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	<title>calendario editoriale Archivi - EdA Comunicazione</title>
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	<title>calendario editoriale Archivi - EdA Comunicazione</title>
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		<title>Perché ti serve un Piano Editoriale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2023 17:02:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[calendario editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[piano editoriale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo noi i primi a dirlo, basandoci su ricerche internazionali: la pubblicazione organica dei contenuti sui social raggiunge in media il 3-5% della fan base totale. Allora perché spendere tempo, danaro ed energie nella costruzione di un PED? In altre parole: a cosa serve un Piano Editoriale? É  una domanda lecita, che i non addetti...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo noi i primi a dirlo, basandoci su <a href="https://blog.hootsuite.com/organic-reach-declining/">ricerche internazionali</a>: la pubblicazione organica dei contenuti sui social raggiunge in media il 3-5% della fan base totale. Allora <strong>perché spendere tempo, danaro ed energie nella costruzione di un PED?</strong> In altre parole: a cosa serve un Piano Editoriale?</p>
<p>É  una domanda lecita, che i non addetti ai lavori hanno tutto il diritto di porsi, proprio spinti dai dati che noi stessi mettiamo a disposizione.<br />
E sta a noi spiegare perché, proprio per questo e per tanti altri motivi, avere u<strong>na chiara e programmatica linea editoriale</strong> può <strong>salvarli dal baratro dell&#8217;inettitudine social</strong>.</p>
<h3>Che cos&#8217;è un Piano Editoriale</h3>
<p>Il piano editoriale è il primo strumento che si realizza dopo aver stilato una Content Strategy. <strong>Contiene le linee essenziali</strong> del</p>
<ul>
<li>cosa</li>
<li>come</li>
<li>quando</li>
<li>perché</li>
<li>dove</li>
</ul>
<p>Un po&#8217; come le, ormai sepolte sotto la polvere, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Regola_delle_5_W">5W del giornalismo</a>.<br />
Inoltre, in questo documento strategico si prendono in considerazione <strong>il tone di voce e l&#8217;identità visuale</strong> dei vari contenuti che dovranno essere prodotti che, a loro volta, vengono desunti dall&#8217;analisi del target che si vuole andare a colpire e del linguaggio che, in un determinato contesto social, utilizza/preferisce.</p>
<p>Ulteriore aspetto che concorre alla creazione del piano editoriale è la <strong>definizione</strong> dell&#8217;obiettivo, anzi, <strong>degli obiettivi legati ad ogni singolo contenuto pubblicato</strong> &#8211; visualizzazioni, condivisioni, commenti, like, click e così via &#8211; <strong>e più in generale al brand</strong> &#8211; b. awareness, b. positioning, acquisto, b. advocacy.</p>
<p>Se volessimo dare una risposta pratica quindi alla domanda &#8220;a cosa serve un piano editoriale?&#8221; diremmo a compilare correttamente una serie di caselle strategiche, per <strong>arrivare alla creazione di un contenuto efficace ed efficiente</strong>.</p>
<h4>La differenza tra Piano Editoriale e Calendario Editoriale</h4>
<p>Altro aspetto che ci aiuta a capire a cosa serve un Piano Editoriale è chiarire la differenza con il Calendario Editoriale.<br />
<strong>Il Piano è uno strumento strategico</strong> che definisce le line guida per la creazione di un contenuto efficace ed efficiente.<br />
<strong>Il Calendario editoriale è uno strumento operativo</strong> composto tenendo conto della strategia definita e contiene testi ed immagini che si andranno poi a pubblicare nelle date indicate al suo interno.</p>
<h2>A cosa serve un Piano Editoriale</h2>
<p>Dopo aver tolto un po&#8217; di nebbia, siamo ora pronti a rispondere alla domanda dalla quale siamo partiti.<br />
Se così poche persone visualizzano i nostri contenuti organici, perché darsi così tanta pena per la realizzazione di quello che, a tutti gli effetti, è un documento strategico? Perché non pubblicare random, nella consapevolezza che &#8220;tanto nessuno vedrà&#8221; e concentrarsi semmai su una strategia di advertising che spinga solo alcuni contenuti?</p>
<p><span>Utilizziamo 3 termini per rispondere a questa domanda</span></p>
<ol>
<li><span><strong>Coerenza</strong><br />
Gli utenti social sono sempre più attenti e, nella maggior parte dei casi, anche consapevoli. Nel momento in cui vengono attratti da una sponsorizzata &#8211; di un brand che non conoscono o del quale hanno vagamente sentito parlare &#8211; la prima cosa che fanno è indagare. Visitano il sito, visualizzano gli account social, vanno alla ricerca di recensioni.<br />
