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	<title>content marketing Archivi - EdA Comunicazione</title>
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	<title>content marketing Archivi - EdA Comunicazione</title>
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		<title>Chat GPT può renderti completamente autonomo?</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/che-cos-e-chat-gpt-come-usarla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 16:21:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[chat gpt]]></category>
		<category><![CDATA[content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, l&#8217;intelligenza artificiale ha fatto passi da gigante nel campo della produzione di contenuti scritti. Un esempio di questa rivoluzione è rappresentato da Chat GPT, un sistema di generazione di testi avanzati, che sembra promettere di mettere a disposizione anche di persone non skillate la possibilità di scrivere contenuti di elevato valore. Una...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, l&#8217;intelligenza artificiale ha fatto passi da gigante nel campo della produzione di contenuti scritti. Un esempio di questa rivoluzione è rappresentato da Chat GPT, un sistema di generazione di testi avanzati, che sembra promettere di mettere a disposizione anche di persone non skillate la possibilità di scrivere contenuti di elevato valore.<br />
Una riflessione che sta nascendo sul tema è: Chat GPT può rendere un imprenditore o un professionista completamente autonomo nella creazione di contenuti social o di testi per il proprio sito web?</p>
<p>In questo articolo, esploreremo le potenzialità e le sfide legate all&#8217;uso di Chat GPT, chiarendo che cos&#8217;è chat GPT e svelando come questo strumento possa essere certamente un prezioso alleato, ma anche mettendo in evidenza l&#8217;importanza dell&#8217;elemento umano nella sua implementazione.</p>
<h2><strong>Che cos&#8217;è Chat GPT</strong></h2>
<p>Chat GPT è un sistema di intelligenza artificiale (IA) che sfrutta il machine learning per generare testi e risposte nel linguaggio naturale.<br />
È in grado di comprendere e rispondere in maniera coerente a una vasta gamma di domande e comandi, funzionalità che lo rende una risorsa potente per la creazione di contenuti scritti.<br />
Un aspetto sul quale va però posto l’accento è che Chat GPT non è un &#8220;pensatore&#8221; autonomo: è programmato per dare output a partire dalle informazioni, input, fornite attraverso prompt o comandi.</p>
<h3><strong>L&#8217;elemento umano</strong></h3>
<p>Ti anticipiamo subito la nostra visione: ad oggi, nessuna intelligenza artificiale è in grado di sostituire completamente l’essere umano. Neanche Chat GPT.<br />
Insomma, non ci sentiamo obsoleti nel nostro lavoro di esperti in comunicazione!<br />
Uno degli aspetti chiave per un uso efficace di Chat GPT è, infatti, la scrittura dei prompt, dove entra in gioco in tutta la sua importanza l&#8217;elemento umano: la capacità di creare un contesto di riferimento ricco di particolari strategici e di formulare prompt accurati e pertinenti è basilare per ottenere risultati di qualità. Un imprenditore che voglia sfruttare al meglio le potenzialità di Chat GPT dovrebbe essere un anche un professionista esperto in materia di comunicazione per poterlo fare o appoggiarsi a collaboratori interni skillati.</p>
<p>La strategia di base che un professionista della comunicazione segue nella produzione di contenuti consiste nell&#8217;identificare il pubblico di riferimento, stabilendo gli obiettivi e pianificando il messaggio da trasmettere, sui differenti canali.<br />
Questo processo richiede una profonda conoscenza delle dinamiche comunicative e delle esigenze del pubblico.<br />
Chat GPT può essere un valido aiuto nella fase di scrittura effettiva dei testi, ma tutta la fase preliminare di analisi, prodotto di un pensiero critico ed analitico, non può essere demandata a questo strumento, se non, anche in questo caso, sotto guida attenta e precisa di un esperto.</p>
<h3><strong>Ora che sai che cos&#8217;è Chat GPT ricorda: il segreto è sempre l’equilibrio!</strong></h3>
<p>Chat GPT è un&#8217;innovazione straordinaria che ha il potenziale per semplificare notevolmente la creazione di contenuti scritti.<br />
Tuttavia, è fondamentale riconoscere che, per ottenere risultati di alta qualità, l&#8217;elemento umano rimane irrinunciabile. La competenza nella scrittura dei prompt e una solida strategia di comunicazione sono indispensabili per sfruttare al massimo le potenzialità di questa tecnologia.<br />
Insomma, Chat GPT è uno strumento potente, ma nelle mani di chi sa come renderlo efficace, conducendolo nella direzione giusta.</p>
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		<title>Perché ti serve un Piano Editoriale</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/perche-ti-serve-un-piano-editoriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2023 17:02:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[calendario editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[piano editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo noi i primi a dirlo, basandoci su ricerche internazionali: la pubblicazione organica dei contenuti sui social raggiunge in media il 3-5% della fan base totale. Allora perché spendere tempo, danaro ed energie nella costruzione di un PED? In altre parole: a cosa serve un Piano Editoriale? É  una domanda lecita, che i non addetti...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo noi i primi a dirlo, basandoci su <a href="https://blog.hootsuite.com/organic-reach-declining/">ricerche internazionali</a>: la pubblicazione organica dei contenuti sui social raggiunge in media il 3-5% della fan base totale. Allora <strong>perché spendere tempo, danaro ed energie nella costruzione di un PED?</strong> In altre parole: a cosa serve un Piano Editoriale?</p>
<p>É  una domanda lecita, che i non addetti ai lavori hanno tutto il diritto di porsi, proprio spinti dai dati che noi stessi mettiamo a disposizione.<br />
E sta a noi spiegare perché, proprio per questo e per tanti altri motivi, avere u<strong>na chiara e programmatica linea editoriale</strong> può <strong>salvarli dal baratro dell&#8217;inettitudine social</strong>.</p>
<h3>Che cos&#8217;è un Piano Editoriale</h3>
<p>Il piano editoriale è il primo strumento che si realizza dopo aver stilato una Content Strategy. <strong>Contiene le linee essenziali</strong> del</p>
<ul>
<li>cosa</li>
<li>come</li>
<li>quando</li>
<li>perché</li>
<li>dove</li>
</ul>
<p>Un po&#8217; come le, ormai sepolte sotto la polvere, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Regola_delle_5_W">5W del giornalismo</a>.<br />
Inoltre, in questo documento strategico si prendono in considerazione <strong>il tone di voce e l&#8217;identità visuale</strong> dei vari contenuti che dovranno essere prodotti che, a loro volta, vengono desunti dall&#8217;analisi del target che si vuole andare a colpire e del linguaggio che, in un determinato contesto social, utilizza/preferisce.</p>
