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	<title>facebook marketing Archivi - EdA Comunicazione</title>
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	<title>facebook marketing Archivi - EdA Comunicazione</title>
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		<title>Facebook Shop: la novità parte dagli Usa</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/facebook-shop-anteprima-usa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2020 10:46:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[facebook marketing]]></category>
		<category><![CDATA[facebook shop]]></category>
		<category><![CDATA[nuove funzionalità facebook]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pandemia ha cambiato per sempre il modo di pensare agli acquisti ed al mercato, sia lato cliente che lato esercente. Non c&#8217;è dunque da stupirsi se il colosso di Zuckemberg ha fiutato l&#8217;opportunità: proprio in questi giorni Facebook Shop fa la sua comparsa negli Stati Uniti! Ti va di saperne di più, ancora prima...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La pandemia ha cambiato per sempre il modo di pensare agli acquisti ed al mercato, sia lato cliente che lato esercente. Non c&#8217;è dunque da stupirsi se il colosso di Zuckemberg ha fiutato l&#8217;opportunità: proprio in questi giorni Facebook Shop fa la sua comparsa negli Stati Uniti!</p>
<p>Ti va di saperne di più, ancora prima che sbarchi in Italia?</p>
<h2>Come funzionerà Facebook Shop</h2>
<p>Facebook Shop sarà integrato nella piattaforma social con l&#8217;obiettivo di rendere più semplici gli acquisti tramite l&#8217;app di FB.<br />
Prima di continuare nella spiegazione delle modalità di funzionamento della novità, riflettiamo un attimo su questo punto.<br />
I <a href="https://gs.statcounter.com/platform-market-share/desktop-mobile-tablet/worldwide">dati mondiali</a> ci dicono che per la prima volta il comportamento di acquisto e-commerce degli utenti fa registrare un sorpasso della modalità mobile su quella desktop:</p>
<ul>
<li>50,88% Smartphone</li>
<li>46,39% Desktop</li>
<li>2,74% Tablet</li>
</ul>
<p>Ecco quindi perché è nato Facebook Shop per app: nulla viene mai fatto a caso nel mondo del web marketing!</p>
<p>Fatta questa precisazione, andiamo avanti.</p>
<p>Facebook Shop sarà un vero e proprio &#8220;luogo protetto&#8221; all&#8217;interno dell&#8217;app, che consentirà alle persone di trovare con estrema facilità prodotti  e brand, tanto quelli di cui si è già fidelizzati clienti che i nuovi che sgomitano per emergere, e di acquistare direttamente.<br />
Neanche a dirlo, è già stata previsto un collegamento con Instagram: <a href="https://about.instagram.com/blog/announcements/instagram-shop-discover-and-buy-products-you-love-all-in-one-place/">Instagram Shop</a> , esattamente con lo stesso obiettivo e modalità d&#8217;uso.</p>
<p>Lato esercente, la comodità messa a disposizione da Facebook Shop è quella di creare un unico negozio online, nel quale i clienti possano fare i propri acquisti sia dal social blu che da Instagram.</p>
<p>La versione ora in fase di test negli Stati Uniti è basica, ma sono già state previste funzionalità aggiuntive per permettere una certa personalizzazione:</p>
<ul>
<li>nuovi layout, per presentare singoli prodotti o gruppi di prodotti nei negozi</li>
<li>possibilità di caricare in anteprima in tempo reale le nuove collezioni</li>
<li>creazione automatica di negozi per nuovi venditori</li>
<li>inserimento di nuovi indicatori per misurare le performance all&#8217;interno del Commerce Manager</li>
</ul>
<h3>La User Experience</h3>
<p>Un aspetto sicuramente molto curato in Facebook Shop sarà quello della user experience dell&#8217;utente: sarebbe stato davvero assurdo se il padre dei social media non avesse tenuto in conto questo particolare!</p>
<p>Molto si punta soprattutto sulla messaggistica live, che permette di poter godere della comodità dell&#8217;acquisto da casa, ma anche dell&#8217;assistenza di un commesso proprio come se si fosse in negozio.<br />
Ci sarà infatti un pulsante di messaggistica all&#8217;interno di Facebook Shop il quale permetterà di inviare messaggi direttamente al negozio scegliendo il proprio canale preferito: Messenger, WhatsApp o Instagram Direct. I clienti potranno inoltre visualizzare i prodotti direttamente nella chat e condividerli anche esternamente, per avere il classico consiglio finale prima dell&#8217;acquisto.</p>
<p>Ancora più innovativa, la funzionalità Live Shopping &#8211; già attiva negli Stati Uniti per Instagram &#8211; che permette ai negozi di vendere direttamente dal video.</p>
<h3>Le nostre riflessioni</h3>
<p>Da professionisti nel mondo della comunicazione abbia l&#8217;obbligo, oltre che il piacere, di essere sempre attenti alle novità, ma anche di guardarle con occhio critico.<br />
Perché se è vero che a prima lettura la notizia potrebbe essere di quelle sensazionali, lo è altrettanto che va fatto uno sforzo di riflessione per capire le reali opportunità di questa innovazione.</p>