Se tutto ciò che trovano non è coerente con il contenuto sponsorizzato, la valenza dell&#8217;investimento fatto dall&#8217;azienda nell&#8217;advertising diventa pari a zero.</span></li>
<li><span><strong>Fiducia</strong><br />
Strettamente collegato al punto precedente, la customer journey di un utente può partire da punti diversi del percorso &#8211; sappiamo infatti che la sponsorizzata social intercetta bisogni latenti e quindi non ancora consapevoli &#8211; ma conduce allo stesso punto: solo se si sarà conquistata la fiducia della persona si otterrà la conversione che sia il contatto, la condivisione della propria email, l&#8217;acquisto. Atterrare su una pagina che sembra una vecchia città fantasma, non è certo ciò che stimola la creazione di un legame di fiducia.</span></li>
<li><span><strong>Creatività</strong><br />
</span><span>I budget pubblicitari sono una vera spina nel fianco &#8211; per le aziende e per chi come noi fa advertising. Per ottenere un discreto successo, si deve essere disposti ad allargare i cordoni della borsa ed anche a poterlo fare.<br />
Con investimenti centellinati, la concorrenza per la &#8220;poca&#8221; copertura organica è sempre più in aumento e, dunque, per assicurarsi la maggiore visibilità possibile è necessario pubblicare contenuti di valore.</span><span><br />
</span></li>
</ol>
<p>Il Piano Editoriale è utile alla soddisfazione di questi tre aspetti chiave, base sulla quale una strategia di advertising deve necessariamente poggiare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quanti articoli scrivere a settimana?</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/quanti-articoli-scrivere-a-settimana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jun 2019 08:01:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[articoli blog]]></category>
		<category><![CDATA[calendario blog]]></category>
		<category><![CDATA[calendario editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicazioni blog]]></category>
		<category><![CDATA[quanti articoli scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[quanti articoli scrivere a settimana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo è uno dei dubbi amletici che ogni blogger ha. Decidere quanti articoli scrivere a settimana, è importante soprattutto all’inizio quando bisogna gestire le forze. E significa organizzare al meglio le proprie risorse in vista dell&#8217;obiettivo. So di non sapere diceva Socrate. Non preoccuparti quindi se ti stai ritrovando a chiederti quanti articoli scrivere a...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Questo è uno dei dubbi amletici che ogni blogger ha. Decidere quanti articoli scrivere a settimana, è importante soprattutto all’inizio quando bisogna gestire le forze. E significa organizzare al meglio le proprie risorse in vista dell&#8217;obiettivo.</h2>
<p>So di non sapere diceva Socrate. Non preoccuparti quindi se ti stai ritrovando a <strong>chiederti quanti articoli scrivere a settimana nel tuo blog</strong> per tenere il ritmo, salire nella riconoscibilità e creare un tuo seguito.<br />
Proviamo ad aiutarti noi!</p>
<p>Secondo la nostra esperienza <strong>almeno due articoli a settimana</strong> sono un buon compromesso, già <strong>con tre si inizia a fare sul serio. </strong>Certo, <strong>uno è il limite minimo</strong> e soprattutto <strong>bisogna essere costanti nel tempo</strong>. Inutile partire sparati per poi fermarsi o pubblicare una volta ogni tanto quando ci ricordiamo di avere un blog!</p>
<h3>Blog, Inbound Marketing ed Autorevolezza</h3>
<p>In verità <strong>riuscire a capire il giusto ritmo di pubblicazione non è semplice.<br />
</strong>La risposta non banale potrebbe essere, dipende. Concettualmente <strong>il blog è pensato per pubblicare contenuti uno dopo l’altro</strong>, con una sequenza temporale, all’infinito. Questo in linea di massima. Poi <strong>esistono dei parametri</strong> che possono aiutare, ma una regola ben definita e unica in realtà non esiste.</p>
<p>Possiamo dirti però che specialmente all’inizio, <strong>quando si ha bisogno di crescere velocemente,</strong> bisognerebbe creare un insieme di articoli capaci di <strong>innescare il processo di <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/backup/blog/2019/04/22/inbound-marketing/">inbound marketing</a></strong>.</p>
<p>Certo questo <strong>aiuta nel posizionamento su google</strong>, ma <strong>l’autorevolezza la raggiungi solamente nel lungo periodo</strong>. Se inizi a pubblicare un discreto numero di articoli a settimana, con costanza, allora puoi ottenere vantaggi strategici e <strong>avrai più contenuti per accrescere social network e newsletter</strong>.</p>