<p>Ulteriore aspetto che concorre alla creazione del piano editoriale è la <strong>definizione</strong> dell&#8217;obiettivo, anzi, <strong>degli obiettivi legati ad ogni singolo contenuto pubblicato</strong> &#8211; visualizzazioni, condivisioni, commenti, like, click e così via &#8211; <strong>e più in generale al brand</strong> &#8211; b. awareness, b. positioning, acquisto, b. advocacy.</p>
<p>Se volessimo dare una risposta pratica quindi alla domanda &#8220;a cosa serve un piano editoriale?&#8221; diremmo a compilare correttamente una serie di caselle strategiche, per <strong>arrivare alla creazione di un contenuto efficace ed efficiente</strong>.</p>
<h4>La differenza tra Piano Editoriale e Calendario Editoriale</h4>
<p>Altro aspetto che ci aiuta a capire a cosa serve un Piano Editoriale è chiarire la differenza con il Calendario Editoriale.<br />
<strong>Il Piano è uno strumento strategico</strong> che definisce le line guida per la creazione di un contenuto efficace ed efficiente.<br />
<strong>Il Calendario editoriale è uno strumento operativo</strong> composto tenendo conto della strategia definita e contiene testi ed immagini che si andranno poi a pubblicare nelle date indicate al suo interno.</p>
<h2>A cosa serve un Piano Editoriale</h2>
<p>Dopo aver tolto un po&#8217; di nebbia, siamo ora pronti a rispondere alla domanda dalla quale siamo partiti.<br />
Se così poche persone visualizzano i nostri contenuti organici, perché darsi così tanta pena per la realizzazione di quello che, a tutti gli effetti, è un documento strategico? Perché non pubblicare random, nella consapevolezza che &#8220;tanto nessuno vedrà&#8221; e concentrarsi semmai su una strategia di advertising che spinga solo alcuni contenuti?</p>
<p><span>Utilizziamo 3 termini per rispondere a questa domanda</span></p>
<ol>
<li><span><strong>Coerenza</strong><br />
Gli utenti social sono sempre più attenti e, nella maggior parte dei casi, anche consapevoli. Nel momento in cui vengono attratti da una sponsorizzata &#8211; di un brand che non conoscono o del quale hanno vagamente sentito parlare &#8211; la prima cosa che fanno è indagare. Visitano il sito, visualizzano gli account social, vanno alla ricerca di recensioni.<br />
Se tutto ciò che trovano non è coerente con il contenuto sponsorizzato, la valenza dell&#8217;investimento fatto dall&#8217;azienda nell&#8217;advertising diventa pari a zero.</span></li>
<li><span><strong>Fiducia</strong><br />
Strettamente collegato al punto precedente, la customer journey di un utente può partire da punti diversi del percorso &#8211; sappiamo infatti che la sponsorizzata social intercetta bisogni latenti e quindi non ancora consapevoli &#8211; ma conduce allo stesso punto: solo se si sarà conquistata la fiducia della persona si otterrà la conversione che sia il contatto, la condivisione della propria email, l&#8217;acquisto. Atterrare su una pagina che sembra una vecchia città fantasma, non è certo ciò che stimola la creazione di un legame di fiducia.</span></li>
<li><span><strong>Creatività</strong><br />
</span><span>I budget pubblicitari sono una vera spina nel fianco &#8211; per le aziende e per chi come noi fa advertising. Per ottenere un discreto successo, si deve essere disposti ad allargare i cordoni della borsa ed anche a poterlo fare.<br />
Con investimenti centellinati, la concorrenza per la &#8220;poca&#8221; copertura organica è sempre più in aumento e, dunque, per assicurarsi la maggiore visibilità possibile è necessario pubblicare contenuti di valore.</span><span><br />
</span></li>
</ol>
<p>Il Piano Editoriale è utile alla soddisfazione di questi tre aspetti chiave, base sulla quale una strategia di advertising deve necessariamente poggiare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Come creare un reel performante? Istruzioni per l&#8217;uso!</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/come-creare-un-reel-per-instagram/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2022 08:29:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[come creare reel]]></category>
		<category><![CDATA[content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[reel]]></category>
		<category><![CDATA[reel instagram]]></category>
		<category><![CDATA[strategia reel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stare al passo con gli strumenti che il digital mette a disposizione non è semplice. A volte immediato non lo è per noi ..capiamo quindi la confusione che possano generare nei non addetti ai lavori! Chiedersi &#8220;come creare un reel che faccia schizzare le mie visualizzazioni?&#8221; è qualcosa che indubbiamente è capitato a molti, dopo...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Stare al passo con gli strumenti che il digital mette a disposizione non è semplice. A volte immediato non lo è per noi ..capiamo quindi la confusione che possano generare nei non addetti ai lavori!<br />
Chiedersi &#8220;<strong>come creare un reel che faccia schizzare le mie visualizzazioni?</strong>&#8221; è qualcosa che indubbiamente è capitato a molti, dopo che Instagram ha iniziato a spingere in maniera molto forte il <strong>nuovo formato nativo</strong>.</p>
<p>E continua ad essere un interrogativo molto sensato, dato che <strong>l</strong><strong>a bolla iniziale non si è ancora sgonfiata</strong>, anzi.</p>
<p>Proviamo allora a capire meglio insieme questo strumento, nelle sue <strong>potenzialità e</strong> nei suoi <strong>trabocchetti</strong>.</p>
<h3>Non è ancora tempo di miracoli</h3>
<p>Partiamo dal maggiore dei trabocchetti: <strong>creare un reel che renda virale il tuo account in 5 minuti è impossibile</strong>.<br />
E bisogna fare molta attenzione a queste false speranze.<br />
Dietro a dei <strong>risultati a medio/lungo periodo</strong> c&#8217;è sempre una <strong>strategia multicanale</strong>, che si base su</p>
<ul>
<li>elementi differenzianti della <strong>brand identity</strong></li>
<li>analisi del <strong>target di pubblico</strong> che vogliamo attrarre</li>
<li>programmazione e realizzazione di <strong>contenuti di effettivo valore</strong> percepito</li>
</ul>
<p>Sia chiaro: può capitare che al primo reel condiviso le visualizzazioni schizzino e gli account che ti seguono aumentino vertiginosamente.<br />
<strong>Instagram vuole che tu continui a sfruttare il formato nativo</strong> e quindi, alle tue prime pubblicazioni, presterà attenzione a prescindere dalla loro qualità e le proporrà a potenziali utenti in target.<br />
Ma <strong>questo booster iniziale si esaurirà nel tempo di un battito di ciglia</strong> senza una visione strategica a monte e potresti notare un contingente calo di follower, delusi magari dalle successive pubblicazioni del tuo account.</p>
<h2>Vuoi capire come creare reel coinvolgenti? Studia l&#8217;algoritmo!</h2>
<p>E quì, la situazione già si complica. Inevitabilmente oseremo dire.<br />
