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	<title>web marketing Archivi - EdA Comunicazione</title>
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	<title>web marketing Archivi - EdA Comunicazione</title>
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		<title>Ecommerce: vantaggi (!) e svantaggi (?)</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/ecommerce-vantaggi-e-svantaggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2021 17:27:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti e E-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[come funziona un ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce vantaggi]]></category>
		<category><![CDATA[email marketing]]></category>
		<category><![CDATA[perché avere un ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[vendita online]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perdonerai se nel titolo abbiamo utilizzato una formattazione un po&#8217; strana! Ma ci è sicuramente utile per farti subito capire qual è la nostra posizione: parlando di ecommerce, vantaggi ne possiamo elencare moltissimi, anche per le attività più piccole! Di svantaggi, oggettivamente, ce ne sono ben pochi! Forse ora non sei ancora d&#8217;accordo con noi....</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/ecommerce-vantaggi-e-svantaggi/">Ecommerce: vantaggi (!) e svantaggi (?)</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Perdonerai se nel titolo abbiamo utilizzato una formattazione un po&#8217; strana! Ma ci è sicuramente utile per farti subito capire qual è la nostra posizione: parlando di ecommerce, vantaggi ne possiamo elencare moltissimi, anche per le attività più piccole! Di svantaggi, oggettivamente, ce ne sono ben pochi!</p>
<p>Forse ora non sei ancora d&#8217;accordo con noi. E possiamo già immaginare le più grandi obiezioni:</p>
<ul>
<li>ho un pubblico locale, non ne ho bisogno</li>
<li>devo affrontare un investimento per creare il sito</li>
<li>dovrò assumere una persona dedicata che mi gestisca inserimento dei prodotti, scarico della merce venduta, ordini, etc&#8230;</li>
<li>chissà quando ammortizzerò le spese</li>
</ul>
<p>Se però alla voce &#8220;ecommerce vantaggi&#8221; troverai una lista difficilmente discutibile, tutte queste domande e dubbi possono facilmente essere risolti.</p>
<p>Sei curios*? Continua a leggere e, alla fine, l&#8217;ultima domanda che ti rimarrà in mente sarà: &#8220;perché non ho ancora un ecommerce&#8221;?</p>
<h2>Ecommerce, vantaggi</h2>
<p>Sarebbe necessario poter avere un quadro preciso della tua attività per restituirti una panoramica specifica dei motivi per i quali potrebbe esserti utile realizzare un sito ecommerce. E se vuoi, possiamo farlo in ogni momento, venendo direttamente da te. L&#8217;idea di fondo di EdA Comunicazione è quella di portarti delle soluzioni on demand: veniamo noi da te, ti ascoltiamo mentre ci racconti chi sei e cosa vuoi diventare, ti facciamo qualche domanda e poi ti inviamo un&#8217;analisi dettagliata dello status quo, con alcuni nostri suggerimenti &#8211; che puoi usare anche se alla fine decidi di non affidarti a noi &#8211; ed una proposta strategica.</p>
<p>In linea generale ci sono degli aspetti che valgono universalmente per qualsiasi tipologia di prodotto/servizio tu voglia vendere.</p>
<h4>Amplia i tuoi confini</h4>
<p>La prima voce della lista &#8220;ecommerce vantaggi&#8221; è senza dubbio questa: vendere online ti permette di avere un potenziale pubblico di riferimento praticamente mondiale.<br />
Non vuoi porti obiettivi così elevati, anche perché pensi che per la particolarità di ciò che proponi organizzare spedizioni internazionali possa essere complicato? Nessun problema, ragioniamo su scale italiana, ma anche regionale.<br />
A meno che il tuo non sia un brand riconosciuto, difficilmente le persone farebbero 100 km (così tanto per fare un&#8217;ipotesi) per rivolgersi esattamente a te.<br />
E se non investi moltissimo in pubblicità &#8211; anche offline quindi riviste di settore, tv, radio &#8211; magari non lo fanno perché non sanno ancora chi sei.<br />
Essere anche online con il tuo business ti permette di poter arrivare a due categorie in più di potenziali acquirenti:</p>
<ul>
<li>chi ti conosce, ma non ha la possibilità di raggiungere il tuo punto vendita fisico</li>
<li>chi non ti conosce, ma tramite una serie di ricerche ha trovato il tuo prodotto/servizio e ne è rimasto interessato</li>
</ul>
<p>Ovvio poi che, investendo in ads un budget comunque minore rispetto a quello di cui avresti bisogno per una buona comunicazione off line, questo secondo gruppo di prospect potrebbe crescere e rigenerarsi nel tempo.</p>
<h4>Rimani in contatto</h4>
<p>Qualcuno entra nel tuo negozio, si fa un giro, ma non compra nulla. Una volta uscito non hai alcun modo di ricontattarlo: devi sperare che passi di nuovo. Inoltre non hai idea del perché abbia deciso di non comprare e, se c&#8217;erano altre persone nel punto vendita e tu stavi già seguendo loro, non sai neppure che cosa abbia guardato.</p>
<p>Poniamo ora il caso che qualcuno entri nel tuo sito web, visiti alcune pagine, clicchi alcuni prodotti, faccia delle altre azioni, ma poi non compri.<br />
Già solo in questo modo, se la persona è atterrata sul tuo sito grazie a una campagna facebook o a delle google ads, si può fare in modo di re-intercettarla proponendogli delle tue pubblicità: quante volte ti è capitato?<br />
Ma si potrebbe fare ancora di più: potremmo decidere che ad un certo punto del suo cammino gli venga proposto uno sconto del 20% per un prossimo acquisto in<a href="https://www.edacomunicazione.it/test/backup/blog/2020/04/21/email-marketing-perche-e-utile/"> cambio della sua email</a>: bingo!<br />
A questo punto hai un contatto da coccolare, interessare, convincere, fidelizzare.</p>
<p>Non male vero questo secondo punto della lista &#8220;ecommerce vantaggi&#8221;?</p>
<h4>Possibilità H24</h4>
<p>Siamo tutti estremamente di corsa: a volte fermarci in un negozio diventa difficile!<br />
In pausa pranzo, tutte quelle realtà che non si trovano all&#8217;interno dei centri commerciali, sono chiuse e magari quello per molti è l&#8217;orario più comodo.<br />
Lo stesso discorso può valere per la sera, quando, una volta sparecchiato, messi a letto i bambini o semplicemente fatta una doccia dopo la palestra, ci si mette in relax sul divano con cellulare, tablet, computer: se non hai un ecommerce sei automaticamente tagliato fuori da questa fascia di acquisti.<br />
Il tuo sito lavora per te, anche quando tu non ci sei. Mostra la merce, consiglia, registra gli ordini.</p>