<p>Puoi inoltre <strong>accedere a <a href="https://news.google.com/?hl=it&amp;gl=IT&amp;ceid=IT:it">Google News</a></strong>, la cui chiave principale di scelta è proprio il <strong>ritmo di pubblicazione frequente e continuo</strong>. In questo modo il crawl si allinea alle abitudini editoriali e passa più frequentemente sul tuo sito, dando più attenzione nei contenuti.</p>
<p>Cosa fondamentale se si vuole pubblicare tutti i giorni, è sempre <strong>il valore dei contenuti</strong>. Scrivere molto e male non serve a nessuno. MAI abbassare la qualità, a quel punto se non si possono sostenere pubblicazioni giornaliere di buon livello allora vale la regola meno, ma buoni.</p>
<p>Un consiglio, <strong>se lavori su un blog molto specifico</strong>, <strong>meglio operare con un ritmo di pubblicazione basso: </strong>rischi di esaurire il tuo calendario editoriale in poco tempo.</p>
<p>Per quanto riguarda il nostro <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/backup/blog/">blog</a>, la nostra scelta è stata quella dei <strong>3 post a settimana</strong>, variando il campo di azione:</p>
<ul>
<li>web marketing</li>
<li>innovazione</li>
<li>grafica</li>
<li>seo</li>
</ul>
<p>Ci siamo divisi i compiti all’interno del nostro staff e ci diamo delle scadenze in modo che questo lavoro importante e costante sia di buon livello e sostenibile.</p>
<p>E tu come fai? <strong>Se hai le idee un po’ confuse o non sai come fare</strong>, contattaci pure: <a href="mailto:info@esperienzedartecomunicaizone.it">info@esperienzedartecomunicaizone.it</a></p>
<p>Ci occuperemo noi del tuo blog e se ancora non hai un sito, beh, allora ne costruiremo uno fantastico per te che esprima al meglio il tuo business!</p>
<blockquote><p><strong>Le idee non sono di nessuno, sono di chi le esprime meglio.<br />
(Emilio Cecchi)</strong></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Calendario editoriale: la perfetta programmazione</title>
		<link>https://www.edacomunicazione.it/test/blog/calendario-editoriale-la-perfetta-programmazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[EdA Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2019 08:47:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital & Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[calendario editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[instagram]]></category>
		<category><![CDATA[programmazione social]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ti stai cimentando con l’editing e la pubblicazione di testi per i social e non hai idea di come impostare un calendario editoriale? Posso svelarti qualche piccolo segreto...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/calendario-editoriale-la-perfetta-programmazione/">Calendario editoriale: la perfetta programmazione</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Calendario editoriale: la perfetta programmazione</h1>
<h2>Ti stai cimentando con l’editing e la pubblicazione di testi per i social e non hai idea di come impostare un calendario editoriale? Posso svelarti qualche piccolo segreto&#8230;</h2>
<p>Il <strong>calendario editoriale</strong> è la tua arma segreta per <strong>rendere i tuoi canali social performanti</strong>. E non solo: è anche la tua scialuppa di salvataggio per evitare di ritrovarti nel bel mezzo della giornata a pensare “oddio&#8230;e oggi cosa pubblico?!”.<br />
La conosci eh questa vena di terrore che si insinua dentro di te, quando non hai idea di che cosa raccontare a chi ti segue&#8230; brutta, brutta sensazione.</p>
<p>La<strong> programmazione</strong> è la soluzione ed il calendario editoriale è lo strumento per attuarla. Puoi scegliere per quanto tempo strutturare i tuoi post. Una settimana di anticipo? Un mese? Un trimestre?</p>
<p>Dipende essenzialmente da <strong>due fattori</strong>:</p>
<ul>
<li>la necessità di <strong>attualità</strong> del settore di cui ti occupi</li>
<li>la <strong>quantità di materiale</strong> che riesci a prevedere di poter produrre</li>
</ul>
<p>Soprattutto il primo fattore è importante, perché nella programmazione del tuo calendario editoriale ha un peso forte: se non puoi prescindere dall’attualità, se ad esempio ti occupi di hi-tech e quindi devi essere sempre sul pezzo, devi trovare degli stratagemmi.<br />
Ma andiamo con ordine e cominciamo dalla base.</p>
<h3>Calendario editoriale, perché è importante</h3>
<p>Preferisco partire davvero dall’A-B-C perché questo è un passaggio che molti saltano. I social, da chi non lo fa per lavoro, sono spesso considerati come una pausa dalla propria routine d’affari. Tradotto, quando ho un secondo di tempo, penso a cosa pubblicare e lo faccio.</p>
<p>Per carità, puoi fare così. Però ti scontri con uno dei <strong>grandissimi errori</strong> che non dovresti mai commettere: se hai un social devi <strong>pubblicare con continuità, altrimenti è meglio non averlo.</strong><br />