Saprai infatti che, a decidere se proporre il tuo reel tra quelli consigliati, è <strong>l&#8217;algoritmo di Instagram</strong> che valuta ogni contenuto in base a tutta una<strong> serie di parametri</strong>.<br />
Conoscendoli, possiamo condividere con te alcune <strong>istruzioni per l&#8217;uso</strong>, partendo dalle più semplici:</p>
<ul>
<li>utilizza <strong>contenuti verticali</strong>; perché è vero che anche i video in orizzontale possono essere adattati al formato, ma già questo è un dettaglio che può penalizzarti, perché in contrasto con le linee guida consigliate dallo stesso Instagram</li>
<li>fai moltissima attenzione alla <strong>qualità del video</strong> che carichi; se è sgranato o in bassa, le immagini si vedranno male e&#8230;tu proporresti qualcosa di &#8220;brutto&#8221; ai tuoi amici?</li>
<li>seleziona <strong>musiche o audio direttamente dalla libreria di Instagram</strong>; importare video con musiche già caricate ti penalizzerà</li>
<li><strong>evita</strong> di pubblicare <strong>contenuti condivisi da altre app</strong>, soprattutto se con filigrana ben visibile; l&#8217;algoritmo è un tipo piuttosto geloso!</li>
<li>dai <strong>movimento</strong> al contenuto; testi con transizioni, effetti particolari, filtri sono dettagli che attirano l&#8217;attenzione e che sono valutati positivamente perché spezzano la routine e dunque catturano anche sguardi frettolosi</li>
<li>non limitarti a seguire i<strong> trend</strong>, ma <strong>cerca di crearne</strong>; la creatività è un aspetto particolarmente caro al nostro amico/nemico algoritmo e da sempre l&#8217;originalità viene premiata come elemento che può piacere al pubblico e che dunque va promosso</li>
</ul>
<p>Seguire questi consigli rappresenta sicuramente un&#8217;ottima base per ottenere visibilità. Ma <strong>devi essere costante</strong> e mantenere <strong>sempre alto lo standard</strong> delle tue pubblicazioni.</p>
<p>Se vuoi approfondire e capire come potremmo insieme impostare una strategia di content marketing che preveda anche la pubblicazione di reel, noi ci siamo!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/come-creare-un-reel-per-instagram/">Come creare un reel performante? Istruzioni per l&#8217;uso!</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;evoluzione della keyword: la keyphrase</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/cos-e-una-long-tail-keyword/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2021 19:41:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[content]]></category>
		<category><![CDATA[content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[keyphrase]]></category>
		<category><![CDATA[keyword]]></category>
		<category><![CDATA[keyword planner]]></category>
		<category><![CDATA[keyword research]]></category>
		<category><![CDATA[keyword tool]]></category>
		<category><![CDATA[long tail keyword]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutto ciò che è digitale si modifica e si aggiorna con una velocità pazzesca. E&#8217; difficile per noi addetti ai lavori seguire in maniera costante tutte le novità, quasi impossibile per chi è &#8220;solo&#8221; un interessato. Se ti chiedessi cos&#8217;è una long tail keyword?  Della keyword research avrai di certo sentito parlare. Come della necessità...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/cos-e-una-long-tail-keyword/">L&#8217;evoluzione della keyword: la keyphrase</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto ciò che è digitale si modifica e si aggiorna con una velocità pazzesca. E&#8217; difficile per noi addetti ai lavori seguire in maniera costante tutte le novità, quasi impossibile per chi è &#8220;solo&#8221; un interessato. <strong>Se ti chiedessi cos&#8217;è una long tail keyword? </strong></p>
<p>Della<strong> keyword research</strong> avrai di certo sentito parlare. Come della necessità di capire che cosa un utente digiti sulla temuta barra di Google per ottenere risposte su un determinato argomento, tecnicamente lo <strong>studio del search intent</strong>.<br />
Entrambe queste tecniche di scrittura riguardano il <strong>copywriting in ottica SEO</strong>, quello cioè che fa in modo che i contenuti siano interessanti non solo per l&#8217;essere umano che li legge, ma anche per il motore di ricerca che li interpreta; questo ultimo passaggio è infatti uno dei fattori che determinano il <strong>posizionamento online di un sito e, dunque, di un brand</strong>.</p>
<p>Oggi vogliamo portarti a fare un passo in avanti: <strong>dalla keyword alla keyphrase</strong> per farti capire che cos&#8217;è una long tail keyword.</p>
<h3>All&#8217;inizio era la &#8220;parole chiave&#8221;</h3>
<p>Prima di parlare della nuova svolta verso la keyphrase e capire cos&#8217;è una long tail keyword, ricordiamo velocemente l&#8217;evoluzione che hanno attraversato i tecnicismi attorno al concetto di keyword.<br />
La parola chiave altro non è che <strong>il termine che vogliamo utilizzare per far ritrovare un determinato contenuto</strong>.<br />
Se ad esempio vogliamo che il nostro blog si posizioni nel mondo dei giocattoli per bambini e troviamo che il termine più ricercato è &#8220;bambola&#8221; potremmo decidere di scrivere un articolo che abbia ad oggetto proprio le bambole, di modo che se un utente digita questa parola nella barra di google, il nostro pezzo esca tra le prime risposte.</p>
<p>Inizialmente, l&#8217;algoritmo di Google interpretava il <strong>numero di ripetizioni di una determinata parola chiave all&#8217;interno di un testo</strong> senza dare troppa importanza al contesto.<br />
Per questo la SEO si basava su complessi calcoli che rapportavano la lunghezza in parole di un contenuto, al numero di parole chiave che questo doveva contenere.<br />
Inoltre la keyword andava <strong>posizionata in punti strategici</strong> del testo: entro le prime 130 parole, nei titolo, nel sottotitolo più importante, etc&#8230;</p>
<p>Man mano l&#8217;algoritmo di Google si è raffinato e con esso anche la SEO: sì la parola chiave, ma anche <strong>l&#8217;originalità del testo</strong>,<strong> l&#8217;effettivo valore delle informazioni</strong>, <strong>l&#8217;aggiornamento continuo</strong> se necessario, <strong>i collegamenti esterni ed interni</strong> e tante altre variabili.</p>
<p>Oggi <strong>posizionarsi con una keyword secca è sempre più difficile</strong>. Ed è proprio per questo che si parla, già da un po&#8217; di keyphrase e che noi vogliamo spiegarti cos&#8217;è una long tail keyword.</p>
<h2>Cos&#8217;è una long tail keyword</h2>
<p>Possiamo utilizzare indifferentemente il termine keyphrase o long tail keyword per definire un <strong>insieme di parole, dotate di senso compiuto, che scegliamo per intercettare l&#8217;intento di ricerca dell&#8217;utente e dunque posizionare i nostri contenuti</strong>.</p>
