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	<title>sistema chiuso Archivi - EdA Comunicazione</title>
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		<title>Open Source vs Closed Source: quale scegliere?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 May 2019 18:08:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Prima di decretare un “vincitore”, capiremo per bene che cosa si intenda per Open Source o Closed Source. Seguici! Se c’è qualcosa su cui tutti concordano è il fatto che Android di Google sia un sistema “aperto” mentre iOS di Apple sia un sistema chiuso. Stesso discorso per Linux e Windows. Software “Open Source” o...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Prima di decretare un “vincitore”, capiremo per bene che cosa si intenda per Open Source o Closed Source. Seguici!</h2>
<p>Se c’è qualcosa su cui tutti concordano è il fatto che <strong>Android di Google sia un sistema “aperto”</strong> mentre <strong>iOS di Apple sia un sistema chiuso</strong>. Stesso discorso per <strong>Linux e Windows</strong>. Software “Open Source” o “Closed” possono significare molte cose, cerchiamo di capirlo insieme.</p>
<h3>Che cosa significa Open Source e perché scegliere questo sistema</h3>
<p>La definizione di<strong> Open Source</strong> in informatica<strong> indica tutti quei software che non sono coperti da copyright e che sono liberamente modificabili dagli utenti</strong>. Chi detiene i diritti del software, in pratica, rende pubblico il codice sorgente del programma, favorendone il libero studio e permettendo a programmatori indipendenti di apportarvi modifiche o estensioni.<br />
Tutto questo è regolato tramite l’applicazione di <strong>apposite “licenze” d’uso open source</strong>: una sorta di contratto con il quale il titolare dei diritti del software decide come possa circolare e le eventuali limitazioni nel suo utilizzo. Tra le licenze open source più famose troviamo la <strong>GNU (General Public License), la licenza BSD e la licenza Apache</strong>.</p>
<p>Il portabandiera del software libero è Richard Stallman, un programmatore che nel 1985 fondò la <strong>Free Software Foundation</strong>, una organizzazione senza fini di lucro per lo sviluppo e la distribuzione di software libero.</p>
<p>Scegliere un sistema operativo o un software open source, quindi, significa lavorare con un programma il cui codice è visibile a tutti e che, quindi, può essere controllato e verificato da chiunque.<br />
Dall’altra parte, però, la filosofia open source pone <strong>diversi problemi per la monetizzazione del proprio prodotto</strong> e ciò potrebbe inficiare la qualità del risultato finale.<br />
Si cerca quindi di ovviare a questo tramite donazioni degli utenti all’ente che ha realizzato il codice originario, servizi di supporto a pagamento (il programma è gratuito, ma non l’assistenza), sponsorizzazioni e didattica (se il prodotto è particolarmente complesso, lo sviluppatore può guadagnare tramite l’organizzazione di corsi di apprendimento del prodotto stesso).</p>
<h3>Closed Source, ovvero software proprietario: che cosa significa e perché sceglierlo</h3>
<p>Il software proprietario o <strong>“closed source” è un software la cui licenza consente l’utilizzo sotto particolari condizioni ed impedendone altre come lo studio, la modifica, la condivisione, la ridistribuzione o l&#8217;ingegneria inversa</strong>. Il codice sorgente di un software proprietario solitamente non viene diffuso e viene ritenuto un <strong>segreto commerciale</strong>.</p>
<p>Per poter essere utilizzato, un software proprietario <strong>deve essere acquistato</strong>. Ciò permette allo sviluppatore, persona singola o azienda, di ottenere un flusso sicuro di introiti da poter riversare in assistenza del prodotto (spesso gratuita) o nell’allestimento di un gruppo di sviluppatori professionisti ed assunti in pianta stabile che possano far fronte immediatamente alle varie criticità.</p>
<p>Da una parte, quindi, abbiamo una <strong>maggior sicurezza</strong> per quanto concerne assistenza immediata e supporto tecnico, dall’altra non abbiamo <strong>nessuna informazione su quanto stia succedendo “sotto al cofano”</strong> del nostro programma, né possiamo studiarne il suo funzionamento tramite l’analisi del suo codice.</p>
<h3>Android vs Apple: open source (parziale) vs closed source</h3>
<p><strong>Android</strong> può essere definito aperto per diverse ragioni. Questo sistema operativo è basato sul codice dell’Android Open Source Project (AOSP) il quale, come dice il nome, è open source: <strong>chiunque voglia può prenderlo e creare un “proprio Android”.</strong></p>
<p>Ciò che però noi vediamo come Android nei nostri cellulari è dato dal lavoro di <strong>Google, che modifica il codice open dell’AOSP aggiungendo tutti i propri servizi che sono, appunto, proprietari</strong>.<br />
Per questo parliamo di <strong>software parzialmente open</strong>.</p>
<p>Dall’altra parte, <strong>iOS</strong> di Apple è un <strong>sistema operativo completamente chiuso</strong>. Non c’è nessuna possibilità di creare un nuovo sistema operativo dall’originale.</p>
<p>Su <strong>Android</strong>, inoltre, basta andare nelle impostazioni per <strong>abilitare l’installazione di app che non provengono dallo store</strong>; su iOS ciò è virtualmente impossibile.</p>
<p>Lo stesso discorso può essere fatto anche per quanto concerne la<strong> modifica dell’aspetto esteriore del sistema operativo</strong> e la possibilità di accedere a risorse più “profonde” e riservate agli esperti e agli sviluppatori.</p>
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