle creative</strong>. A breve ti sveleremo alcuni degli spot Suber Bowl 2022, ma intanto facciamo un piccolo viaggio indietro nel tempo.</p>
<h4>I 10 migliori spot del 2021</h4>
<p>Difficile eleggere il migliore in questa top 10, ma sicuramente il trio composto da <strong>Ashton Kutcher</strong> in versione investigatore/cantante, <strong>Shaggy</strong> nei panni dell&#8217;osservatore fuori campo e <strong>Mila Kunis</strong> come colpevole ladra di <strong>Cheetos</strong> è esilarante!</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/8RY9VIqQCKQ" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h4>I 10 migliori spot del 2020</h4>
<p>Saliamo sulla DeLorean per andare indietro ancora di un altro anno e ritrovarci nel 2020. Il nostro personale vincitore è sicuramente lo <strong>spot Google</strong>, emozionante, al limite della commozione.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/OQmhLOFbRQw" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h2>Spot Super Bowls 2022, pronti a stropicciarsi gli occhi?</h2>
<p>Torniamo nel presente. Per lanciare qualche flash su cosa aspettarsi dagli spot Super Bowls 2022.</p>
<p>Schwarzenneger sarà Zeus e Salma Hayek Era, per <strong>BMW</strong>.<br />
La <strong>Pepsi</strong> ha costruito già praticamente un film con il trailer The Call in cui ha coinvolto mostri sacri del rap americano.<br />
<strong>Pringles</strong> punta sulla curiosità, lanciando un teaser di 6 secondi nel quale compare il tweet di un utente che confessa di essere rimasto con la mano bloccata nel tubo di patatine ed il commento &#8220;you are not alone&#8221;.</p>
<p>Abbiamo citato <strong>solo tre dei grand brand</strong> che si sono assicurati uno spazio pubblicitario durante l&#8217;half time del Super Bowl 2022, ma sono già sufficienti a ritornare al quesito di partenza con una convinzione: <strong>se lo fanno loro, sicuramente un motivo c&#8217;è</strong>.</p>
<h3><strong>Investimento e non costo</strong></h3>
<p>Una differenza fondamentale, che spesso cerchiamo di spiegare a chi si rivolge a noi per un piano di comunicazione digitale e che è assolutamente chiara seguendo le motivazioni che portano questi grandi brand a partecipare all&#8217;<strong>asta al rialzo</strong> per assicurarsi uno spazio tra gli spot Super Bowl 2022.</p>
<p>Chiariamo prima un <strong>aspetto strategico</strong>: <strong>nessuno di questi brand fa solo questo investimento in marketing e pubblicità</strong>. Lo spot del Super Bowl va dunque ad innestarsi in un <strong>piano multicanale</strong>, che ha come scopo finale quello di <strong>raggiungere quanti più utenti possibili</strong>, più o meno in target a seconda dell&#8217;obiettivo specifico. Tieni a mente questa ultima frase, a breve la chiariremo.</p>
<p>Il <strong>primo benefit</strong> che trasmettere il proprio spot nell&#8217;half time restituisce è una <strong>copertura esagerata</strong>: il Super Bowl del 2021 è stato visto da <strong>96,4 milioni di persone</strong>. E non finisce qui. Perché se la creatività riesce a stupire, emozionare, attrarre, l&#8217;effetto non finirà nel corso dell&#8217;evento sportivo, ma provocherà il cosiddetto <strong>&#8220;buzz online&#8221;</strong> cioè il &#8220;chicchiericcio&#8221;. In altre parole, chi non ha visto lo spot durante il Super Bowl ne sentirà comunque parlare e se lo andrà a cercare.</p>
<p>Ma, potresti obiettare e qui ci riagganciamo a quanto detto un paio di righe sopra, questi utenti potenziali potrebbero non essere in target per il brand. Vero. Ma, in questo caso, è davvero così importante? No, perché <strong>l&#8217;obiettivo è impostato su &#8220;brand awareness&#8221;</strong> e non su, ad esempio, conversione o lead generation.</p>
<p>Dunque, <strong>investire in uno spot Super Bowl 2022</strong> significa per un brand<strong> continuare ad essere visibile non solo dopo l&#8217;evento, ma anche dopo anni</strong>, caricando ad esempio il commercial su YouTube e rendendolo disponibile. In questo articolo ad esempio abbiamo richiamato spot del 2021 e del 2020.</p>
<p><strong>Il secondo e più palpabile benefit</strong> è supportato da uno studio della <strong>Stanford Business School</strong> che sottolinea come nelle 8 settimane successive al Super Bowl, i brand che erano presenti con degli spot hanno visto <strong>aumentare le loro vendite di una percentuale variabile tra il 10 ed il 15%</strong>.</p>