<p>In questo caso, per riprendere l&#8217;esempio del paragrafo precedente, non andremo ad indicizzare semplicemente &#8220;bambole&#8221;, ma magari &#8220;bambole di pezza con capelli biondi&#8221;.</p>
<p><strong>Quali sono le differenze tra queste due scelte in chiave SEO?</strong></p>
<ul>
<li>la keyword intercetta un volume di ricerca più ampio</li>
<li>la keyphrase intercetta un intento di ricerca più preciso</li>
<li>la keyword ha un costo di conversione alto</li>
<li>la keyphrase lavora su numeri minori ma ha un costo di conversione più basso</li>
</ul>
<p>In pratica le long tail keyword ci aiutano a far atterrare sul nostro sito, landing page, articolo blog, <strong>esattamente le persone interessate ad una specifica soluzione per una specifica richiesta.</strong></p>
<p>In conclusione, data l&#8217;enorme competizione che oggi caratterizza il mondo del posizionamento online, sia organico che a pagamento, è meglio decidere di <strong>puntare su una nicchia, con un volume di ricerca minore, ma un costo di conversione altrettanto basso</strong> ed una più alta probabilità di intercettare il search intent.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Link building: che cos’è e perché è utile</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/link-building-che-cose-e-perche-e-utile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Sep 2019 09:22:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Siti e E-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[backlink]]></category>
		<category><![CDATA[content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[link building]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.edacomunicazione.it/test/backup/?p=5727</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ogni tanto ne tiriamo fuori una nuova vero? Ora, questo link building che cos’è?! Tranquillo, te lo spieghiamo nel tempo di un caffè! Quello che di certo non manca nel mondo della comunicazione sono gli strumenti. Anzi, forse ce ne sono troppi, perché poi capire come e se utilizzarli non è facile. Scoprire il link...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/link-building-che-cose-e-perche-e-utile/">Link building: che cos’è e perché è utile</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Ogni tanto ne tiriamo fuori una nuova vero? Ora, questo link building che cos’è?! Tranquillo, te lo spieghiamo nel tempo di un caffè!</strong></h2>
<p>Quello che di certo non manca nel mondo della comunicazione sono gli strumenti. Anzi, forse ce ne sono troppi, perché poi capire come e se utilizzarli non è facile. <strong>Scoprire il link building che cos’è</strong> può aiutarti ad aggiungere un altro tassello alla tua <strong>strategia di marketing online</strong> e a migliorare presenza ed autorevolezza.</p>
<p>Pronto? Si va!</p>
<h3><strong>Link building che cos’è</strong></h3>
<p>Andiamo diretti al punto, il link building che cos’è? Letteralmente significa <strong>costruire tramite link</strong>. Ed in questo caso la traduzione non va poi troppo lontano dall’effettiva spiegazione.</p>
<p>Il link building è un processo attraverso il quale andiamo a <strong>piazzare degli articoli in determinati siti</strong> che, sottoposti ad analisi, sono risultati i migliori in cui essere presenti per <strong>aumentare la nostra autorevolezza nel web</strong>.</p>
<p><strong>Ti faccio un esempio</strong>.<br />
Hai un negozio che vende materiale per il calcio e stai lavorando sulla vendita online. Hai il tuo sito, ben curato, ottimizzato a livello Seo e collegato a campagne ads. L’e-commerce è costruito ad hoc: hai inserito i prodotti con le giuste descrizioni e le foto corrette.<br />
Però non vendi molto.</p>
<p>Ci sarebbe<a href="https://www.edacomunicazione.it/test/backup/blog/2019/04/25/content-marketing/"> tutta una strategia da costruire</a>, ma sicuramente, il link building potrebbe fare per te!<br />
Andremo a fare un’analisi dei siti online che parlano di calcio, a circoscrivere l’area geografica di nostro interesse in base ad una stima della localizzazione del tuo target e faremo una lista di dove essere presente rappresenterebbe un plus importante.<br />
A questo punto, andremo a contattare il responsabile del sito e a capire come inserire un articolo che parli delle tematiche che abbiamo in comune nel suo portale.</p>
<p><strong>Ci potrebbe chiedere due cose</strong>:</p>
<ul>
<li>Il pagamento del link</li>
<li>Uno scambio commerciale</li>
</ul>
<p>Mi dispiace dirtelo, ma gratis è morto!</p>
<h3><strong>Come scrivere un articolo per link building</strong></h3>
<p>Cosa fondamentale, importante quanto capire il link building che cos’è, è<strong> focalizzare come occorre farlo</strong>.<br />
Fai molta attenzione: non stiamo parlando di redazionali in cui esalti chi sei, cosa fai, le qualità dei tuoi prodotti. Questa è un’altra cosa.</p>
<p>L’articolo deve essere costruito per prima cosa <strong>studiando il sito di appoggio</strong>: qual è il tono che ha la scrittura? Di che cosa parlano? Che tipo di informazioni danno e, di conseguenza, che cosa interessa ai loro lettori?<br />
La bravura dell’editor sarà quella di <strong>scrivere un contenuto che sia interessante per il target di riferimento</strong> a livello generico e poi <strong>costruire intelligentemente un’ancora</strong> alla quale linkare il tuo sito.</p>
<p>Per riprendere l’esempio di prima, se nel sito sportivo che abbiamo selezionato il target è quello degli allenatori, potremmo pensare ad un articolo in cui spieghiamo l’importanza di organizzare un allenamento in cui i calciatori siano continuamente stimolati anche a livello mentale, con esercizi di psicocinetica che richiedono attenzione e capacità di decidere in modo rapido, in base allo stimolo visivo ed uditivo. Dedicheremo una parte a tutto il materiale necessario: conetti, cinesini di colori diversi, casacche, ostacoli di altezze diverse: ecco la nostra ancora! Qui linkeremo il nostro sito: <strong>abbiamo dato loro un’idea, una motivazione all’acquisto ed un luogo dove portarlo a termine!</strong></p>
<h3><strong>Perché ti è utile</strong></h3>
<p>Ora hai più chiaro il linkbuilding che cos’è? Bene! Ti rimane da mettere nero su bianco <strong>perché ti è utile</strong>.</p>
<p>Ecco la nostra lista:</p>
<ul>
<li>Aumenta l’autorevolezza</li>
<li>Ti connette ad un’audience targettizzato</li>
<li>Conduce il potenziale utente sul tuo sito, già “caldo” e motivato all’acquisto</li>
<li>Google spingerà il tuo sito, perché più sei linkato da altri siti e più significa che sai dare risposte a quel target di utenti</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/link-building-che-cose-e-perche-e-utile/">Link building: che cos’è e perché è utile</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
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		<title>Come produrre contenuti di qualità</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/come-produrre-contenuti-di-qualita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Sep 2019 08:40:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[digital strategy]]></category>
