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Alcuni momenti storici originano cambiamenti destinati a modificare per sempre il modo di approcciarsi alla quotidianità. Ne abbiamo avuto prova negli ultimi due anni: ci siamo dovuto adattare tempo zero ad una realtà che non riconoscevamo.
Concentrandoci su una parte, minima, dello scenario, abbiamo dovuto gioco forza rivolgerci al virtuale molto di più di quanto avessimo mai fatto: videochiamate di lavoro e personali, shopping online, contenuti on demand per riempire il tempo che scorreva lento.

Ed ora che la situazione sembra normalizzarsi, tornerà tutto come prima?
Secondo il report di GWI no: il 49% delle persone campione intervistate, hanno dichiarato che continueranno a fare largo uso dello shopping online. Certo, chiedendo però sempre di più ai brand.

Intrattenere, anche nello shopping online

Il termine “entertainmerce” deriva dalla crasi di

  • entertainment, intrattenimento
  • commerce, commercio

Di ovvia derivazione anglosassone, con questa parola si vuole identificare una nuova richiesta da parte del pubblico shopping online addicted: un’esperienza di acquisto più coinvolgente, che miri a minimizzare la differenza tra ecommerce e store fisico.

Spieghiamoci meglio.
Acquistare online, per quanto semplice e diretto, ha una serie di “contro” percepiti dal cliente finale:

  • non si possono provare e/o toccare con mano i prodotti
  • si perde la possibilità di interagire direttamente con il commesso, esperto del settore
  • aumenta il “peso” della scelta individuale, in alcun modo guidata

Proprio per ovviare a queste problematiche è stato creato il modello di entertainmerce, nel quale l’esperienza di shopping online, viene arricchita grazie alla condivisione di una serie di contenuti che vanno a supplire il contatto diretto all’interno del negozio fisico.

Un dialogo continuo tra sito ecommerce e account social del brand è il primo mattone sul quale costruire una strategia di entertainmerce.
Nei piani editoriali, vanno assolutamente previsti video che aiutino a conoscere tutti gli aspetti del prodotto, tanto da trasferirlo quasi nelle mani del potenziale acquirente, e dirette in HQ che abbiano lo scopo di accorciare la distanza fisica con il proprio target, con la cifra stilistica della didattica divertente.
Informare dunque, ma soprattutto coinvolgere.

Come migliorare i tuoi canali ecommerce

È utile quindi, in ottica entertainmerce, non parlare più al singolare di canale ecommerce, ma ragionare al plurale, assumendo una prospettiva omnichannel che leghi sito internet, account social, email marketing, attività di membership.

Qualche consiglio vogliamo dartelo in maniera specifica sull’ottimizzazione dell’esperienza ecommerce, citando ancora dei dati dallo studio di GWI.

Gli aspetti che maggiormente convincono sono

  • spedizione gratuita
  • facilità di checkout
  • ampia disponibilità di metodi di pagamento

Quello che emerge quindi, in conclusione, è che sempre di più è fondamentale avere una strategia che sappia mixare aspetti tecnici ed emozionali, perché è l’esperienza la leva principale che conduce all’acquisto.