<h3>Svantaggi, ne vedi?</h3>
<p>Ora, rispondi tu a questa domanda: quali svantaggi potrebbero esserci?<br />
I punti della nostra rapida lista &#8220;ecommerce vantaggi&#8221; sono oggettivi e difficilmente discutibili.<br />
Le obiezioni con le quali abbiamo aperto sono invece quanto meno opinabili.<br />
Rivediamole.</p>
<ul>
<li>pubblico locale, vai al punto 1 della lista <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></li>
<li>investimento iniziale/ammortamento dei costi, è quello che si chiama &#8220;rischio d&#8217;impresa&#8221;! Ma con l&#8217;aumento di potenziale pubblico al quale riferirsi e le strategie di web marketing che si possono mettere in campo, non c&#8217;è da avere poi così paura</li>
<li>assunzione di una persona dedicata, per questo ci siamo noi! E ti forniremo soluzioni &#8211; come un gestionale integrato &#8211; capaci di gestire tutti i tuoi ordini ed il magazzino senza alcun problema. Ma ti permetteremo anche di svolgere da solo le azioni più semplici, grazie ad una attenta formazione iniziale</li>
</ul>
<p>Se hai altri dubbi, siamo a tua disposizione! Ricorda, quando vuoi siamo noi a venire da te!</p>
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		<title>Social Media Intellingence: cos&#8217;è e dove può portare il tuo business</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/social-media-intellingence-cose-e-dove-puo-portare-il-tuo-business/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Dec 2019 10:37:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[social media analysis]]></category>
		<category><![CDATA[social media analytics]]></category>
		<category><![CDATA[social media intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2017 l’Economist dichiarò: &#8220;La risorsa di più alto valore al mondo non è più il petrolio, sono i dati&#8221;. E molto prima, nel 2006, l’aveva già profetizzato il guru del marketing Clive Humby. Ormai lo sanno tutti! Avere la possibilità di utilizzare in maniera attiva i Big Data significa accedere ad una ricchezza incredibile, con...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/social-media-intellingence-cose-e-dove-puo-portare-il-tuo-business/">Social Media Intellingence: cos&#8217;è e dove può portare il tuo business</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2017 l’Economist dichiarò: &#8220;La risorsa di più alto valore al mondo non è più il petrolio, sono i dati&#8221;. E molto prima, nel 2006, l’aveva già profetizzato il guru del marketing <strong>Clive Humby</strong>.<br />
Ormai lo sanno tutti! Avere la possibilità di <strong>utilizzare in maniera attiva i Big</strong> <strong>Data</strong> significa accedere ad una ricchezza incredibile, con un potenziale trasformativo enorme ad ogni livello e in tutti i settori.<br />
E la cosa, ovviamente, riguarda molto da vicino anche chi si occupa di comunicazione.</p>
<p>Ad oggi la maggior parte dei dati vengono ancora prodotti dalle persone, che si scambiano idee, foto, forniscono le proprie opinioni e seguono i propri interessi sui social network trasformando, di fatto, il <strong>mondo virtuale</strong> nel <strong>contenitore informativo più importante del mondo</strong>.</p>
<p>È stato stimato che <strong>solo nel 2018</strong>, ogni minuto, ci siano stati <strong>973.000 accessi su Facebook, 481.000 tweet lanciati su Twitter,</strong><strong> </strong><strong>oltre 800 milioni di utenti attivi su Instagram, 38 milioni di messaggi su Whatsapp. </strong>Numeri incredibili che non possiamo permetterci di ignorare.</p>
<p>La domanda sorge spontanea, ma<strong> come si estraggono e interpretano i dati che si trovano su Facebook, su Instagram o su Twitter?</strong></p>
<h2><strong>Cos&#8217;è la Social Media Intelligence?</strong></h2>
<p>L’azione di estrarre, analizzare, rappresentare un’informazione rilevante e <strong>ricavarne un vantaggio in termini di business</strong> si chiama <strong>social media mining</strong>.<br />
Spesso si usano i termini “<a href="https://www.edacomunicazione.it/test/backup/blog/2019/06/22/tool-per-analisi-social-quali-i-migliori/">social media analytics</a>” e “social media insights” per indicare le attività costituenti il SMM (Social Media Marketing): se però i risultati di queste analisi non vengono interpretati, contestualizzati e trasformati in operatività, facciamo uno sforzo inutile.</p>
<p>Per questo sarebbe opportuno parlare di<strong> social media intelligence</strong> (SMI), intendendo <strong>l’insieme di attività operative che comprendono estrazione, ascolto e analisi dei social media</strong> al fine di <strong>ricavare dati rilevanti per azioni di relazione con gli stakeholder</strong> (ciascuno dei soggetti direttamente o indirettamente coinvolti in un progetto o nell&#8217;attività di un&#8217;azienda).</p>
<p>Si tratta di un cambiamento importantissimo. La Social Media Intelligence, infatti, permette di <strong>ridurre l’incertezza tipicamente presente nell’operatore umano durante le fasi decisionali sulle azioni da compiere.</strong></p>
<p>Come può fare questo? Andando ad “pescare” da varie tecnologie provenienti dall’informatica come data mining, machine learning, social network analysis, statistica, ricerca operativa.</p>
<h3><strong>Come si estraggono i dati?</strong></h3>
<p>Le tecniche di estrazione sono diverse e <strong>variano a seconda dell’obiettivo specifico</strong>: le più comuni per il recupero sono:</p>
<ul>
<li>lo scraping</li>
<li>l’accesso alle API</li>
<li>l’uso di specifiche piattaforme.</li>
</ul>
<p><strong>Lo scraping</strong> è una tecnica che permette di collezionare dati non strutturati che sono contenuti in siti di proprietà altrui: quelli dei competitor, quelli di recensioni, i forum e così via. Un motore, detto spider, si occupa, attraverso i software dedicati, di ricercare pagine specifiche sulla base di parole chiave<strong>.</strong> Ovviamente questa tecnica è illegale quando viene impiegata per finalità illecite o per usi poco chiari.</p>
<p>Un altro modo per arrivare ai dati sono le <strong>API</strong>, una vera e propria porta di accesso a un determinato programma, messe a disposizione per ottenere informazioni non visibili ai più, ma solo ai programmatori. Ogni programma ha le sue API: le regole di Facebook, ad esempio, non sono le stesse di Twitter.</p>
<p>Esistono poi <strong>piattaforme apposite</strong> che fanno per noi tutto il lavoro. Si tratta di software che usano l’intelligenza artificiale alleggerirci il lavoro. Alcuni sistemi, per esempio, sono in grado di riconoscere nelle immagini social brand, location e scenari, avendo a disposizione un database di loghi.</p>