		<category><![CDATA[produrre contenuti di qualità]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere contenuti di qualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non ci stancheremo mai di ripeterlo: quello che conta non è, solo, la quantità! Se non sai come produrre contenuti di qualità stai compromettendo il tuo posizionamento online. Perché? Prima regola per un web marketing efficace: sapere come produrre contenuti di qualità! Inutile girarci intorno. Perché il web è un mondo che non perdona. Le...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Non ci stancheremo mai di ripeterlo: quello che conta non è, solo, la quantità! Se non sai come produrre contenuti di qualità stai compromettendo il tuo posizionamento online. Perché?</strong></h2>
<p><strong>Prima regola per un web marketing efficace</strong>: sapere come produrre contenuti di qualità!<br />
Inutile girarci intorno. Perché il web è un mondo che non perdona. Le notizie corrono con una velocità impressionante e, così come è più facile raggiungere un’enorme numero di potenziali clienti, così in un soffio puoi vederli svanire.</p>
<p><strong>La reputazione online è sempre più importante</strong>, ma anche più<strong> difficile da guadagnare e facilissima da perdere</strong>.<br />
Ecco perché non devi mai perdere di vista la qualità, in ogni cosa che pubblichi, condivi, proponi.</p>
<p>Ma, come produrre contenuti di qualità? Noi qualche consiglio possiamo dartelo!</p>
<h3><strong>Partiamo dalle immagini</strong></h3>
<p>Anche l’occhio vuole la sua parte. Anzi, forse oggi come oggi <strong>l’immagine è la prima cosa che cattura il nostro sguardo</strong>. Perché siamo bombardati da milioni di messaggi al secondo, moltissimi dei quali potenzialmente in target e portatori di risposte che fanno al caso nostro.</p>
<p>Fondamentale dunque riuscire a carpire l’attenzione dell’utente e, di seguito, saperla mantenere. A volte però si cade in dei burroni enormi, che per fretta e momentanea cecità non riusciamo a vedere.<br />
Eccoti <strong>alcuni dei più grandi errori che puoi fare</strong>, esempi di come NON produrre contenuti di qualità:</p>
<ol>
<li>Scaricare immagini da Google e apporci sopra semplicemente il tuo logo. In questo caso, non ti fai solo un danno a livello di creatività, ma puoi incorrere anche in <strong>problemi legati alla violazione del copyright</strong>. Occhio!</li>
<li>Scegliere font, magari singolarmente anche belli, ma che insieme cozzano. <strong>L’armonia è fondamentale</strong> nel momento in cui crei un’immagine con un testo. Vai sul semplice, non inventarti nulla di stratosferico, non forzare la mano. Stay easy!</li>
<li>Impostare il profilo colore sbagliato. Se non sei abituato a spaziare dalla grafica off a quella online ricordati sempre che se per la prima il profilo colore da utilizzare è il CMYK, <strong>per l’online devi andare sull’RGB</strong>.</li>
</ol>
<h3><strong>Come produrre contenuti di qualità a livello testuale</strong></h3>
<p>Molto spesso quando si parla di content marketing la tendenza è quella a pensare direttamente al testo. In realtà come abbiamo già spiegato in <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/backup/blog/2019/04/25/content-marketing/">un precedente articolo</a>, non è così: del content fa parte il messaggio in tutte le sue declinazioni.</p>
<p>Scrivere contenuti di qualità e forse ancora più difficile che produrre immagini attraenti. Perché <strong>lì fuori c’è una giungla, con blogger che producono caterve di materiale</strong> ogni giorno.<br />
E come fai a farti notare, tra tutti loro?</p>
<p>Non c’è una formula magica. Però di certo la prima cosa che paga è <strong>l’originalità unita alla riconoscibilità</strong>.<br />
Come fanno a coesistere questi due aspetti? Te lo stai chiedendo certo: ma per capire come produrre contenuti di qualità ci si deve ingegnare!</p>
<p>L’originalità coincide con la riconoscibilità se sei in grado di <strong>sviluppare uno stile di scrittura personale</strong>. Puoi distinguerti in vari modi:</p>
<ul>
<li>Usando sempre un tono ironico</li>
<li>Facendo uso di citazioni come file rouge dei tuoi articoli</li>
<li>Preferendo termini ricercati, aulici, non abusati</li>
</ul>
<p>Altra cosa fondamentale, <strong>devi fare tanta ricerca</strong>. Difficilmente troverai un argomento del quale nessuno ha mai parlato: come dicevamo all’inizio, nel web tutto corre veloce. Però se approfondisci, confronti, analizzi, puoi essere in grado di dare una tua chiave, personale.</p>
<p>Ultimo suggerimento, cerca sempre di<strong> far incontrare il piano teorico con quello pratico</strong>: esempi, esperienze condivise e consigli rendono i tuoi pezzi più in grado di rispondere alla domanda dell’utente che si è avvicinato al tuo blog.</p>
<p>Hai le idee più chiare ora su come produrre contenuti di qualità? Se hai bisogno di altro, contattaci e saremo felici di aiutarti!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Search Intent Optimization: che cosa vogliono?</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/search-intent-optimization-che-cosa-vogliono/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jul 2019 19:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[intenti di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Search Intent Optimization]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Occuparsi di content marketing è molto complesso perché bisogna costantemente stare al passo con le novità. Cosa sai della Search Intent Optimization? In un precedente articolo ti ho già spiegato come concentrarsi solo sulle keywords sia ormai una tecnica obsoleta per garantire al tuo sito un buon posizionamento sui motori di ricerca. Ora voglio spiegarti...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/search-intent-optimization-che-cosa-vogliono/">Search Intent Optimization: che cosa vogliono?</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Occuparsi di <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/backup/blog/2019/04/25/content-marketing/">content marketing</a> è molto complesso perché bisogna costantemente stare al passo con le novità. Cosa sai della Search Intent Optimization?</h2>
<p>In un <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/backup/blog/2019/03/01/seo-in-pillole/">precedente articolo</a> ti ho già spiegato come concentrarsi solo sulle keywords sia ormai una tecnica obsoleta per garantire al tuo sito un buon posizionamento sui motori di ricerca. Ora voglio spiegarti come della Search Engine Optimization una parte fondamentale sia la Search Intent Optimization.<br />
L&#8217;algoritmo di Google cambia molto spesso e raffina gli indicatori tramite i quali giudica il tuo sito e soprattutto i contenuti che proponi: essere originali ed usare le giuste parole chiave, non basta più.</p>
<h3>Studia il tuo target, scopri cosa vuole</h3>
