Inutile ormai nasconderlo: l’influencer marketing è una parte fondamentale della strategia di web marketing per un’azienda.
Se infatti inizialmente in molti attendevano che questa bolla si sgonfiasse, è successo nella pratica esattamente il contrario.
Gli influencer hanno molto potere, soprattutto sulle fasce più giovani delle popolazione, e sono in grado di orientare davvero il comportamento di scelta delle persone.

Vuoi saperne di più? Scopriamo insieme dati importanti ed utili sull’Influencer Marketing.

Influencer Marketing, quali i canali preferiti

Cominciamo con l’analizzare alcune conferme.

L’influencer marketing nasce da Instagram ed è proprio in questo canale che il lavoro di questi moderni capo-popolo funziona ancora nel modo migliore.
Sono i post pubblicati nel feed Instagram quelli che ancora spingono di più e che vengono maggiormente utilizzati dagli influencer come advertising per le aziende: il 78% dei marketers utilizza questo strumento.
A tallonare la prima posizione è un’altro posizionamento di Instagram, le Stories: il 73% dei esperti del settore si muove in questo senso.

In terza posizione come strumento di influencer marketing troviamo YouTube che riesce dunque a conquistarsi un posto in un podio altrimenti completamente dominato da Instagram.
I video YouTube rappresentano lo strumento preferito per il 56% dei marketers. Ma Instagram è ancora una volta in scia, con il 54%.

Chiudiamo questa carrellata di numeri con la quinta posizione, staccata di parecchi punti: il 26% degli influencer si muove anche con blog post.

Occhio quindi a pensare che l’influencer marketing coincida perfettamente con l’Instagram Marketing: è vero che è sicuramente il canale preferito, ma non l’unico!

I parametri da analizzare

La novità più grande di questo 2019, è stata la decisione di Instagram di togliere la visualizzazione del conteggio dei like sui post.
Lo scopo di questa mossa è stato quello di eliminare il condizionamento immediato per cui “più like uguale più attenzione”: la legge della riprova sociale ci dice che saremo tanto più interessati da un contenuto, quanto più questo è apprezzato dalla massa, a volte a prescindere dal nostro reale interesse per quell’argomento o dalla qualità del contenuto stesso.

Che conseguenza ha avuto questa mossa strategia sull’influencer marketing? Inizialmente influencer ed aziende hanno tremato, ma in realtà il risultato è stato positivo.
Non essendo più condizionati solamente dalle vanity metrics, i marketers hanno potuto concentrarsi di più su originalità, coerenza e qualità della proposta. Cosa sicuramente apprezzati dagli utenti davvero interessati e che ha influito positivamente sul lavoro di brand positioning.

Se dunque le vanity metrics non sono più le uniche ad orientare l’influencer marketing – e per i veri professionisti sia chiaro non lo sono mai stati – che cosa dobbiamo valutare per capire se si sta lavorando bene?

  • awarness, cioè notorietà del brand, visiti al sito web, aumento di follower attivi sul canale, etc
  • purchase, cioè aumento dei lead raccolti e delle conversioni
  • evaluation, cioè le sempre presenti vanity metrics, commenti e condivisioni più che semplici like