Se non hai una base di programmazione e questa settimana hai un casino di impegni, di appuntamenti, di contratti da chiudere, di clienti da seguire, come fai?<br />
Siccome hai scelto la via dell’improvvisazione e non hai nulla di pronto, in questa settimana di fuoco il tuo social rimarrà spento. E se, come ti auguro, avrai molte settimane così, il tuo social sarà un disastro completo.</p>
<p>La<strong> fidelizzazione</strong> non conta solamente nella vendita. Perché in fin dei conti, tutti gli strumenti di marketing sono in un certo senso anche strumenti di vendita. Se sei bravo a farti seguire sui social, anche se la portata organica è drasticamente diminuita e questo va detto, comunque riuscirai a far interessare le persone a te ed alla tua attività e quando avranno bisogno di qualcosa è più facile che cerchino te.<br />
Quindi: <strong>perché devi avere un calendario editoriale?</strong></p>
<ul>
<li>Programmazione</li>
<li>Costanza</li>
<li>Fidelizzazione</li>
<li>Costruzione di un rapporto con i tuoi utenti</li>
</ul>
<h3>Come si costruisce un calendario editoriale</h3>
<p>Ok, hai capito che <strong>programmare è la tua ancora di salvezza</strong>. Ora vediamo <strong>come costruire un calendario editoriale efficace.</strong></p>
<ol>
<li><strong>Il numero dei post</strong>. La risposta d’impatto sarebbe uno al giorno, in modo da creare una presenza costante nel tuo social. Tuttavia, non è la teoria che devi seguire, ma la pratica. Sei tu che lo segui? O hai un social media manager? Se sei tu a fare tutto il lavoro, <strong>devi rapportarlo al tempo che sei in grado di dedicare</strong>. Proprio come nella vendita, il tuo compito non si ferma alla pubblicazione. Poi devi essere in grado di monitorare commenti e messaggi e di rispondere in un tempo relativamente breve, diciamo un paio d’ore al massimo. Tieni in conto questa variabile prima di decidere il numero dei post. Seconda riflessione da fare, sono <strong>gli argomenti che hai a disposizione</strong>: devi sempre dare una sensazione di freschezza e novità. Se non hai un bacino immenso dal quale pescare, possono andar bene anche tre post a settimana, l’importante è che siano d’impatto</li>
<li><strong>Gli argomenti</strong>. Partiamo da un punto fermo: le persone vanno su facebook per “cazzeggiare”. Quindi, cerca di evitare argomenti e post di vendita pura: per quelli magari ci sono le sponsorizzate. Il tuo obiettivo deve essere <strong>coinvolgerli, interessarli, far diventare la tua pagina il loro punto fisso di atterraggio</strong> mentre scrollano la bacheca. Citazioni ed aforismi, accompagnati ad una grafica accattivante, sono un’ottima soluzione per spezzare la monotonia. Se hai un <strong>blog</strong>, metti sempre l’articolo che hai scritto – almeno uno a settimana – in modo così da aumentare anche la tua autorevolezza. Crea argomenti che abbiano come canovaccio il classico problema-soluzione: lo so, sempre antico, ma funziona sempre. Mixa attentamente temi di attualità, in cui la tua professione sia coinvolta, con aspetti promozionali ben nascosti. Insomma <strong>devi vendere, senza farlo</strong></li>
<li><strong>La grafica.</strong> Qui apriamo un capitolo ampio ed importante. Che tratteremo in futuro come approfondimento. La cosa fondamentale da dire però è una: <strong>devi essere riconoscibile</strong>. Non prendere foto da google o da qualsiasi altra banca. Se puoi, evita. Già siamo bombardati da milioni di immagini e sollecitazioni. <strong>Se sei uguale agli altri, nessuno si fermerà a guardarti</strong>. La grafica è fondamentale, perché ancora prima di leggere, l’occhio è attirato dall’immagine. Devi essere riconoscibile ed unico.</li>
</ol>
<h3>La programmazione del calendario editoriale</h3>
<p>Una volta che hai strutturato il tuo calendario seguendo i consigli di cui sopra, puoi partire con la programmazione. Io ti consiglio di <strong>testare giorni ed orari, per lo meno per i primi tre mesi</strong>. Gli <strong>insights</strong> sia di Facebook che di Instagram ti saranno d’aiuto per scegliere giorni e fasce orarie in cui la tua audience è più attenta e presente.</p>
<p>Ma, se per Facebook hai già integrata la possibilità della programmazione, <strong>come si fa con Instagram che non ti da questa possibilità?</strong></p>
<p>Ti ho fatto arrivare fino alla fine, ma eccoci, al momento dei piccoli segreti! Ti do due nomi, poi starà a te andare a studiarteli e scegliere il migliore&#8230;Later o Preview!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.edacomunicazione.it/test/blog/calendario-editoriale-la-perfetta-programmazione/">Calendario editoriale: la perfetta programmazione</a> proviene da <a href="https://www.edacomunicazione.it/test">EdA Comunicazione</a>.</p>
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