<p>Ormai avrai imparato a memoria che il primo elemento dal quale partire sempre quando devi produrre un contenuto è un&#8217;analisi del target di riferimento: tono di voce, informazioni, immagini, dovranno essere differente e studiate perfettamente per le esigenze dei tuoi potenziali clienti. La comunicazione implica qualcuno che abbia qualcosa da dire e qualcuno che voglia ascoltarlo: se sbagli i modi, nessuno ascolterà il tuo messaggio.</p>
<p>Secondo passo, capire che cosa di specifico sta cercando il tuo target: ogni persona che digita una chiave di ricerca su Google è mosso da un&#8217;intenzione, da un bisogno di risposta ad una domanda. Che può essere più o meno complessa.</p>
<p>Il tuo compito, se vuoi essere un buon comunicatore, ottenere dei lead e convertirli in clienti è proprio questo: capire l&#8217;intenzione di chi cerca.<br />
Per dirla all&#8217;inglese, devi diventare un esperto di Search Intent Optimization, cioè essere in grado di proporre dei contenuti ottimizzati per dare risposte coerenti con l&#8217;intento di ricerca del tuo target.</p>
<h3>Gli intenti di chi cerca</h3>
<p>Solitamente ci sono tre tipologie di motivazioni che portano ad una ricerca sul web e se vuoi lavorare sulla Search Intent Optimization devi essere in grado di riconoscerle.</p>
<ul>
<li>Intento Commerciale: quello di chi cerca perché vuole acquistare. Ha un bisogno e vuole soddisfarlo subito.</li>
<li>Intento Informativo: facile da comprendere che riguardi chi, appunto, è alla ricerca di informazioni, notizie, approfondimenti.</li>
<li>Intento di Navigazione: caratterizza che sa già dove vuole atterrare, ma non conosce l&#8217;url giusta da digitare. Tipo se volessi visitare il sito di Esperienze d&#8217;Arte Comunicazione, ma sapessi l&#8217;indirizzo esatto.</li>
</ul>
<p>In che modo puoi dunque lavorare sulla Search Intent Optimization?<br />
Una volta che hai studiato il suo target e capito che cosa lo spinge a digitare quella parola o quella combinazione di termini sulla barra di ricerca di Google, devi fare in modo che ogni tua pagina ed ogni tuo testo, sia in grado di rispondere a quella esigenza.</p>
<p>Ricordati che dietro alla tastiera c&#8217;è sempre una persona, mettiti nei suoi panni e cerca di capire: quale risposta vorrei io a questa domanda se fossi nei suoi panni?<br />
Ti faccio un esempio stupidissimo, ora che siamo in periodo di vacanze. Se la chiave di ricerca fosse &#8220;vacanza Sardegna&#8221;, prima di scrivere il tuo contenuto dovresti fare un&#8217;analisi di ciò che può essere sotteso da questi due termini. Così, al volo, io direi che quell&#8217;utente potrebbe voler sapere:</p>
<ul>
<li>come arrivare in Sardegna</li>
<li>offerte per voli e/o traghetti</li>
<li>spiagge più belle</li>
<li>le migliori strutture attorno alle spiagge più belle</li>
<li>le attrattive di quella località</li>
</ul>
<p>ti viene in mente altro? Bene, perché più risposte dai e più stai lavorando di Search Intent Optimization!</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quanti articoli scrivere a settimana?</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/quanti-articoli-scrivere-a-settimana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jun 2019 08:01:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[articoli blog]]></category>
		<category><![CDATA[calendario blog]]></category>
		<category><![CDATA[calendario editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicazioni blog]]></category>
		<category><![CDATA[quanti articoli scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[quanti articoli scrivere a settimana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo è uno dei dubbi amletici che ogni blogger ha. Decidere quanti articoli scrivere a settimana, è importante soprattutto all’inizio quando bisogna gestire le forze. E significa organizzare al meglio le proprie risorse in vista dell&#8217;obiettivo. So di non sapere diceva Socrate. Non preoccuparti quindi se ti stai ritrovando a chiederti quanti articoli scrivere a...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/quanti-articoli-scrivere-a-settimana/">Quanti articoli scrivere a settimana?</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Questo è uno dei dubbi amletici che ogni blogger ha. Decidere quanti articoli scrivere a settimana, è importante soprattutto all’inizio quando bisogna gestire le forze. E significa organizzare al meglio le proprie risorse in vista dell&#8217;obiettivo.</h2>
<p>So di non sapere diceva Socrate. Non preoccuparti quindi se ti stai ritrovando a <strong>chiederti quanti articoli scrivere a settimana nel tuo blog</strong> per tenere il ritmo, salire nella riconoscibilità e creare un tuo seguito.<br />
Proviamo ad aiutarti noi!</p>
<p>Secondo la nostra esperienza <strong>almeno due articoli a settimana</strong> sono un buon compromesso, già <strong>con tre si inizia a fare sul serio. </strong>Certo, <strong>uno è il limite minimo</strong> e soprattutto <strong>bisogna essere costanti nel tempo</strong>. Inutile partire sparati per poi fermarsi o pubblicare una volta ogni tanto quando ci ricordiamo di avere un blog!</p>
<h3>Blog, Inbound Marketing ed Autorevolezza</h3>
<p>In verità <strong>riuscire a capire il giusto ritmo di pubblicazione non è semplice.<br />
</strong>La risposta non banale potrebbe essere, dipende. Concettualmente <strong>il blog è pensato per pubblicare contenuti uno dopo l’altro</strong>, con una sequenza temporale, all’infinito. Questo in linea di massima. Poi <strong>esistono dei parametri</strong> che possono aiutare, ma una regola ben definita e unica in realtà non esiste.</p>
<p>Possiamo dirti però che specialmente all’inizio, <strong>quando si ha bisogno di crescere velocemente,</strong> bisognerebbe creare un insieme di articoli capaci di <strong>innescare il processo di <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/backup/blog/2019/04/22/inbound-marketing/">inbound marketing</a></strong>.</p>
<p>Certo questo <strong>aiuta nel posizionamento su google</strong>, ma <strong>l’autorevolezza la raggiungi solamente nel lungo periodo</strong>. Se inizi a pubblicare un discreto numero di articoli a settimana, con costanza, allora puoi ottenere vantaggi strategici e <strong>avrai più contenuti per accrescere social network e newsletter</strong>.</p>
<p>Puoi inoltre <strong>accedere a <a href="https://news.google.com/?hl=it&amp;gl=IT&amp;ceid=IT:it">Google News</a></strong>, la cui chiave principale di scelta è proprio il <strong>ritmo di pubblicazione frequente e continuo</strong>. In questo modo il crawl si allinea alle abitudini editoriali e passa più frequentemente sul tuo sito, dando più attenzione nei contenuti.</p>
<p>Cosa fondamentale se si vuole pubblicare tutti i giorni, è sempre <strong>il valore dei contenuti</strong>. Scrivere molto e male non serve a nessuno. MAI abbassare la qualità, a quel punto se non si possono sostenere pubblicazioni giornaliere di buon livello allora vale la regola meno, ma buoni.</p>