<p>In poche righe, la differenza tra costo ed investimento.</p>
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		<title>Ecommerce trends 2022, scopriamoli insieme!</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/blog/ecommerce-trends-2022-scopriamoli-insieme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2022 17:14:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti e E-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce trends]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce trends 2022]]></category>
		<category><![CDATA[web advertising]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2021 è stato un anno molto particolare. La pandemia globale che ha messo in difficoltà diversi settori, ha premiato invece chi ha investito in servizi fruibili in digitale. Ma che cosa ci aspetta in questo nuovo anno? Quali sono gli ecommerce trends 2022? Come evitare di perdere tutto il vantaggio accumulato? Leggi e ti...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2021 è stato un anno molto particolare. La pandemia globale che ha messo in difficoltà diversi settori, ha premiato invece chi ha investito in servizi fruibili in digitale. Ma che cosa ci aspetta in questo nuovo anno? Quali sono gli ecommerce trends 2022? Come evitare di perdere tutto il vantaggio accumulato? Leggi e ti sveleremo 5 aspetti sui quali asppuntare.</p>
<h3>Mobile first</h3>
<p>Dal 2016 al 2021 la crescita degli acquisti effettuati tramite dispositivi mobile è costantemente aumentata, fino a raggiungere un incredibile picco nel 2021, toccando su scala mondiale i 3,56 trilioni di dollari.<br />
Se dunque fino a un paio d&#8217;anni fa ci si poteva accontentare di fornire un&#8217;ottima esperienza d&#8217;acquisto da desktop, gli ecommerce trends 2022 ci dicono che oggi si deve completamente ripensare la modalità di fruizione di un contenuto: prima pensare alla user experience da mobile e poi adattare quella da desktop.</p>
<h3>Massima interazione con i social</h3>
<p>Circa il 58% di chi acquista online arriva all&#8217;ecommerce dopo aver visionato il prodotto nel feed instagram o nelle stories. Che cosa ci dice questo? Che un brand, per cavalcare gli ecommerce trends 2022, deve assolutamente avere una presenza forte, riconoscibile, attenta sui social media. Una strategia fatta di pubblicazioni organiche e social media advertising è il viatico per intercettare il proprio target e spingerlo al passaggio successivo, l&#8217;atterraggio allo shop.</p>
<h3>Omnicanalità</h3>
<p>Social, certamente. Ma non è ancora sufficiente. L&#8217;utente ha bisogno di vedere un prodotto più volte prima di decidere di acquistarlo e di scoprirne le varie caratteristiche attraverso media e contenuti diversi.<br />
La sponsorizzata sui social, l&#8217;articolo sul blog dell&#8217;azienda o meglio ancora su siti attendibili di settore, la storia dell&#8217;influencer, il mini spot prima del video Youtube o l&#8217;annuncio audio prima della canzone su Spotify. Diversificare, per farsi notare.</p>
<h3>Email Marketing</h3>
<p>Ottenere il contatto, per nutrirlo. Immaginare strategie di lead generation permette al brand di aprire un canale di comunicazione diretto che utenti quanto meno &#8220;tiepidi&#8221;, cioè abbastanza curiosi da accettare di mettersi in gioco condividendo la propria email. Una strategia di content marketing che voglia intercettare gli ecommerce trends del 2022 non può prescindere da un piano di dem, Di valore, ovviamente.</p>
<h3>Sostenibilità al potere</h3>
<p>Plastic free, iniziative per ridurre le emissioni di CO2, attenzione all&#8217;impatto ambientale durante l&#8217;approvvigionamento dei materiali, la lavorazione e la diffusione del prodotto finale, politiche attente al sociale, un impegno vero e costante per migliorare il mondo che ci circonda. La social corporate responsability è un valore che oggi il consumatore non solo percepisce, ma sul quale si informa e che può spostare l&#8217;ago della bilancia. Tra gli ecommerce trends del 2022 c&#8217;è anche questo.</p>
<h2>Che cosa ci dicono gli ecommerce trends 2022?</h2>