<p>La social media intelligence ha la capacità di rendere più scientifiche le attività di comunicazione riuscendo a misurarle. E se pensiamo a quanto <strong>la crescente dipendenza dagli strumenti tecnologici abbia trasformato l’individuo in un generatore persistente di informazioni</strong>, è facile immaginare il potenziale che gli insight hanno.</p>
<p>Si tratta di una cambio di rotta non indifferente.</p>
<p>Interessante vero? <strong>Se vuoi saperne di più scrivici pure al nostro indirizzo email</strong>: <a href="mailto:comunicazione@esperienzedarte.com">comunicazione@esperienzedarte.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Influencer, chi sono e perché sono importanti</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/influencer-chi-sono-e-perche-sono-importanti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Aug 2019 07:07:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[influencer]]></category>
		<category><![CDATA[influencer marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra le nuove professioni, anche tra le più ambite, possiamo senza dubbio inserire l&#8217;influencer: ma che cosa fa davvero questa persona e per che cosa ti è utile? Scopriamolo insieme! Tradotto letteralmente, l&#8217;influencer è colui che influenza. E già da questa rudimentale definizione abbiamo quasi chiaro quale sia il suo ruolo: esprimere la sua opinione...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/influencer-chi-sono-e-perche-sono-importanti/">Influencer, chi sono e perché sono importanti</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Tra le nuove professioni, anche tra le più ambite, possiamo senza dubbio inserire l&#8217;influencer: ma che cosa fa davvero questa persona e per che cosa ti è utile? Scopriamolo insieme!</h2>
<p>Tradotto letteralmente, l&#8217;influencer è colui che influenza. E già da questa rudimentale definizione abbiamo quasi chiaro quale sia il suo ruolo: esprimere la sua opinione su qualcosa, con la volontà di portare molte altre persone a sposare la sua causa.<br />
Parlare di esercitare un&#8217;influenza su qualcun altro può essere vista come qualcosa di negativo, tipo manipolazione. Ma non è questo il caso degli influencer: nessun interesse nel plagiare le persone, ma solo nel farle interessare ad oggetti, prodotti, servizi.</p>
<p>In poche parole quello che fanno gli influencer è fare pubblicità a marchi e brand e a ciò che questi propongono, solo in modo diverso rispetto alla pubblicità tradizione.<br />
Utilizzano infatti la loro popolarità per creare l&#8217;assioma &#8220;se lo sceglie lui/lei, allora sicuramente sarà la cosa migliore&#8221;.</p>
<h3>La loro casa, la rete</h3>
<p>Il fenomeno degli influencer è nato con l&#8217;aumentare dell&#8217;incidenza dei social nella nostra vita. Prima c&#8217;era infatti il testimonial &#8211; non ce ne vorrà Giorgio Mastrota se lo prendiamo ad esempio, con tutte le sue televendite mirate a piazzare la notissima marca di materassi!</p>
<p>Oggi che la comunicazione e l&#8217;attenzione delle persone si è spostata sulla rete e sui social network, anche il ruolo del testimonial ha cambiato nome e casa. Ma in realtà il modus operandi è praticamente lo stesso a livello di approccio mentale con l&#8217;utente.<br />
Quello che è differente è la modalità con cui gli influencer ci propongono determinate scelte.<br />
Non c&#8217;è infatti</p>
<ul>
<li>una troupe che gira in uno studio televisivo</li>
<li>un regista che ha studiato un copione</li>
<li>uno spot pubblicitario con dei passaggi fissi in qualche emittente televisiva</li>
</ul>
<p>L&#8217;influencer ci porta naturalmente nella sua vita &#8211; utilizzando soprattutto le stories instagram, ma anche articoli di blog, post di facebook, fotografie su pinterest tanto per fare degli esempi &#8211; e ci mostra come e perché lui sceglie quel determinato prodotto.<br />
Proprio per questo una pubblicità che fa leva sul ruolo dell&#8217;influencer ha tassi di conversione ancora più alti: perché non sembra nulla di preparato ad hoc e perché ci fa immaginare di poter in qualche modo riprodurre nella nostra vita il vantaggio che l&#8217;influencer ci mostra di avere nella sua.</p>
<h3>Come scegliere il giusto influencer</h3>
<p>Se stai pensando di ricorrere ad un influencer che ti faccia da promoter, sicuramente puoi aver avuto un&#8217;idea giusta.<br />
Tuttavia, devi valutare alcuni aspetti. Ti diamo noi qualche consiglio spassionato!</p>
<ol>
<li>Analizza il tuo target, quello che vuoi che acquisti il tuo prodotto/servizio e poi cerca un&#8217;influencer che sia giusto per quella categoria di persone. Se vendi materiale sportivo, un filosofo per quanto famoso non farà di certo al caso tuo!</li>
<li>Prendi contatti con un esperto che possa analizzare in maniera attenta il profilo del testimonial che tu avresti scelto e che te ne possa proporre anche altri. Non puoi prendere solo il numero di fan come elemento di scelta: va visto l&#8217;engagement, il tasso di interazione con gli utenti, la frequenza di pubblicazione dei post e tanto altro ancora. Se vuoi in questo noi <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/backup/#contatti">possiamo esserti utili</a>!</li>
<li>Cerca chi abbia un tone of voice simile al tuo brand: anche questo è molto importante! L&#8217;influencer che scegli deve parlare come vai tu nella tua comunicazione, perché deve creare una sorta di continuità tra il tuo marchio ed i tuoi prodotti ed i suoi post, di varia natura, nei quali va a promuovere l&#8217;uso degli stessi</li>
<li>Per quanto possa non essere a primo achitto politicamente corretto, cerca anche di fare qualche indagine sul testimonial che hai scelto: ricordati che lui diventerà il tuo volto per un po&#8217;! Se hai avuto qualche guaio negli ultimi tempi, se è considerato un personaggio non proprio limpido, sei sicuro di volerlo associare a te?</li>
</ol>
<p>Ecco, questi sono solo alcuni consigli, in realtà la scelta dell&#8217;influencer è un passaggio davvero delicato: pensaci bene mi raccomando!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>E&#8217; meglio un&#8217;app o un sito per la mia attività?</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/e-meglio-unapp-o-un-sito-per-la-mia-attivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Aug 2019 15:11:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti e E-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[siti responsive]]></category>
