Lo abbiamo ripetuto in modi differenti praticamente in ogni nostro articolo sul tema: il web non è una giungla senza regole!
Anzi, è l’esatto contrario. Se, e non c’è nemmeno da esserne troppo certi, nei primi periodi la scarsa informazione del 99% di chi si avventurava online, poteva favorire l’improvvisazione, oggi è l’esatto contrario.
Parte della popolazione fa parte della fetta dei “nativi digitali” e un’altra grande fetta ha imparato a convivere con la tecnologia web, quando addirittura non è stata completamente assorbita.
In un contesto come questo, ogni dettaglio diventa fondamentale ed oggetto di studio. Anche parole che possono sembrare insignificanti, giusto appoggiate lì e invece sono in realtà un fulcro di tutta una costruzione web. Sto parlando della call to action, abbreviate spesso in CTA.
Quanto ne sai? Hai mai riflettuto sul perché le trovi spesso disseminate lungo il tuo percorso web? Hai idea di quale sia davvero la loro funzione?
Non è una semplice curiosità, ma qualcosa che deve sapere sia, ovviamente, chi nel web ci lavora come fornitore di servizi, ma forse e anche di più chi ne è un fruitore!
Call to action, definizione
Che cos’è dunque una call to action? Letteralmente è una chiamata all’azione. Ma non tipo quella del leggendario manifesto dello Zio Sam che con un perentorio “i want you!” chiamava gli americani alle armi. Anche se il concetto di fondo non è poi così diverso.
La call to action è un invito che il professionista che ha creato un sito web, una landing page, una campagna social, un otpion, un articolo blog…insomma, qualsiasi tipo di contenuto pubblicato online, ha pensato per te.
Lo scopo è quello di spingerti a compiere un’azione, che viene presentata come un vantaggio per te, ma che palesemente, lo è anche per il proprietario di quel contenuto.
Esempi di call to action possono essere:
- scopri di più, che ti invita a proseguire nella lettura e nella fruizione di un contenuto per avere maggiori informazioni
- contattaci, che ti spinge a chiamare o scrivere direttamente, per prendere un appuntamento, avere un approfondimento, prenotare una consulenza gratuita o altro
- lascia i tuoi dati, che ti porta ad inserire solitamente nome, cognome, email, magari telefono per ricevere o scaricare un ebook gratuito, uno sconto o per entrare a far parte di una newsletter
Potremmo farti moltissimi altri esempi di call to action, ma lo scopo era qui solo quello di farti capire di che cosa stiamo parlando e di riportare alle mente le moltissime volte in cui le hai viste e, probabilmente, hai reagito facendo proprio quello che le CTA ti invitavano a fare.
Sono un strumento molto potente perché tra i presupposti del marketing e del web marketing c’è quello che vede nella semplificazione una richiesta della mente umana: ora che sono qui, cosa devo o posso fare?
Le CTA hanno il compito di orientarti e di farti compiere quell’azione che interessa al committente.
Come scrivere CTA efficaci
Se dunque le call to action sono uno strumento così potente ed importante, non potranno essere scritte e piazzate a caso, non credi? Esatto!
Occorre fare uno studio sia dal punto di vista testuale – cosa della quale si occupa il copywriter – sia dal punto di vista grafico – compito che spetta al graphic design o al web design. E’ spesso un lavoro di team, grazie al quale si arriva alla sintesi migliore.
Ora, non vorremo risultarti antipatici e distruggere sul più bello i tuoi sogni di gloria: sì, stiamo per darti alcuni consigli su come costruire call to action efficaci, ma se non sei del settore e stai provando a costruirti il tuo sito o la tua landing da te, neanche questo aspetto sarà così banale.
Anche chi lo fa di professione, come noi, ha bisogno di riflettere, provare, ottimizzare prima di arrivare a costruire call to action davvero efficaci. Anche perché queste ultime sono parte di una più ampia strategia di comunicazione e marketing, sono espresse e posizionate in relazione a tutto il resto dei contenuti che compongono la pagina.
Alcuni segreti però possiamo svelarteli:
- evita frasi troppo lunghe
- crea CTA specifiche
- cerca di inserire la scarsità e l’urgenza
- utilizza colori che facciano risaltare il bottone
- usa sempre vocaboli assertivi