<p>Il rischio più elevato che ci sentiamo di sottolineare è l&#8217;idea che potrebbe facilmente diffondersi, secondo la quale, senza alcun tipo di esperienza nel settore vendita online, qualunque esercente potrebbe veder crescere esponenzialmente i suoi fatturati grazie a Facebook Shop.</p>
<p>Ecco: non sarà mai esattamente così! Perché lo strumento può essere interessante, di certo. Ma poi occorre la giusta competenza per capirne punti di forza, da sfruttare, e di debolezza, da tenere bene sotto controllo!</p>
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		<title>Facebook Ads, i 5 peggiori errori da non commettere!</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/facebook-ads-i-5-peggiori-errori-da-non-commettere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 18:45:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[facebook ads]]></category>
		<category><![CDATA[facebook marketing]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti facebook ads]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diciamolo pure, Facebook offre una delle piattaforme pubblicitarie più potenti più sulla faccia della terra. Basta 1 euro al giorno investito in Facebook Ads per iniziare e il sistema offre metodi molto semplificati per fare pubblicità, senza contare gli input continui che arrivano a chiunque apra una pagina, dal “questo post ha performance del 75%...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Diciamolo pure, Facebook offre una delle <strong>piattaforme pubblicitarie più potenti</strong> più sulla faccia della terra. Basta 1 euro al giorno investito in Facebook Ads per iniziare e il sistema offre metodi molto semplificati per fare pubblicità, senza contare gli input continui che arrivano a chiunque apra una pagina, dal “questo post ha performance del 75% migliori rispetto agli altri” al “raggiungi le persone nelle vicinanze con 5 euro” e tu a quel punto che fai? Non lo promuovi? Certo che si!</p>
<p>Se poi ci mettiamo il fatto che la <strong>portata organica</strong> (il numero di persone raggiunte “senza pagare” attraverso i contenuti generati dalla pagina), <strong>è in picchiata libera</strong> e non accenna a risalire, va da sé che<strong> investire in Facebook Ads</strong>, per chi ha intenzione di renderla una vera risorsa di business, non è un’opzione ma <strong>un obbligo</strong>.</p>
<h2>Facebook Ads, a cosa stare attenti</h2>
<p>Bisogna stare però molto attenti perché dal passare ad investire su Facebook a sprecare dei soldi è un attimo. Senza peraltro contare che <strong>per la piccola impresa anche solo 100 euro al mese “sprecati” su Facebook sono</strong> comunque soldi, <strong>bei soldi</strong>.</p>
<p>Quali sono dunque gli errori più frequenti nelle <strong>Facebook Ads</strong> e quindi assolutamente da evitare?</p>
<p>Quali quelli che fanno sprecare più soldi? Vediamoli insieme.</p>
<h3><strong>1. Non usare il Pannello Gestione Inserzioni, ma fare le inserzioni solo direttamente dalla pagina </strong><em style="font-size: 16px;">(Metti in evidenza il post)</em></h3>
<p>Non fatevi ingannare dal fatto che è facile, veloce e sembra anche efficacissimo, in pochi click promuovi il post che ti interessa, in un batti baleno raggiungi le persone nelle vicinanze e vedere tutte quelle percentuali (like, commenti, condivisioni, persone raggiunte) che aumentano dà una bella emozione.</p>
<p>Il fatto è che purtroppo <strong>le funzionalità di questi strumenti</strong>, pensate appunto per dare un modo semplice per promuoversi anche a chi ha zero competenze, <strong>sono davvero limitatissime e estremamente semplificate</strong>, offrono molte meno opzioni di targeting e in generale, vengono continuamente usate da chi ha davvero una scarsa conoscenza del sistema, che, quindi, si ferma ai primi 4 numeri che offre Facebook circa le performance della propria campagna, che spesso hanno <strong>poco o niente a che vedere i veri indicatori di performance</strong> (tasso di conversione, Cost per Lead, Cost per Acquisition, etc).<br />
Fidati di me, inizia a prendere mano con il Pannello Gestione Inserzioni, che all’inizio ti sembrerà davvero complesso, ma con il tempo ti permetterà di capire quali sono le vere potenzialità di questo straordinario social network.</p>
<h3><strong>2. Non fare test. O farne pochi e senza senso</strong></h3>
<p>Molto spesso chi prova a “sponsorizzare” afferma che “non ha abbastanza soldi/tempo per fare test” o “non ce n’è bisogno, sappiamo noi già cosa funziona”; ecco, queste affermazioni portano a buttare via soldi.</p>
<p><strong>Se non testi cosa funziona</strong> (immagine A o B? Donne o Uomini? Instragram o Facebook? Ottimizzata per link click o per conversioni?) <strong>rischi davvero di pagare molto di più di quello che potresti per azione.</strong> Quindi se con 50 euro potresti raccogliere, che so, 30 contatti, in realtà ne raccogli 10 spendendo la stessa cifra, solo perché non hai provato un’immagine, un pubblico, un posizionamento differente, che ti darebbe molti più risultati con la stessa spesa.</p>
