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	<title>investimenti facebook ads Archivi - EdA Comunicazione</title>
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	<title>investimenti facebook ads Archivi - EdA Comunicazione</title>
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		<title>Facebook Ads, i 5 peggiori errori da non commettere!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 18:45:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[facebook ads]]></category>
		<category><![CDATA[facebook marketing]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti facebook ads]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diciamolo pure, Facebook offre una delle piattaforme pubblicitarie più potenti più sulla faccia della terra. Basta 1 euro al giorno investito in Facebook Ads per iniziare e il sistema offre metodi molto semplificati per fare pubblicità, senza contare gli input continui che arrivano a chiunque apra una pagina, dal “questo post ha performance del 75%...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Diciamolo pure, Facebook offre una delle <strong>piattaforme pubblicitarie più potenti</strong> più sulla faccia della terra. Basta 1 euro al giorno investito in Facebook Ads per iniziare e il sistema offre metodi molto semplificati per fare pubblicità, senza contare gli input continui che arrivano a chiunque apra una pagina, dal “questo post ha performance del 75% migliori rispetto agli altri” al “raggiungi le persone nelle vicinanze con 5 euro” e tu a quel punto che fai? Non lo promuovi? Certo che si!</p>
<p>Se poi ci mettiamo il fatto che la <strong>portata organica</strong> (il numero di persone raggiunte “senza pagare” attraverso i contenuti generati dalla pagina), <strong>è in picchiata libera</strong> e non accenna a risalire, va da sé che<strong> investire in Facebook Ads</strong>, per chi ha intenzione di renderla una vera risorsa di business, non è un’opzione ma <strong>un obbligo</strong>.</p>
<h2>Facebook Ads, a cosa stare attenti</h2>
<p>Bisogna stare però molto attenti perché dal passare ad investire su Facebook a sprecare dei soldi è un attimo. Senza peraltro contare che <strong>per la piccola impresa anche solo 100 euro al mese “sprecati” su Facebook sono</strong> comunque soldi, <strong>bei soldi</strong>.</p>
<p>Quali sono dunque gli errori più frequenti nelle <strong>Facebook Ads</strong> e quindi assolutamente da evitare?</p>
<p>Quali quelli che fanno sprecare più soldi? Vediamoli insieme.</p>
<h3><strong>1. Non usare il Pannello Gestione Inserzioni, ma fare le inserzioni solo direttamente dalla pagina </strong><em style="font-size: 16px;">(Metti in evidenza il post)</em></h3>
<p>Non fatevi ingannare dal fatto che è facile, veloce e sembra anche efficacissimo, in pochi click promuovi il post che ti interessa, in un batti baleno raggiungi le persone nelle vicinanze e vedere tutte quelle percentuali (like, commenti, condivisioni, persone raggiunte) che aumentano dà una bella emozione.</p>
<p>Il fatto è che purtroppo <strong>le funzionalità di questi strumenti</strong>, pensate appunto per dare un modo semplice per promuoversi anche a chi ha zero competenze, <strong>sono davvero limitatissime e estremamente semplificate</strong>, offrono molte meno opzioni di targeting e in generale, vengono continuamente usate da chi ha davvero una scarsa conoscenza del sistema, che, quindi, si ferma ai primi 4 numeri che offre Facebook circa le performance della propria campagna, che spesso hanno <strong>poco o niente a che vedere i veri indicatori di performance</strong> (tasso di conversione, Cost per Lead, Cost per Acquisition, etc).<br />
Fidati di me, inizia a prendere mano con il Pannello Gestione Inserzioni, che all’inizio ti sembrerà davvero complesso, ma con il tempo ti permetterà di capire quali sono le vere potenzialità di questo straordinario social network.</p>
<h3><strong>2. Non fare test. O farne pochi e senza senso</strong></h3>
<p>Molto spesso chi prova a “sponsorizzare” afferma che “non ha abbastanza soldi/tempo per fare test” o “non ce n’è bisogno, sappiamo noi già cosa funziona”; ecco, queste affermazioni portano a buttare via soldi.</p>
<p><strong>Se non testi cosa funziona</strong> (immagine A o B? Donne o Uomini? Instragram o Facebook? Ottimizzata per link click o per conversioni?) <strong>rischi davvero di pagare molto di più di quello che potresti per azione.</strong> Quindi se con 50 euro potresti raccogliere, che so, 30 contatti, in realtà ne raccogli 10 spendendo la stessa cifra, solo perché non hai provato un’immagine, un pubblico, un posizionamento differente, che ti darebbe molti più risultati con la stessa spesa.</p>