		<category><![CDATA[sito web]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cercare di espandere il proprio pubblico è sempre un bene per un’impresa, ma non tutte le strade che si possono intraprendere sono vincenti. E&#8217; meglio un&#8217;app o un sito? Bisogna muoversi con cautela e affidarsi a chi ha esperienza nel settore per capire se è meglio un&#8217;app o un sito web per la propria attività....</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/e-meglio-unapp-o-un-sito-per-la-mia-attivita/">E&#8217; meglio un&#8217;app o un sito per la mia attività?</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cercare di espandere il proprio pubblico è sempre un bene per un’impresa, ma non tutte le strade che si possono intraprendere sono vincenti. E&#8217; meglio un&#8217;app o un sito?</strong></p>
<p>Bisogna muoversi con cautela e affidarsi a chi ha esperienza nel settore per capire se è meglio un&#8217;app o un sito web per la propria attività.<br />
Il problema, come in ogni annosa questione, è che non esiste un’unica risposta. <strong>Vantaggi e svantaggi devono essere analizzati</strong> con calma in modo da aumentare il potenziale della nostra attività e non appesantirlo con decisioni affrettate e, a volte, inutili.<br />
Capire se è meglio un’app o un sito web richiede l’esperienza di un esperto programmatore o di una agenzia che potrà darvi utili suggerimenti anche in merito al budget necessario per affrontare tali step</p>
<h3><strong>Sviluppare un sito web: i vantaggi</strong></h3>
<p>Partiamo subito con il dire una cosa: <strong>avere il proprio sito web è ormai considerato quasi un pacchetto entry level per chi vuole affacciarsi nel mondo digital</strong>. E questo ti può già essere utile per capire se è meglio un&#8217;app un sito web.<br />
Un proprio sito internet ha dei vantaggi, in termini di posizionamento, all’interno dei motori di ricerca come Google i quali prediligono le informazioni al loro interno perché accessibili in ogni istante.</p>
<p><strong>Non bisogna però dimenticarsi della parola magica: Responsive.</strong><br />
Lo sviluppo di un sito web deve essere pensato per adattarsi ad ogni tipo di schermo, senza problemi di visualizzazione che penalizzazione nel posizionamento e nell’indicizzazione dei motori di ricerca.<br />
<strong>L’80% delle visite ad un sito proviene da dispositivi mobile</strong> come smartphone e tablet: è ormai impensabile non considerare questo dato.<br />
Se ottimizzato un sito web permette una rapida navigazione, ma soprattutto un aggiornamento sempre rapido ed immediato di tutte le informazioni contenute.</p>
<p>In particolare avremo:</p>
<ul>
<li>Minori costi di sviluppo</li>
<li>Minor tempo di sviluppo</li>
<li>Non è richiesta la distribuzione tramite i vari Store come fanno le applicazioni</li>
</ul>
<h3><strong>Sviluppare un’app: vantaggi</strong></h3>
<p>Il sito non ti ha convinto? Ti stai ancora chiedendo se è meglio un&#8217;app o un sito web?<br />
<strong>Il primissimo punto a favore di un’app è che è possibile utilizzarla anche senza una connessione internet</strong>. Una volta installata non ha necessità di scaricare ulteriori contenuti dal web, a meno che il suo funzionamento intrinseco o particolari funzionalità non lo richiedano esplicitamente.<br />
<strong>All’interno di un’app un utente è portato ad interagire in media il doppio delle volte</strong> che farebbe in un normale sito e ha una migliore gestione di notifiche, geolocalizzazione, foto e video.</p>
<p>Anche <strong>la nostra Brand Awareness ne risentirà assolutamente in positivo</strong>: avere un’app permette di ottenere una sorta di Status Symbol che molti altri nostri concorrenti potrebbero non avere.</p>
<p>Riassumendo:</p>
<ul>
<li>Minore necessità di connessione ad internet</li>
<li>Miglior Brand Awareness</li>
<li>Maggior controllo dell’esperienza utente e delle performance</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/e-meglio-unapp-o-un-sito-per-la-mia-attivita/">E&#8217; meglio un&#8217;app o un sito per la mia attività?</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
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		<title>Google Tag Manager: il completamento di Google Analytics</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/google-tag-manager-il-completamento-di-google-analytics/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jul 2019 12:01:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Siti e E-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[analisi dati]]></category>
		<category><![CDATA[analisi sito]]></category>
		<category><![CDATA[google analytics]]></category>
		<category><![CDATA[google tag manager]]></category>
		<category><![CDATA[web analysis]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se gestisci anche un solo sito web saprai quanto può essere utile Google Analytics per monitorare visite e comportamenti dei tuoi utenti. Se ti dicessimo che Google Tag Manager può potenziare esponenzialmente questo strumento? Google Tag Manager è la soluzione gratuita di Google per la gestione dei tag relativa ad un sito o un’app. In...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/google-tag-manager-il-completamento-di-google-analytics/">Google Tag Manager: il completamento di Google Analytics</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Se gestisci anche un solo sito web saprai quanto può essere utile <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/backup/blog/2019/05/05/google-analytics-che-cose-e-perche-ti-e-utile/">Google Analytics</a> per monitorare visite e comportamenti dei tuoi utenti. Se ti dicessimo che Google Tag Manager può potenziare esponenzialmente questo strumento?</h2>
<p>Google Tag Manager è la <strong>soluzione gratuita di Google per la gestione dei tag</strong> relativa ad un sito o un’app.<br />
In parole povere, Google Tag Manager permette di <strong>registrare particolari eventi</strong> che accadono all’interno del sito/app e assegnare ad ognuno di questi eventi, in maniera automatica, un’etichetta (il tag, appunto) in modo da essere <strong>immediatamente riconoscibili</strong>.<br />
L’unica operazione da fare per attivare questo strumento è<strong> inserire il relativo codice</strong> che ti verrà fornito in ogni pagina che vuoi tracciare.</p>
<h3><strong>A cosa serve e quali sono i suoi vantaggi</strong></h3>
<p>Google Tag Manager permette di <strong>risparmiare molto tempo, soldi e soprattutto righe di codice da scrivere</strong>. Infatti, tramite la sua interfaccia, possiamo <strong>aggiungere, eliminare, modificare ed effettuare la preview di tutti i tag</strong> che vogliamo aggiungere senza cambiare neppure una virgola del nostro sito o della nostra app.<br />