<p>Il fatto è che devi, sempre, <strong>lasciare un po’ di budget per capire cosa performa meglio</strong> prima di “buttarti”, evitando di affidarti all’esperienza di tuo cuggggino che<em> </em>“sa che funzionano meglio le carousel” o che promette “usa le Lead Ads e vai stai sicuro”.</p>
<p><strong>Ogni settore, realtà, campagna, ma anche periodo di tempo, è una realtà a sé</strong>, devi testare per capire cosa funziona meglio per le tue Facebook Ads, di volta in volta.</p>
<h3><strong>3. Non usare il Facebook Pixel…o usarlo poco e senza senso</strong></h3>
<p>Credo<strong> non ci sia errore peggiore che non tracciare</strong>, quando è possibile, gli effettivi risultati che portano le nostre campagne su Facebook, al di là di reazioni, commenti, condivisioni, persone raggiunte, eccetera.</p>
<p>Altro errore: se il tuo obiettivo è portare conversioni, siano esse contatti, aggiunte al carrello, acquisti, registrazioni, o quant’altro, <strong>non c’è niente di peggio che prendere come indicatore di performance il Costo per Click</strong> perché <em>“non abbiamo messo il Facebook Pixel”</em>…sai quanti gruppi inserzioni ho visto che avevano un CPC più alto di altri, ma un Costo per Conversione decisamente più basso?</p>
<p>Non solo è di fondamentale importanza usare il <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/backup/blog/2018/11/12/street-view-in-belgium/">Facebook Pixel</a>, ma ovviamente<strong> anche </strong><strong>tracciare le Conversioni</strong> che le campagne portano sul nostro sito. Farlo in maniera costante e professionale ti aiuta a determinare il <strong>ROAS (Ritorno sull’Investimento Pubblicitario)</strong> che è poi quello che conta davvero.</p>
<h3><strong>4. Mettere online le campagne Facebook Ads e…lasciarle lì</strong></h3>
<p>Di fatto, tranne alcuni casi specifici o alcuni funnel davvero ben creati con costante nuovo traffico in ingresso,<strong> </strong><strong>le Facebook Ads non hanno generalmente vita lunga</strong> (si misura in settimane), soprattutto su pubblici non troppo vasti o, peggio, su pubblici piccoli e con un basso tasso di rinnovo.</p>
<p>Dopo un po’ che sono online infatti <strong>le campagne tendono a dare costi sempre più alti e risultati sempre più bassi</strong>, questo perché Facebook mira a raggiungere in primis le persone più propense a fare quel tipo di azione (conversione, like, click, visualizzazione del video…) nel pubblico che abbiamo creato, inevitabilmente arrivando a “saturarla”.</p>
<p>Ecco perché è molto importante non solo monitorare costantemente le campagne, magari applicando anche delle regole automatizzate per evitare di doverci guardare in continuazione, ma anche<strong> </strong><strong>rinnovare quelle online da un po’</strong> che iniziano a dare performance peggiori, scalare quelle che danno buoni risultati e così via.</p>
<h3>5. Non usare i Pubblici Personalizzati e limitarsi ai “Pubblici Freddi”</h3>
<p>Questo sicuramente è uno degli errori più comuni che commettono anche i brand strutturati che investono migliaia di euro al mese sulla piattaforma.</p>
<p><strong>Se ti limiti a usare i pubblici che crei attraverso le varie opzioni di targeting</strong> (età, sesso, luogo, interessi…), tecnicamente chiamati Pubblici Chiave,<strong> stai perdendo una grandissima occasione</strong> per acquisire contatti e clienti a costi decisamente più bassi con i pubblici personalizzati.<br />
Si tratta di Pubblici creati a partire dalle persone che in qualche modo sono già entrate in contatto con il tuo brand o hanno espresso interesse verso i tuoi prodotti o servizi (es. chi ha interagito con la tua pagina Facebook, account Instagram, sito web, clienti acquisiti, etc) e che quindi sono verosimilmente molto più propensi a richiedere informazioni o acquistare.</p>
<p><strong>I Pubblici Personalizzati</strong>, insieme al Facebook Pixel, sono uno degli strumenti più preziosi che la piattaforma mette a disposizione per acquisire contatti e clienti e trasformare il singolo acquisto in acquisto ripetuto, non puoi assolutamente non utilizzarli se vuoi rendere Facebook una vera risorsa di business, che tu venda offline o online.</p>
<p>Sì lo so, non è semplice fare Facebook Advertising “come si deve”, ma se riesci ad affrontare in modo professionale la piattaforma, a capirne le vere dinamiche o strumenti, può darti risultati davvero spettacolari. Che tu rappresenti un piccolo, medio o grande brand.</p>
<p>Comunque non preoccuparti, se non sai come fare o vuoi dei consigli, contattaci pure a questa email: <a href="mailto:comunicazione@www.edacomunicazione.it">comunicazione@www.edacomunicazione.it</a>, studieremo per la tua attività la strategia migliore.</p>
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