<p>Il fatto è che devi, sempre, <strong>lasciare un po’ di budget per capire cosa performa meglio</strong> prima di “buttarti”, evitando di affidarti all’esperienza di tuo cuggggino che<em> </em>“sa che funzionano meglio le carousel” o che promette “usa le Lead Ads e vai stai sicuro”.</p>
<p><strong>Ogni settore, realtà, campagna, ma anche periodo di tempo, è una realtà a sé</strong>, devi testare per capire cosa funziona meglio per le tue Facebook Ads, di volta in volta.</p>
<h3><strong>3. Non usare il Facebook Pixel…o usarlo poco e senza senso</strong></h3>
<p>Credo<strong> non ci sia errore peggiore che non tracciare</strong>, quando è possibile, gli effettivi risultati che portano le nostre campagne su Facebook, al di là di reazioni, commenti, condivisioni, persone raggiunte, eccetera.</p>
<p>Altro errore: se il tuo obiettivo è portare conversioni, siano esse contatti, aggiunte al carrello, acquisti, registrazioni, o quant’altro, <strong>non c’è niente di peggio che prendere come indicatore di performance il Costo per Click</strong> perché <em>“non abbiamo messo il Facebook Pixel”</em>…sai quanti gruppi inserzioni ho visto che avevano un CPC più alto di altri, ma un Costo per Conversione decisamente più basso?</p>
<p>Non solo è di fondamentale importanza usare il <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/backup/blog/2018/11/12/street-view-in-belgium/">Facebook Pixel</a>, ma ovviamente<strong> anche </strong><strong>tracciare le Conversioni</strong> che le campagne portano sul nostro sito. Farlo in maniera costante e professionale ti aiuta a determinare il <strong>ROAS (Ritorno sull’Investimento Pubblicitario)</strong> che è poi quello che conta davvero.</p>
<h3><strong>4. Mettere online le campagne Facebook Ads e…lasciarle lì</strong></h3>
<p>Di fatto, tranne alcuni casi specifici o alcuni funnel davvero ben creati con costante nuovo traffico in ingresso,<strong> </strong><strong>le Facebook Ads non hanno generalmente vita lunga</strong> (si misura in settimane), soprattutto su pubblici non troppo vasti o, peggio, su pubblici piccoli e con un basso tasso di rinnovo.</p>
<p>Dopo un po’ che sono online infatti <strong>le campagne tendono a dare costi sempre più alti e risultati sempre più bassi</strong>, questo perché Facebook mira a raggiungere in primis le persone più propense a fare quel tipo di azione (conversione, like, click, visualizzazione del video…) nel pubblico che abbiamo creato, inevitabilmente arrivando a “saturarla”.</p>
<p>Ecco perché è molto importante non solo monitorare costantemente le campagne, magari applicando anche delle regole automatizzate per evitare di doverci guardare in continuazione, ma anche<strong> </strong><strong>rinnovare quelle online da un po’</strong> che iniziano a dare performance peggiori, scalare quelle che danno buoni risultati e così via.</p>
<h3>5. Non usare i Pubblici Personalizzati e limitarsi ai “Pubblici Freddi”</h3>
<p>Questo sicuramente è uno degli errori più comuni che commettono anche i brand strutturati che investono migliaia di euro al mese sulla piattaforma.</p>
<p><strong>Se ti limiti a usare i pubblici che crei attraverso le varie opzioni di targeting</strong> (età, sesso, luogo, interessi…), tecnicamente chiamati Pubblici Chiave,<strong> stai perdendo una grandissima occasione</strong> per acquisire contatti e clienti a costi decisamente più bassi con i pubblici personalizzati.<br />
Si tratta di Pubblici creati a partire dalle persone che in qualche modo sono già entrate in contatto con il tuo brand o hanno espresso interesse verso i tuoi prodotti o servizi (es. chi ha interagito con la tua pagina Facebook, account Instagram, sito web, clienti acquisiti, etc) e che quindi sono verosimilmente molto più propensi a richiedere informazioni o acquistare.</p>
<p><strong>I Pubblici Personalizzati</strong>, insieme al Facebook Pixel, sono uno degli strumenti più preziosi che la piattaforma mette a disposizione per acquisire contatti e clienti e trasformare il singolo acquisto in acquisto ripetuto, non puoi assolutamente non utilizzarli se vuoi rendere Facebook una vera risorsa di business, che tu venda offline o online.</p>
<p>Sì lo so, non è semplice fare Facebook Advertising “come si deve”, ma se riesci ad affrontare in modo professionale la piattaforma, a capirne le vere dinamiche o strumenti, può darti risultati davvero spettacolari. Che tu rappresenti un piccolo, medio o grande brand.</p>
<p>Comunque non preoccuparti, se non sai come fare o vuoi dei consigli, contattaci pure a questa email: <a href="mailto:comunicazione@www.edacomunicazione.it">comunicazione@www.edacomunicazione.it</a>, studieremo per la tua attività la strategia migliore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/facebook-ads-i-5-peggiori-errori-da-non-commettere/">Facebook Ads, i 5 peggiori errori da non commettere!</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
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