Tutto avverrà “dietro le quinte”, permettendo anche a chi non è un programmatore di raggiungere metodi di analisi professionali.</p>
<p>Per comprendere appieno questo strumento però bisogna avere chiari <strong>due concetti fondamentali: il concetto di Tag</strong>, che abbiamo visto, <strong>e il concetto di Attivatore</strong>.<br />
L’attivatore può essere definito come una condizione che deve essere soddisfatta affinché possa essere “appiccicato” il Tag.<br />
Quando quella precisa condizione avviene, si attiva, l’attivazione viene registrata e gli viene collegato il Tag che noi abbiamo scelto.</p>
<h3><strong>Cosa può tracciare Google Tag Manager?</strong></h3>
<p>Potenzialmente…qualsiasi cosa!<br />
Puoi tracciare:</p>
<ul>
<li>Google Adwards</li>
<li>Pixel di Facebook</li>
<li>campagne pubblicitarie di LinkedIn</li>
<li>bot Messenger di Manychat</li>
<li>sistemi di tracciamento del mouse come Hotjar</li>
</ul>
<p>Ma puoi anche tracciare avvenimenti che riferiscono alla <strong>pura struttura del tuo sito</strong>: ad esempio, <strong>fino a che punto del mio sito un utente ha effettuato lo scroll?</strong> Quanti secondi di un certo video ha visto? Su quali link ha cliccato? Quali sono le taglie più richieste nel mio e-commerce?</p>
<p><strong>Le possibilità sono realmente quasi infinite.</strong><br />
Se hai bisogno di qualcuno che possa gestire Google Tag Manager per te o se hai bisogno di una mano, noi siamo qui. Contattaci all’e-mail <a href="mailto:comunicazione@www.edacomunicazione.it">comunicazione@www.edacomunicazione.it</a> !</p>
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		<title>Podcast: bolla di sapone o nuova opportunità?</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/podcast-bolla-di-sapone-o-nuova-opportunita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2019 18:57:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[librerie podcast]]></category>
		<category><![CDATA[piattaforme podcast]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia audio]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo della comunicazione è in costante e continua evoluzione. E strumenti innovativi vengono proposti alla platea. Tra questi il podcast: sarà davvero un’opportunità o una moda passeggera? Partiamo da un punto focale: affiancare alla parola podcast l’elemento di “novità” potrebbe essere considerato sbagliato dai bene informati. Questo perché in realtà a livello globale questo...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/podcast-bolla-di-sapone-o-nuova-opportunita/">Podcast: bolla di sapone o nuova opportunità?</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il mondo della comunicazione è in costante e continua evoluzione. E strumenti innovativi vengono proposti alla platea. Tra questi il podcast: sarà davvero un’opportunità o una moda passeggera?</h2>
<p>Partiamo da un punto focale: <strong>affiancare alla parola podcast l’elemento di “novità” potrebbe essere considerato sbagliato</strong> dai bene informati.</p>
<p>Questo perché in realtà a<strong> livello globale questo strumento di comunicazione e formazione è giù utilizzato da tempo</strong>, con risultati differenti a seconda della tipologia di contenuto veicolato e del tessuto sociale e culturale a cui viene proposto.<br />
Ha senso però fare uso del termine innovazione se <strong>guardiamo solo al contesto delle PMI italiane</strong>, che fanno sempre un po’ di fatica a recepire le tendenze che vengono proposte.<br />
A volte per mancanza di conoscenza, altre perché fanno fatica a capire quale ricaduta pratica possano avere strumenti che non padroneggiano e vanno fuori dal seminato.</p>
<p>Se pensiamo però che <strong>inizialmente anche i social venivano guardati con differenza</strong> capiamo come sia il caso di guardare leggermente più lontano rispetto all’immediato e primo parere.</p>
<h3>Che cos’è il podcast</h3>
<p>Diamo intanto <strong>una definizione</strong> di questo termine/strumento.<br />
Il podcast è una <strong>tecnologia che permette il caricamento ed il successivo ascolto di file audio tramite internet</strong>.<br />
Si potrebbe inizialmente fare confusione con le radio, che oggi trasmettono anche via internet. Ma c’è una differenza fondamentale: un podcast <strong>non può essere trasmesso dal vivo</strong>, ma caricato in rete come prodotto già finito e pronto per essere ascoltato.</p>
<p><strong>I primi podcast risalgono ai primi anni 2000</strong>, con gli Stati Uniti e, non c’è da stupirsi, la Apple come apripista. Basta ricordare l’ipod, tanto per fare un esempio. Al quale poi sono seguiti migliaia di altri lettori mp3.</p>
<p>Ma allora, ti chiederai, <strong>che cosa c’è di nuovo?</strong></p>
<p>Che ora il podcast è diventato <strong>un’importante strumento per fare marketing</strong>, un modo in più per stringere un contatto con i tuoi fan e rendere per loro imprescindibile la tua presenza.<br />
Come il blog, anche il podcast <strong>aumenta la percezione che gli utenti hanno del tuo brand</strong>. Ovviamente sempre e solo se sei in grado di produrre contenuti di qualità.</p>
<h3>Perché?</h3>
<p>Arriviamo così alla domanda più importante: perché, <strong>ammesso che tu abbia un contenuto di valore da veicolare</strong>, dovresti valutare il podcast?</p>
<ul>
<li>Può essere <strong>ascoltato ovunque</strong></li>
<li>Può essere scaricato ed <strong>ascoltato offline</strong></li>
<li>Sono <strong>facili da utilizzare</strong></li>
<li>Permettono una <strong>fruizione multitasking</strong></li>
<li>Sono facili da realizzare e <strong>non richiedono un grande investimento</strong></li>
</ul>
<p>La stessa ragion d’essere del podcast ti permette di utilizzarlo per <strong>dare delle pillole rispetto alla tua professionalità, legando a te il cliente</strong>. Fin dal suo inizio infatti, questo strumento è collegato al concetto di serial, ossia di una comunicazione che avviene <strong>a più puntate</strong>.</p>
<p>Per questo motivo, i podcast sono un ottimo canale per veicolare contenuti formativi ed informativi.</p>
<p>Se ti stai incuriosendo e vuoi capire meglio che cosa sono i podcast e magari iniziare ad ascoltarli prima di capire se possono essere corretti per veicolare il tuo business, <strong>ti consiglio alcune piattaforme</strong>, dove puoi andare a scegliere i contenuti dai quali iniziare:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.spreaker.com/">spreaker.com</a></li>
<li>Itunes</li>
<li>Spotify</li>
<li>Google Play</li>
</ul>