<p>Un consiglio, <strong>se lavori su un blog molto specifico</strong>, <strong>meglio operare con un ritmo di pubblicazione basso: </strong>rischi di esaurire il tuo calendario editoriale in poco tempo.</p>
<p>Per quanto riguarda il nostro <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/backup/blog/">blog</a>, la nostra scelta è stata quella dei <strong>3 post a settimana</strong>, variando il campo di azione:</p>
<ul>
<li>web marketing</li>
<li>innovazione</li>
<li>grafica</li>
<li>seo</li>
</ul>
<p>Ci siamo divisi i compiti all’interno del nostro staff e ci diamo delle scadenze in modo che questo lavoro importante e costante sia di buon livello e sostenibile.</p>
<p>E tu come fai? <strong>Se hai le idee un po’ confuse o non sai come fare</strong>, contattaci pure: <a href="mailto:info@esperienzedartecomunicaizone.it">info@esperienzedartecomunicaizone.it</a></p>
<p>Ci occuperemo noi del tuo blog e se ancora non hai un sito, beh, allora ne costruiremo uno fantastico per te che esprima al meglio il tuo business!</p>
<blockquote><p><strong>Le idee non sono di nessuno, sono di chi le esprime meglio.<br />
(Emilio Cecchi)</strong></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/quanti-articoli-scrivere-a-settimana/">Quanti articoli scrivere a settimana?</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Content marketing</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/content-marketing/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Apr 2019 09:45:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[contenuti]]></category>
		<category><![CDATA[piano di content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[programmazione online]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicazione]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché scrivere contenuti migliora le tue possibilità di vendere Ne avrai sicuramente sentito parlare del content marketing e vagherai tra momenti in cui ti sembra estremamente semplice ad altri in cui fissi un foglio bianco e non sai come uscirne. Tranquillo, è tutto normale! La prima cosa che devi avere chiaro è lo scopo del...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/content-marketing/">Content marketing</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Perché scrivere contenuti migliora le tue possibilità di vendere</h2>
<p>Ne avrai sicuramente sentito parlare del <strong>content marketing</strong> e vagherai tra momenti in cui ti sembra estremamente semplice ad altri in cui fissi un foglio bianco e non sai come uscirne.<br />
Tranquillo, è tutto normale!</p>
<p>La prima cosa che <strong>devi avere chiaro</strong> è lo <strong>scopo del content marketing</strong>, per poi poterti muovere agevolmente dapprima nella <strong>creazione della strategia</strong> che vuoi attuare <strong>e poi nei contenuti</strong> che ti aiuteranno a raggiungere il tuo obiettivo.</p>
<p>Per quanto ci abbiano sempre detto che <strong>la creatività sia un mix letale di genio e sregolatezza</strong>, al tempo del web in cui tutto è già stato inventato e c’è un appiattimento nelle modalità di cercare contatti, <strong>quello che fa la differenza è la pianificazione</strong>.</p>
<p>L’originalità è importante, ma viene dopo.</p>
<h3>Content marketing, che cos’è</h3>
<p>Con questa parola ci si riferisce alla <strong>strategia di produrre contenuti in grado di attirare l’attenzione di un numero importante di persone.<br />
</strong>Questo è il primo passo. Perché una volta che hai fatto in modo che tra i milioni di messaggi che ci bombardano ad ogni secondo, qualcuno scelga di fermarsi e “approfondire” il tuo, hai già segnato un enorme punto a tuo vantaggio.</p>
<p>Dando una definizione ancora più specifica, <strong>occuparsi di content marketing significa progettare, produrre ed ottimizzare contenuti digitali che diano un valore aggiunto all’utente</strong>. In questo modo, la persona soddisfatta si ricorderà di te.</p>
<p>Facciamo un altro passo ancora. <strong>Attraverso il content marketing riesci a trasformare un utente freddo in un contatto caldo</strong>.<br />
Ti spiego.<br />
Passiamo moltissimo tempo online, ma poco è quello in cui oggettivamente stiamo cercando qualcosa da comprare. In quei momenti è probabile che non facciamo neppure ricerca e ci dirigiamo direttamente che so su amazon, ebay o siti specifici di ecommerce nei quali siamo abituati ad acquistare.<br />
Molte volte accade qualcosa di diverso. Che stiamo gironzolando nel web tra social, notizie, magari pure gossip e<strong> qualcosa attrae la nostra attenzione</strong>. Tanto da magari farci pure venire in mente che di quell’oggetto, di quel corso, di quell’offerta ne potremmo pure avere bisogno.<br />
<strong>Mentre gironzolavamo eravamo un utente freddo</strong> per l’azienda perché la nostra propensione all’acquisto era zero. Quando ha intercettato la nostra attenzione e ci ha fatto fermare a leggere o guardare, ci ha fatto <strong>fare un passo lungo la strada che ci conduce a diventare un contatto caldo, cioè quello quasi pronto per acquistare</strong>.</p>
<p>Ed eccoci arrivati, per passaggi successivi, alla definizione finale: <strong>il content marketing altro non è che una strategia che ci porta a creare e pubblicare contenuti, rivolti a specifici target, per condurli all’azione finale dell’acquisto</strong>.</p>
<h3>La tavola periodica del content marketing</h3>
<p>Ti starai già chiedendo <strong>quali sono gli strumenti</strong> per realizzare una corretta strategia di content marketing.<br />
Forse non sarai felice che sono molti più di quelli che puoi immaginare!</p>
<p>Nel “lontano” 2014 <strong>Cris Lake produsse per Econsultancy la<a href="https://econsultancy.com/introducing-the-periodic-table-of-content-marketing/"> Tavola Periodica del Content Marketing</a></strong>, rifacendosi alla più famosa degli elementi chimici: ecco, <strong>quelli sono tutti gli strumenti del content marketing che dovresti/potresti utilizzare per costruire una strategia vincente!</strong></p>
<p>Però aspetta, prima di metterti le mani nei capelli! <strong>Non devi utilizzarli tutti quanti e tutti insieme</strong>, ma anzi lo scopo è proprio l’opposto. Analizzando cioè il tuo mercato di riferimento <strong>puoi scegliere quali leve utilizzare</strong> e devi anche essere il più specifico possibile.</p>
<p>Non è vero che creare quanti più contenuti possibili, su tutti i media a tua disposizione, per arrivare ad un pubblico enormemente ampio è la cosa migliore.</p>
<p>Anzi, è vero il contrario.</p>
<ul>
<li>Scrivere tanti contenuti è buono <strong>se sono tutti contenuti di qualità</strong>, tutti capaci di dare un valore aggiunto a chi li legge</li>
<li>Se il tuo pubblico non ascolta podcast, è inutile che ti sbatti per produrre contenuti su questo media</li>
<li>Se il tuo prodotto è interessante per ragazzi dai 20 ai 25 anni, che hanno una potenzialità di spesa medio alta, è inutile andare a mirare a target differenti</li>
</ul>
<p><strong>Per realizzare un content marketing efficace devi operare scelte in differenti aree</strong>:</p>
