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	<title>web app Archivi - EdA Comunicazione</title>
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		<title>Web app, App Nativa o App ibrida?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2019 16:47:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti e E-commerce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cavalcare le innovazioni è importante per chi fa business. Ma ancora di più avere chiare le implicazioni di ogni scelta. E quando si parla di web app, le differenze possono essere sostanziali Sviluppare un’app per la propria attività è sicuramente affascinante, ma comprendere quale sia la soluzione migliore è fondamentale per gestire al meglio il...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Cavalcare le innovazioni è importante per chi fa business. Ma ancora di più avere chiare le implicazioni di ogni scelta. E quando si parla di web app, le differenze possono essere sostanziali</h2>
<p>Sviluppare un’<strong>app per la propria attività</strong> è sicuramente affascinante, ma <strong>comprendere quale sia la soluzione migliore</strong> è fondamentale per gestire al meglio il proprio budget e focalizzare gli investimenti sulle giuste necessità.</p>
<h3>Web app, parliamo dell’app nativa</h3>
<p>Per poter parlare di <strong>App Native</strong> bisogna fare prima un breve excursus sui principali sistemi su cui poi &#8220;lavoreranno&#8221;: <strong>Apple con il suo sistema operativo iOS e Google con il suo sistema operativo Android.</strong></p>
<p>Ognuno di questi due OS (Operating System) ha <strong>un proprio linguaggio di programmazione</strong> che permette agli sviluppatori di scrivere le istruzioni, eseguite poi dall’applicazione stessa.<br />
iOS, ad esempio, utilizza principalmente il linguaggio Objective-C ( e, nell’ultimo periodo, il nuovo linguaggio chiamato Swift), mentre Android si basa su Java.<br />
Se chiederete ad uno sviluppatore la propria piattaforma di riferimento molto probabilmente sentirete uno di questi nomi: è difficile trovare qualcuno specializzato nella programmazione di entrambi perché l’apprendimento delle caratteristiche di ogni ecosistema richiede tempo e uno studio approfondito.<br />
Detto questo, possiamo comprendere meglio cosa indichi il termine “nativa”: <strong>un’app nativa è un’applicazione sviluppata appositamente per una di queste due piattaforme</strong> e le cui istruzioni sono state scritte attraverso il proprio linguaggio di programmazione.</p>
<p><strong>I vantaggi di un’app nativa sono molteplici</strong>:</p>
<ul>
<li>maggiore velocità e reattività nell’esecuzione e nella ricezione dei comandi da svolgere, in particolare per tutte quelle applicazioni pesantemente incentrate sulla grafica (giochi o app per la modifica delle foto o dei video)</li>
<li>accesso diretto a tutte le funzionalità e a tutti i sensori del telefono (in base a ciò che il sistema operativo concede)</li>
<li>poter essere pubblicata nello Store digitale di riferimento (Apple Store o Play Store) ottenendo maggiore visibilità</li>
<li>maggiore semplicità nella creazione di un sistema di notifiche push (le tipiche notifiche che riceviamo dalle varie app installate)</li>
</ul>
<h3>La via di mezzo: l&#8217;Ibrida</h3>
<p><strong>Le App Ibride</strong> (o multipiattaforma) sono quelle applicazioni che creiamo a partire da un linguaggio di programmazione che <strong>non è specifico della piattaforma di destinazione</strong> ma che, un software di supporto traduce ed “impacchetta” per essere accettate dai vari Store digitali.<br />
<strong>I costi di sviluppo per singola app sono più alti</strong>, ma il vantaggio di avere <strong>un’unica applicazione che possa essere installata sia su iOS che su Android</strong>, evitando così di dover sviluppare due app, sono evidenti.<br />
Anche in caso di aggiornamento o di aggiunta di determinate caratteristiche e funzionalità si dovrà procedere alla modifica di un unico codice, dimezzando di fatto il lavoro.</p>
<p>Sembrerebbe tutto perfetto: dov’è quindi il problema e perché non utilizziamo unicamente app ibride?<br />
Affinché queste applicazioni possano funzionare, di solito, viene aggiunto uno “strato” che permette di tradurre il linguaggio di programmazione ibrido con quello nativo: questo meccanismo tende a rallentare le operazioni che vengono effettuate con un effetto che è prossimo allo zero per applicazioni principalmente testuali, ma che inizia ad avere il suo peso in tutte quelle attività in cui la grafica è pesantemente coinvolta.</p>
<p><strong>I principali framework di sviluppo per app ibride sono: Xamarin, Ionic e Phonegap.</strong></p>
<h3>Web app o progressive web app, il nuovo che avanza</h3>
<p>Tutti noi abbiamo avuto a che fare con una applicazione web e molto probabilmente non ce ne siamo nemmeno resi conto.<br />
Una <strong>Web App</strong> infatti non è nient’altro che <strong>un’applicazione, sviluppata attraverso i codici di programmazione propri del Web</strong> (HTML, Javascript, PHP ecc ecc…) e che <strong>visualizziamo esattamente allo stesso modo di un comune sito internet</strong>.<br />
Fino ad ora ci sono state forti limitazioni per quanto concerne l’accesso alle funzionalità dei sensori dei dispositivi e non era possibile pubblicarle negli store digitali, ma il loro utilizzo sta prendendo sempre più campo grazie alla loro versione “estrema”: le <strong>Progressive Web App</strong>.<br />
Le PWA <strong>sono web app leggerissime</strong>, praticamente istantanee nei caricamenti e fortemente votate a contenuti testuali (quindi ancora una volta non consigliate per gaming o programmi di editing video/foto): Google sta addirittura iniziando un processo di integrazione di quest’ultime nel proprio Play Store.</p>
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