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		<title>Search Intent Optimization: che cosa vogliono?</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/search-intent-optimization-che-cosa-vogliono/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jul 2019 19:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[intenti di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Search Intent Optimization]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Occuparsi di content marketing è molto complesso perché bisogna costantemente stare al passo con le novità. Cosa sai della Search Intent Optimization? In un precedente articolo ti ho già spiegato come concentrarsi solo sulle keywords sia ormai una tecnica obsoleta per garantire al tuo sito un buon posizionamento sui motori di ricerca. Ora voglio spiegarti...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/search-intent-optimization-che-cosa-vogliono/">Search Intent Optimization: che cosa vogliono?</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Occuparsi di <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/backup/blog/2019/04/25/content-marketing/">content marketing</a> è molto complesso perché bisogna costantemente stare al passo con le novità. Cosa sai della Search Intent Optimization?</h2>
<p>In un <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/backup/blog/2019/03/01/seo-in-pillole/">precedente articolo</a> ti ho già spiegato come concentrarsi solo sulle keywords sia ormai una tecnica obsoleta per garantire al tuo sito un buon posizionamento sui motori di ricerca. Ora voglio spiegarti come della Search Engine Optimization una parte fondamentale sia la Search Intent Optimization.<br />
L&#8217;algoritmo di Google cambia molto spesso e raffina gli indicatori tramite i quali giudica il tuo sito e soprattutto i contenuti che proponi: essere originali ed usare le giuste parole chiave, non basta più.</p>
<h3>Studia il tuo target, scopri cosa vuole</h3>
<p>Ormai avrai imparato a memoria che il primo elemento dal quale partire sempre quando devi produrre un contenuto è un&#8217;analisi del target di riferimento: tono di voce, informazioni, immagini, dovranno essere differente e studiate perfettamente per le esigenze dei tuoi potenziali clienti. La comunicazione implica qualcuno che abbia qualcosa da dire e qualcuno che voglia ascoltarlo: se sbagli i modi, nessuno ascolterà il tuo messaggio.</p>
<p>Secondo passo, capire che cosa di specifico sta cercando il tuo target: ogni persona che digita una chiave di ricerca su Google è mosso da un&#8217;intenzione, da un bisogno di risposta ad una domanda. Che può essere più o meno complessa.</p>
<p>Il tuo compito, se vuoi essere un buon comunicatore, ottenere dei lead e convertirli in clienti è proprio questo: capire l&#8217;intenzione di chi cerca.<br />
Per dirla all&#8217;inglese, devi diventare un esperto di Search Intent Optimization, cioè essere in grado di proporre dei contenuti ottimizzati per dare risposte coerenti con l&#8217;intento di ricerca del tuo target.</p>
<h3>Gli intenti di chi cerca</h3>
<p>Solitamente ci sono tre tipologie di motivazioni che portano ad una ricerca sul web e se vuoi lavorare sulla Search Intent Optimization devi essere in grado di riconoscerle.</p>
<ul>
<li>Intento Commerciale: quello di chi cerca perché vuole acquistare. Ha un bisogno e vuole soddisfarlo subito.</li>
<li>Intento Informativo: facile da comprendere che riguardi chi, appunto, è alla ricerca di informazioni, notizie, approfondimenti.</li>
<li>Intento di Navigazione: caratterizza che sa già dove vuole atterrare, ma non conosce l&#8217;url giusta da digitare. Tipo se volessi visitare il sito di Esperienze d&#8217;Arte Comunicazione, ma sapessi l&#8217;indirizzo esatto.</li>
</ul>
<p>In che modo puoi dunque lavorare sulla Search Intent Optimization?<br />
Una volta che hai studiato il suo target e capito che cosa lo spinge a digitare quella parola o quella combinazione di termini sulla barra di ricerca di Google, devi fare in modo che ogni tua pagina ed ogni tuo testo, sia in grado di rispondere a quella esigenza.</p>
<p>Ricordati che dietro alla tastiera c&#8217;è sempre una persona, mettiti nei suoi panni e cerca di capire: quale risposta vorrei io a questa domanda se fossi nei suoi panni?<br />
Ti faccio un esempio stupidissimo, ora che siamo in periodo di vacanze. Se la chiave di ricerca fosse &#8220;vacanza Sardegna&#8221;, prima di scrivere il tuo contenuto dovresti fare un&#8217;analisi di ciò che può essere sotteso da questi due termini. Così, al volo, io direi che quell&#8217;utente potrebbe voler sapere:</p>
<ul>
<li>come arrivare in Sardegna</li>
<li>offerte per voli e/o traghetti</li>
<li>spiagge più belle</li>
<li>le migliori strutture attorno alle spiagge più belle</li>
<li>le attrattive di quella località</li>
</ul>
<p>ti viene in mente altro? Bene, perché più risposte dai e più stai lavorando di Search Intent Optimization!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Web Analyst: chi è e di cosa si occupa</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/web-analyst-chi-e-e-di-cosa-si-occupa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2019 10:52:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[analisi dei dati]]></category>
		<category><![CDATA[strategia marketing]]></category>
		<category><![CDATA[web analyst]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quella del web analyst è una figura nuova nel panorama della comunicazione online soprattutto in Italia. Ma altrettanto fondamentale. Vuoi scoprire di più? Se vuoi ottimizzare al massimo i tuoi sforzi e le tue risorse devi per forza riuscire a valutare con estrema cura tutti i dati di cui disponi. Per questo ogni attività di...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Quella del web analyst è una figura nuova nel panorama della comunicazione online soprattutto in Italia. Ma altrettanto fondamentale. Vuoi scoprire di più?</h2>
<p>Se vuoi <strong>ottimizzare al massimo i tuoi sforzi e le tue risorse</strong> devi per forza riuscire a valutare con estrema cura tutti i dati di cui disponi. Per questo <strong>ogni attività di marketing non può fare a meno di web analyst</strong>.</p>
<p>Il web analyst è una figura professionale <strong>da non confondere con un social media manager e neanche un SEO</strong>.<br />
E&#8217; una figura specializzata nell’<strong>attenta e scrupolosa analisi dei dati</strong>, nel lavoro di monitoraggio e soprattutto nell’<strong>incrocio dei dati</strong>. Riuscire ad osservare i dati vuol dire essere in grado di prendere decisioni importanti capaci di fare la differenza in una efficace <strong>strategia di marketing</strong>.<br />
