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	<title>D10S Archivi - EdA Comunicazione</title>
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		<title>Se Diego fosse stato un brand</title>
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		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 16:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[celebrazioni maradona]]></category>
		<category><![CDATA[D10S]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La morte di Maradona ci ha lasciati atterriti, increduli, storditi. Era già un personaggio storico, potremmo dire senza prenderci troppo sul serio un po&#8217; come Cesare o Napoleone, anche in vita. Le sue gesta riempiono gli occhi di chi ha avuto la fortuna di vederlo danzare in campo, anche solo in TV, ed i racconti...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La morte di Maradona ci ha lasciati <strong>atterriti, increduli, storditi</strong>. Era già un personaggio storico, potremmo dire senza prenderci troppo sul serio un po&#8217; come Cesare o Napoleone, anche in vita. Le sue gesta <strong>riempiono gli occhi di chi ha avuto la fortuna di vederlo danzare in campo</strong>, anche solo in TV, ed <strong>i racconti fatti ai più piccoli</strong>, “andate a vedere su YouTube chi era Maradona, perché i giocatori di adesso gli dovrebbero pulire gli scarpini!”.</p>
<p>Noi <strong>facciamo comunicazione</strong>. <strong>Può</strong> dunque <strong>stridere un articolo dedicato alla morte di Maradona</strong>, anzi meglio alla sua vita, in un blog che solitamente si occupa di ben altro.<br />
Ma in realtà, <strong>se Diego avesse calcato oggi i campi da calcio</strong>, in una società in cui <strong>un calciatore non è semplicemente tale ma anche un personal brand</strong>, forse le cose sarebbero andate in maniera diversa.</p>
<p>E ci piace salutarlo, pensando proprio questo: che cosa sarebbe potuto accadere <strong>se Diego fosse stato un brand?</strong></p>
<h3><strong>Il concetto di personal brand </strong><strong> </strong></h3>
<p>Si parla di <strong>personal brand quando</strong> al centro dello storytelling, della comunicazione e del processo di acquisto non c’è un’azienda o un prodotto, ma la persona che di quell’azienda o di quei prodotti si fa portavoce.<br />
<strong>La persona</strong> in questo modo <strong>diventa essa stessa il prodotto</strong>, perché ciò che acquisti davvero sono i suoi valori, il suo modo di essere, la sua storia, le emozioni che è capace di darti, i sogni che ti porta a fare, la capacità che ha di farti dire “vorrei essere come lui/lei”.</p>
<p>Che cosa accade in questo caso? Che <strong>l’attenzione</strong> sul professionista dal quale origina il personal brand <strong>si espande molto oltre le sue competenze e capacità lavorative</strong>, andando ad includere <strong>tutta la sua sfera personale</strong>: che cosa fa, che locali frequenta, come vive la sua vita quotidiana, che cosa mangia, come si veste, il rapporto con la famiglia e tanto altro ancora.</p>
<h3><strong>Cristiano Ronaldo e David Beckham, cos’hanno in comune?</strong></h3>
<p>Prendiamo <strong>Cristiano Ronaldo</strong>, <strong>uno dei più potenti esempi di personal brand di oggi</strong> nel mondo del calcio. Ma potremmo fare lo stesso anche analizzando il caso di <strong>David Beckham</strong> che qualche giorno fa, a 7 anni dalla fine della sua carriera da calciatore, ha firmato un <strong><a href="https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2020/11/23/news/calcio_videogame_fifa_2021_beckham_45_milioni-275468767/">contratto da 45 milioni di dollari</a> per prestare la sua immagine ad una società che crea videogiochi</strong>.</p>
<p>Che cosa hanno in comune questi due personaggi? Sono ottimi calciatori, vero. Ma non è solo questi a traslare la loro capacità magnetica dal rettangolo verde al mondo del business.<br />
Sono belli, ok. Ma non è neppure questo. <strong>Hanno un’immagine tendenzialmente irreprensibile</strong>: sono uomini di famiglia, si tengono lontani dagli eccessi, hanno la faccia pulita del bravo ragazzo.<br />
<strong>Incarnano dei valori importanti, saldi</strong>. Che fanno sì che non solo i ragazzini vogliano riconoscersi in loro (o le ragazzine li vedono come gli uomini dei loro sogni), ma anche la popolazione adulta li riconosca come esempi da imitare.<br />
Da qui nasce il successo di qualsiasi prodotto o progetto sposino: il boom del loro personal brand, quello che li fa diventare dei Re Mida, nasce dalla loro immagine. Costruita o reale, poco conta. È ciò che vede la gente.</p>
<h2><strong>La vita e la morte di Maradona in un universo parallelo</strong></h2>
<p>Molti imputano la morte di Maradona ad una vita fatta di eccessi. Ma non sta certo a noi giudicarlo e neppure ci interessa.<br />
Perché, ridurre la considerazione di un uomo che ha segnato generazioni diverse, sarebbe triste e restrittivo.<br />
Quello che leggerai da qui in poi, vogliamo essere chiari, <strong>è solo pindarico, una versione assolutamente ipotetica</strong>, una lettura di un universo parallelo nel quale, semplicemente, ci sarebbe piaciuto vedere Diego: <strong>che cosa sarebbe accaduto</strong> alla vita e di conseguenza alla morte di Maradona <strong>se fosse stato protagonista nel calcio di oggi?</strong></p>
<p>Sopra abbiamo riportato<strong> due esempi di calciatori moderni</strong> che devono il loro grande successo anche al di fuori del rettangolo verde all’essere <strong>anche dei personal brand</strong>, all’avere esteso la propria influenza ed il proprio potere ad altri ambiti.<br />
Che siano sponsor di alcuni marchi o che abbiano creato proprie linee di business, <strong>l’attenzione mediatica nei loro confronti è elevatissima, così come la loro capacità di convertire i fan in acquirenti.</strong></p>
<p>Ma t<strong>utto funziona anche perché sono un vero e proprio prodotto di marketing</strong>. Con ogni probabilità ogni scatto che esce sui giornali, ogni loro dichiarazione, ogni apparizione mondana o al contrario ogni video postato dall’interno delle loro case è quanto meno <strong>un mix di spontaneità e realtà e di strategie decise a tavolino</strong>.</p>
<p>Se Diego fosse sceso in campo oggi, non c’è dubbio che la sua classe lo avrebbe reso ancora una volta un protagonista, il protagonista.<br />
E <strong>su di lui si sarebbero accese le luci dello star system esterno al mondo del pallone, quello che crea il vero business</strong>.</p>
<p>È probabile che non sarebbe stato lasciato da solo a combattere con i suoi fantasmi, perché <strong>quando sei un personal brand sei un prodotto e quindi non puoi permetterti passi falsi.<br />
</strong>Magari ci sarebbe stato un esperto di comunicazione a dirgli come e con chi parlare, che ambienti frequentare, che cosa evitare.<br />
Probabilmente non sarebbe stato genio e sregolatezza, ma genio e faccia pulita, il talento puro che puro lo è anche fuori dal campo.</p>
<p>E allora forse, se Diego fosse stato un personal brand, la morte di Maradona non sarebbe avvenuta così presto, in un modo così tragico, ma brutalmente inevitabile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/blog/morte-di-maradona-come-sarebbe-andata-se/">Se Diego fosse stato un brand</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it">EdA Comunicazione</a>.</p>
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