<p>Ne abbiamo scelti 5, per farti arrivare un messaggio fondamentale: audit, strategia, pianificazione, advertising.<br />
Solo combinando questi quattro aspetti potrai ottenere il massimo dal tuo ecommerce!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Spot natalizi, i più belli secondo noi!</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/blog/spot-natalizi-i-piu-belli-secondo-noi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 09:26:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[spot natale 2021]]></category>
		<category><![CDATA[spot natalizi]]></category>
		<category><![CDATA[video editing]]></category>
		<category><![CDATA[video emozionali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.edacomunicazione.it/?p=6732</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;atmosfera che si inizia a respirare dai primi di dicembre è davvero particolare. Il Natale è un momento che unisce e fa sognare, grandi e piccini. Ecco perché anno dopo anno gli spot natalizi rappresentano un appuntamento fisso per chi fa comunicazione certo, ma anche per i brand che &#8220;sfruttano&#8221; il momento per condividere un&#8217;emozione...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;atmosfera che si inizia a respirare dai primi di dicembre è davvero particolare. Il Natale è un momento che unisce e fa sognare, grandi e piccini. Ecco perché anno dopo anno gli <strong>spot natalizi</strong> rappresentano un appuntamento fisso per <strong>chi fa comunicazione</strong> certo, ma anche per <strong>i brand</strong> che &#8220;sfruttano&#8221; il momento per condividere un&#8217;emozione con il proprio target di riferimento e cogliere l&#8217;occasione per<strong> fidelizzarlo</strong> ancora di più.</p>
<p>Questo, secondo noi, è il podio degli spot natalizi 2021!</p>
<h3>Kinder e la magia del Natale</h3>
<p>La <strong>Ferrero</strong> è da sempre tra i brand più attivi nel creare &#8211; o meglio, commissionare &#8211; spot natalizi dall&#8217;elevato impatto emotivo. <a href="https://www.youtube.com/watch?v=2fJ9aRivABs">Quello del 2021</a> non fa ovviamente eccezione! Oltre alle immagini, va posta l&#8217;attenzione sulle parole utilizzate: <strong>amore, sorrisi, emozione, condivisione, magi</strong>a. Il tutto amplificato dalla presenza dei prodotti Kinder che diventano così<strong> &#8220;qualcosa&#8221; di famiglia</strong>.</p>
<h3>Amazon, sempre sul pezzo</h3>
<p>Lo <a href="https://www.youtube.com/watch?v=uiEK6TCsnjg&amp;t=49s">spot natalizio 2021 di Amazon</a> è forse quello che più degli altri riesce a contestualizzarsi nella situazione che stiamo vivendo ed abbiamo vissuto: <strong>un messaggio universale</strong>, quello sul potere della gentilezza,<strong> declinato in questo strano presente</strong> dove le conseguenze della pandemia ci hanno scosso, forse più di quanto pensiamo.<br />
Amazon veste i panni del <strong>mezzo tramite il quale le distanze interpersonali tornano ad accorciarsi</strong>.</p>
<h3>CocaCola lascia sempre senza parole</h3>
<p>Non poteva certo mancare un riferimento allo<a href="https://www.youtube.com/watch?v=VcIK6yVJQvE&amp;t=10s"> spot natalizio della CocaCola</a>: come sempre un <strong>cortometraggio</strong> capace di tenere incollati allo schermo. Un vero colpo da maestri, quello di utilizzare<strong> solamente immagini e musica</strong> ed affidare le uniche parole utilizzate in tutto lo spot ad un bigliettino. Il <strong>richiamo ai valori del brand</strong> è eccezionalmente forte, empatico ed emozionante: <strong>inclusione, spirito di comunità, famiglia allargata, unione</strong>.</p>
<h2>Il potere comunicativo degli spot natalizi</h2>
<p>Puoi divertirti a scrollare YouTube e a rivedere tutti gli spot natalizi del 2021, ma anche degli anni precedenti.<br />
Noi ne abbiamo selezionati 3, ma ciò che tutti hanno in comune è la <strong>forte presa emotiva e la capacità di veicolare i valori portanti</strong> del brand legandoli al particolare momento dell&#8217;anno.<br />
Creare dei contenuti di questo tipo è quanto di più stimolante e difficile possa esserci per un&#8217;agenzia di comunicazione: <strong>raccontare un brand, emozionando</strong>.</p>
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