Insomma non ci si può improvvisare. Per questo questa figura è fondamentale!</p>
<p>Il web analyst infatti <strong>deve conoscere perfettamente tutte le principali piattaforme </strong>per raccogliere e analizzare i dati:</p>
<ul>
<li>Search console</li>
<li>Facebook</li>
<li>Insight</li>
<li>Twitter Analytics</li>
<li>Google Analytics</li>
</ul>
<p>Un esperto web analyst crea dei <strong>report dettagliati da consegnare all’esperto seo o al content marketing manager</strong> che arriva a conclusioni in termini operativi.<br />
Cosa molto importante: f<strong>ornisce i dati non soluzioni</strong>, che devono essere usati per guidare i successivi passi in termini editoriali e di ottimizzazione.</p>
<p>Segue una percorso molto particolare. Infatti mentre per altre figure professionali del web esistono molti corsi o master universitari, per questa figura invece non è facile trovare percorsi di studio specifici. Questo perché <strong>l’analisi dei dati è in continua evoluzione</strong> e non rimane costante e fissa nel tempo. Importante certamente rimane una <strong>buona base statistica e una buona formazione legata al marketing</strong> e per questo l’università viene certamente in aiuto.</p>
<p>Fondamentale però è il <strong>passaggio in una web agency</strong> e iniziare a lavorare con i report di Google Analitics e Facebook Insight.</p>
<p>Ma non spaventarti per tutto ciò, quando vorrai far decollare la tua attività non ti servirà altro che contattarci: <u><strong>info@esperienzedartecomunicazione</strong>, </u>metteremo al tuo servizio tutta la nostra esperienza per ottenere i migliori risultati e rilanciare al massimo il tuo business.</p>
<blockquote><p>Il lavoro di marketing non è mai finito. Si tratta di un moto perpetuo. Dobbiamo continuare a innovare ogni giorno.<br />
(Beth Comstock)</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Content marketing</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/content-marketing/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Apr 2019 09:45:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[contenuti]]></category>
		<category><![CDATA[piano di content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[programmazione online]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicazione]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché scrivere contenuti migliora le tue possibilità di vendere Ne avrai sicuramente sentito parlare del content marketing e vagherai tra momenti in cui ti sembra estremamente semplice ad altri in cui fissi un foglio bianco e non sai come uscirne. Tranquillo, è tutto normale! La prima cosa che devi avere chiaro è lo scopo del...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/content-marketing/">Content marketing</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Perché scrivere contenuti migliora le tue possibilità di vendere</h2>
<p>Ne avrai sicuramente sentito parlare del <strong>content marketing</strong> e vagherai tra momenti in cui ti sembra estremamente semplice ad altri in cui fissi un foglio bianco e non sai come uscirne.<br />
Tranquillo, è tutto normale!</p>
<p>La prima cosa che <strong>devi avere chiaro</strong> è lo <strong>scopo del content marketing</strong>, per poi poterti muovere agevolmente dapprima nella <strong>creazione della strategia</strong> che vuoi attuare <strong>e poi nei contenuti</strong> che ti aiuteranno a raggiungere il tuo obiettivo.</p>
<p>Per quanto ci abbiano sempre detto che <strong>la creatività sia un mix letale di genio e sregolatezza</strong>, al tempo del web in cui tutto è già stato inventato e c’è un appiattimento nelle modalità di cercare contatti, <strong>quello che fa la differenza è la pianificazione</strong>.</p>
<p>L’originalità è importante, ma viene dopo.</p>
<h3>Content marketing, che cos’è</h3>
<p>Con questa parola ci si riferisce alla <strong>strategia di produrre contenuti in grado di attirare l’attenzione di un numero importante di persone.<br />
</strong>Questo è il primo passo. Perché una volta che hai fatto in modo che tra i milioni di messaggi che ci bombardano ad ogni secondo, qualcuno scelga di fermarsi e “approfondire” il tuo, hai già segnato un enorme punto a tuo vantaggio.</p>
<p>Dando una definizione ancora più specifica, <strong>occuparsi di content marketing significa progettare, produrre ed ottimizzare contenuti digitali che diano un valore aggiunto all’utente</strong>. In questo modo, la persona soddisfatta si ricorderà di te.</p>
<p>Facciamo un altro passo ancora. <strong>Attraverso il content marketing riesci a trasformare un utente freddo in un contatto caldo</strong>.<br />
Ti spiego.<br />
Passiamo moltissimo tempo online, ma poco è quello in cui oggettivamente stiamo cercando qualcosa da comprare. In quei momenti è probabile che non facciamo neppure ricerca e ci dirigiamo direttamente che so su amazon, ebay o siti specifici di ecommerce nei quali siamo abituati ad acquistare.<br />
Molte volte accade qualcosa di diverso. Che stiamo gironzolando nel web tra social, notizie, magari pure gossip e<strong> qualcosa attrae la nostra attenzione</strong>. Tanto da magari farci pure venire in mente che di quell’oggetto, di quel corso, di quell’offerta ne potremmo pure avere bisogno.<br />
<strong>Mentre gironzolavamo eravamo un utente freddo</strong> per l’azienda perché la nostra propensione all’acquisto era zero. Quando ha intercettato la nostra attenzione e ci ha fatto fermare a leggere o guardare, ci ha fatto <strong>fare un passo lungo la strada che ci conduce a diventare un contatto caldo, cioè quello quasi pronto per acquistare</strong>.</p>
<p>Ed eccoci arrivati, per passaggi successivi, alla definizione finale: <strong>il content marketing altro non è che una strategia che ci porta a creare e pubblicare contenuti, rivolti a specifici target, per condurli all’azione finale dell’acquisto</strong>.</p>
<h3>La tavola periodica del content marketing</h3>
<p>Ti starai già chiedendo <strong>quali sono gli strumenti</strong> per realizzare una corretta strategia di content marketing.<br />
Forse non sarai felice che sono molti più di quelli che puoi immaginare!</p>
<p>Nel “lontano” 2014 <strong>Cris Lake produsse per Econsultancy la<a href="https://econsultancy.com/introducing-the-periodic-table-of-content-marketing/"> Tavola Periodica del Content Marketing</a></strong>, rifacendosi alla più famosa degli elementi chimici: ecco, <strong>quelli sono tutti gli strumenti del content marketing che dovresti/potresti utilizzare per costruire una strategia vincente!</strong></p>