<ol>
<li>Strategia</li>
<li>Formati (testo, video, immagine, presentazione&#8230;)</li>
<li>Tipologia di contenuto (intervista, articolo, post, infografica, form&#8230;)</li>
<li>Piattaforme (facebook, instagram, sito, blog di terzi&#8230;)</li>
<li>Metriche di misurazione del successo (like, condivisioni, conversioni, contatti&#8230;)</li>
<li>Obiettivi</li>
<li>Trigger (fattori emotivi che porteranno alla condivisione)</li>
</ol>
<p>Infine <strong>dovrai avere una check-list</strong> che ti permetta di capire cosa devi migliorare, modificare, accantonare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/content-marketing/">Content marketing</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
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		<title>Engagement, perché aumentarlo ti conviene</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/engagement-perche-aumentarlo-ti-conviene/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Apr 2019 09:28:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[coinvolgimento]]></category>
		<category><![CDATA[content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[engagement]]></category>
		<category><![CDATA[engagement rate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come sai che stai lavorando bene sui social? E’ il livello di engagement dei tuoi account a dirtelo. E, sia chiaro, tu devi assolutamente saperlo! In quasi tutti gli articoli di questo blog, tendiamo a sottolineare come esserci sia solo una parte del lavoro. Quando si parla di comunicazione, non basta fare, ma è fondamentale...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Come sai che stai lavorando bene sui social? E’ il livello di engagement dei tuoi account a dirtelo. E, sia chiaro, tu devi assolutamente saperlo!</h2>
<p>In quasi tutti gli articoli di questo blog, tendiamo a sottolineare come <strong>esserci sia solo una parte del lavoro</strong>. Quando si parla di comunicazione, non basta fare, ma è fondamentale fare bene. Perché <strong>tutto è misurabile</strong> e l’online ha accorciato le distanze in maniera assoluta. <strong>L’engagement è uno di quei numerini che proprio non puoi fare a meno di conoscere.</strong></p>
<p>Quello che ti da il peso della <strong>differenza tra “investire soldi nel social” e “buttare soldi nei social”</strong>.</p>
<p>L’<strong>engagement rate</strong> è il <strong>numero di interazioni ottenute da un tuo contenuto</strong>, dalla tua pagina, da una qualsiasi attività tu abbia impostato.<br />
Conoscerlo ti serve per capire <strong>se quello che stai facendo è efficace</strong>:</p>
<ul>
<li>Il modo in cui scrivi il testo</li>
<li>L’invito all’azione</li>
<li>La grafica che hai scelto</li>
<li>Il tipo di campagna promozionale</li>
</ul>
<p>tutto questo deve essere analizzato alla luce dell’engagement che produce. In altre parole ti dice <strong>quanto sei in grado di coinvolgere le persone.</strong></p>
<p>Prima di entrare nello specifico, voglio metterti davanti <strong>due fatti assodati e fondamentali</strong>:</p>
<ol>
<li>Non è solo il numero di fan o di persone che ti seguono a decretare il successo della tua pagina</li>
<li>La portata organica dei social è scesa di molto, e questo è vero. Ma ciò non significa che la risposta a tutto sia “perché non investi in adw”. Se ti dicono così, ti stanno dicendo una cavolata.</li>
</ol>
<h3>Engagement, come calcolarlo</h3>
<p>Prima di poter analizzare punti deboli e forti della tua strategia, devi avere un numero al quale rapportarti per iniziare le tue elucubrazioni mentali. Quindi, vediamo <strong>come si calcola questo importante parametro</strong>.<br />
Ci sono <strong>tre tipologie di engagement</strong> che puoi calcolare:</p>
<ul>
<li>Quello <strong>di un singolo contenut</strong>o, che si ottiene dividendo la somma delle interazioni avvenute su quel contenuto, per il totale delle persone che lo hanno visualizzato, il tutto moltiplicato per cento</li>
<li>Quello <strong>di più contenuti</strong> per cui ripeti la formula di cui sopra addizionando di volta in volta il numero degli altri post e poi dividendo per il numero dei post che hai sommato e moltiplicando in fine per cento</li>
<li>Quello <strong>di un account</strong>, che si calcola sommando tutte le interazioni avute con i diversi post, diviso il numero dei post e poi diviso per il numero di fan totali</li>
</ul>
<p>Se non hai voglia di fare questi calcoli complessi, per il singolo post te lo dice direttamente facebook. Se sei un po’ pratico di <strong>insight</strong>, vedrai che accanto alla reach (cioè il numero di persone raggiunte) trovi l’engagement rate.</p>
<p>Confrontando questi dati tra di loro ed in diversi periodi dell’anno, <strong>puoi vedere quando e con che tipologia di contenuti</strong> sei riuscito a ottenere un maggior coinvolgimento nella tua pagina.<br />
Analizza il modo in cui li hai scritto, la grafica, la CTA che avevi proposto, il messaggio che avevi voluto mandare, giorni ed orari in cui hai pubblicato, e così <strong>fatti un’idea di cosa la tua audience ama e si aspetta da te</strong>.</p>
<h3>Come migliorarlo</h3>
<p>Il consiglio più importante che potrei mai darti è estremamente semplice, quasi banale. Peccato che in pochi lo facciano: <strong>ascolta il tuo pubblico.<br />
</strong>L’errore più grande che facciamo è scrivere e creare contenuti, anche graficamente, che piacciono a noi, senza metterci nei panni di chi dobbiamo interessare.<br />
Hai mai sentito parlare di <strong>buyer personas?</strong> E’ da lì che devi partire per realizzare i tuoi contenuti e poi, con l’analisi dell’engagement, vai ad ottimizzarli.</p>
<p>Un altro strumento che può servirti per creare dei picchi e smuovere la tua audience è <strong>creare dei contest</strong>: metterla sulla sfida, divertente e stimolante, è sempre un buon modo per risvegliare un pubblico dormiente. Il contro di questa strategia è di essere appunto momentanea: se poi non dai una sferzata generale alla tua pagina, tutto si risolverà in una nuvola passeggera.</p>
<p>Più semplice ancora può essere <strong>creare un giweaway</strong>, che tradotto semplicemente dall’inglese significa “regalare qualcosa”: in pratica chiedi ai “tuoi” di compiere un’azione sulla tua pagina o sulla loro magari taggandoti ed in cambio gli regali qualcosa. Può essere ottimo anche per aumentare i fan della pagina, perché magari chi ti segue potrebbe coinvolgere amici che ancora non lo fanno.</p>
<p>Altre prove che potresti fare, riguardano ad esempio la<strong> creazione di un momento di coinvolgimento in diretta</strong>, in cui i tuoi fan possano rapportarsi direttamente con te o con il tuo marchio e porre quesiti, togliersi curiosità. <strong>Questo momento però va preparato molto bene</strong>, con post successivi che portino a creare interesse e pathos, perché altrimenti rischi di ritrovarti in diretta da solo&#8230;</p>
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