<p>Però aspetta, prima di metterti le mani nei capelli! <strong>Non devi utilizzarli tutti quanti e tutti insieme</strong>, ma anzi lo scopo è proprio l’opposto. Analizzando cioè il tuo mercato di riferimento <strong>puoi scegliere quali leve utilizzare</strong> e devi anche essere il più specifico possibile.</p>
<p>Non è vero che creare quanti più contenuti possibili, su tutti i media a tua disposizione, per arrivare ad un pubblico enormemente ampio è la cosa migliore.</p>
<p>Anzi, è vero il contrario.</p>
<ul>
<li>Scrivere tanti contenuti è buono <strong>se sono tutti contenuti di qualità</strong>, tutti capaci di dare un valore aggiunto a chi li legge</li>
<li>Se il tuo pubblico non ascolta podcast, è inutile che ti sbatti per produrre contenuti su questo media</li>
<li>Se il tuo prodotto è interessante per ragazzi dai 20 ai 25 anni, che hanno una potenzialità di spesa medio alta, è inutile andare a mirare a target differenti</li>
</ul>
<p><strong>Per realizzare un content marketing efficace devi operare scelte in differenti aree</strong>:</p>
<ol>
<li>Strategia</li>
<li>Formati (testo, video, immagine, presentazione&#8230;)</li>
<li>Tipologia di contenuto (intervista, articolo, post, infografica, form&#8230;)</li>
<li>Piattaforme (facebook, instagram, sito, blog di terzi&#8230;)</li>
<li>Metriche di misurazione del successo (like, condivisioni, conversioni, contatti&#8230;)</li>
<li>Obiettivi</li>
<li>Trigger (fattori emotivi che porteranno alla condivisione)</li>
</ol>
<p>Infine <strong>dovrai avere una check-list</strong> che ti permetta di capire cosa devi migliorare, modificare, accantonare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/content-marketing/">Content marketing</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>Inbound Marketing</title>
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		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2019 07:24:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[funnel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come attrarre clienti nell’era digitale! L’inbound marketing è strettamente collegato ad internet. Ha creato un nuovo modo di acquistare on-line, tramite quello che comunemente chiamiamo e-commerce, ed un nuovo modo di acquistare in negozio. Questo termine è stato coniato nel 2005 da Hubspot, un’azienda statunitense che produce software per il marketing. Nel sito ufficiale dell’azienda...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Come attrarre clienti nell’era digitale!</h2>
<p>L’<strong>inbound marketing</strong> è strettamente collegato ad internet. Ha creato un <strong>nuovo modo di acquistare on-line</strong>, tramite quello che comunemente chiamiamo e-commerce, ed un nuovo modo di acquistare in negozio.</p>
<p>Questo termine è stato <strong>coniato nel 2005 da Hubspot</strong>, un’azienda statunitense che produce software per il marketing. Nel sito ufficiale dell’azienda più “inbound” che esista, c’è una spiegazione molto utile per comprendere il senso generale dell’inbound marketing:</p>
<p>“Al contrario dei vecchi metodi di outbound marketing come acquistare annunci, comprare mailing list e pregare per i contatti, l’inbound marketing si concentra sulla <strong>creazione di contenuti di qualità che attirano le persone verso la tua azienda e prodotto</strong>, dove essi spontaneamente vogliono essere. Allineando i contenuti che pubblichi con gli <strong>interessi del cliente</strong>, è naturale attirare traffico in entrata che è possibile convertire, chiudere e deliziare nel tempo”.</p>
<p>L’inbound marketing è una strategia che <strong>mette al centro le persone</strong>, non il prodotto. Spesso utilizza i dati messi a disposizione dalla rete per studiare le<strong> abitudini e preferenze del consumatore</strong>, in modo da costruire un prodotto ed una comunicazione su misura.</p>
<p>Nell’approccio inbound, il marketing viene prima della stessa produzione e plasma il prodotto sui <strong>bisogni delle persone</strong>.<br />
Sin dagli albori del marketing, le nostre conoscenze si sono basate sul <strong>modello classico del marketing mix</strong>, le cui variabili tradizionalmente sono <strong>le famose 4P: prodotto, prezzo, punto vendita, promozione.</strong></p>
<h3>Inbound marketing, l’evoluzione delle 4P</h3>
<p>Il modello dell’inbound marketing vuole riformulare questo concetto in un modo da renderlo coerente con il mercato di oggi, che si è spostato dal prodotto al consumatore, dalle imprese alle comunità.<br />
Così, <strong>prodotto diventa oggi soluzione</strong>: ciò che viene venduto è guidato dalla necessità del consumatore. È lui che definisce il prodotto, non lo fa il produttore. Il ruolo del marketing è prima di tutto <strong>capire che cosa vogliono le persone.</strong></p>
<p>Il prezzo diventa valore e la fase di promozione diventa informazione!</p>
<p>L’inbound marketing<strong> costa meno</strong> rispetto a qualunque altro tipo di marketing tradizionale e, oltre al momento della promozione e dell’acquisto, va oltre, prevedendo un’attività costante e mirata al target, per mantenere un<strong> dialogo con i clienti anche post vendita.</strong></p>
<h3>Il marketing nell’era di internet</h3>
<p>Il grande vantaggio di portare avanti attività di marketing su internet, consiste nell’<strong>avere a disposizione una grande mole di dati</strong> da analizzare.<br />
Tutte le attività dell’inbound marketing possono essere misurate e ci permettono dunque di sapere con precisione da quale canale e campagna sono arrivati i tuoi contatti, se ti hanno conosciuto, per esempio, cercandoti sui motori di ricerca o hanno visto una tua pubblicazione su di un social network.</p>
<p>L’inbound marketing, con appositi software di analisi, permette il <strong>tracciamento di tutto il processo d’acquisto</strong>, dal momento della prima visita al tuo sito, fino al momento dell’acquisto.<br />
In questo modo <strong>sappiamo quali sono i canali che funzionano meglio per noi</strong> e possiamo adattare di conseguenza le nostre future campagne, investimenti e sforzi.</p>
<p>La nuova strategia di marketing nell’era digitale, non consiste nel cercare clienti alla cieca, ma nell’<strong>attrarre persone interessate al nostro prodotto o servizio</strong> per farle diventare, contatti, poi clienti ed infine promotori.</p>
<blockquote><p>Nella vita puoi ottenere tutto quello che vuoi se aiuti le altre persone ad ottenere quello che loro vogliono! Cit. (Zig Ziglar)</p></blockquote>
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